domenica, Luglio 5

Uganda: Museveni favorito alle Presidenziali del 2021 Museveni potrebbe addirittura collassare al 49% o 48%, riuscendo ugualmente a riportare una schiacciante vittoria sui candidati dell’opposizione, divisi e dunque impossibilitati a vincere

0

«Yoweri Museveni a distanza di un anno dalle elezioni presidenziali detiene già la vittoria a causa di una opposizione disunita e disorganizzata. Per questo le elezioni del 2021 saranno trasparenti, gestite da un sistema elettorale credibile e da una commissione imparziale». Questa l’analisi fatta da Godber Tumushabe, direttore esecutivo dell’Istituto dei Grandi Laghi per gli Studi Strategici riportata sul settimanala ‘The East African’.

Fallita l’alleanza politica tra l’oppositore storico, il Colonnello Kizza Besyge, e il reggae man Bobi Wine, i due candidati si presenteranno separati alle elezioni. Sulla scena politica si affaccia un terzo candidato, il generale Henry Tumukunde, un fedelissimo di Museveni, ex avvocato che ha intrapreso la carriera militare durante la ‘Bush War’, la guerriglia di Museveni durante la dittatura di Milton Obote. Tumukunde appartiene al sottogruppo etnico Bahima (lo stesso di Museveni), che fa parte della etnia tutsi ugandese Banyankore. È anche un parente del Presidente. avendo sposato una cugina di Museveni.

La candidatura del generale Tumukunde è stata una sorpresa. Gli osservatori politici stanno ancora analizzandola. È un segnale di un malcontento all’interno dei tutsi ugandesi verso il loro leader, che dal 1987 occupa la Presidenza e ora pretende l’ottavo mandato, oppure è una tattica ideata dal Grande Vecchio per indebolire ulteriormente l’opposizione? Secondo gli esperti, Tumukunde non otterrà un grande risultato, causa le sue relazioni troppo ravvicinati al Presidente, ma saràcomunque un elemento di disturbo, capace di attirare quel 5 o 6% di voti che sarebbero stati preziosi per l’opposizione.

Il fallimento della candidatura unitaria dell’opposizione è originato dalla natura egocentrica dei due principali oppositori, Besyge e Bobi Wine. I due leader, concentrati sulla critica al Presidente a detrimento di un credibile programma sociopolitico ed economico, riproducono all’interno dei loro partiti il culto della personalità e la mancanza di democrazia tipica di Museveni e del partito al potere, il National Resistance Mouvement (NRM).

I partiti politici hanno avuto in Uganda la possibilità di giocare un ruolo decisivo nel consolidare la democrazia, e garantire l’alternanza al Governo e alla Presidenza. Opportunità mancata causa la struttura interna, che prevede la figura di un leader forte e carismatico e una deficienza di democrazia interna che impedisce di costruire credibili partiti. In generale si nota all’interno di tutti i partiti ugandesi una spietata guerra tra i quadri per assumere candidature a sindaco, parlamentare, e altre cariche pubbliche.

I quadri aderiscono al partito per convenienze personali piuttosto che a convinzioni ideologiche.Arrivare ai vertici di un partito significa aumentare le opportunità di partecipare al grande banchetto a scapito della popolazione. Questo fenomeno ha creato una sfiducia tra la popolazione che si sta sempre più disinteressando della politica nazionale. Ha creato anche un boom di candidati indipendentimai registrato nella storia del Paese. Un boom che indebolisce la competizione multipartitica,indebolendo l’opposizione e la possibilità di alternanza al potere. Un altro effetto della mancanza di democrazia interna ai partiti sono le continue scissioni che indeboliscono ulteriormente i partiti di opposizione.

Dal 1999 le due principali figure politiche sono Yoweri Kaguta Museveni e il colonnella Kizza Besyge, entrambi tutsi della etnia Banyankore, ex compagni di armi e con stretti legami di parantela. Escluso Bobi Wine e il UPC (Ugandan People’s Congress, partito fondato dal dittatore Milton Obote) tutti i partiti ugandesi, il NRM, il FDC (Forum for Democracy Change di Besyge), il Democratic Party, il Consevative Party, il JEEMA (Justice Forum), sono stati creati dalla éliterivoluzionaria, causa dissidi interni al governo sorti tra gli anni Novanta e il primo decennio Duemila. Tutti questi partiti sono direttamente o indirettamente controllati dall’Esercito, il UPDF (Uganda People’s Defence Forces), che ha assunto ruoli gestionali nella politica e nell’economia del Paese, similmente a quanto accade in Algeria, Egitto, Rwanda e Sudan.

Nelle elezioni del 2021 nessun candidato dell’opposizione avrà la possibilità di vincere contro Museveni. Il calo di voti al ‘Grande Vecchio’ e al suo partito, che si sta registrando dal 2011, verrà compensato dalla frammentazione dell’opposizione e dall’aumento dell’astensionismo alle urne che favorisce il NRM. Museveni potrebbe scendere al suo minimo storico nelle prossime elezioni: 52% o 51%, o addirittura collassare al 49 o 48%, riuscendo ugualmente a riportare una schiacciante vittoria sui candidati dell’opposizione, in competizione tra di loro che non riusciranno a superare la soglia del 26% dei consensi.

Il regime del NRM – UPDF evita ogni frode elettorale al fine di garantire una vittoria credibile e priva di contestazioni internazionalial loro leader, Museveni. La politica sporca’ viene giocata durante la campagna elettorale e, in vari casi, anche prima che la campagna elettorale abbia inizio. Considerando che i maggior voti all’opposizione provengono dai centri urbani, mentre la campagna rimane fedele a Museveni, il regime, attraverso la Polizia e l’Esercito,impedisce di fatto i comizi elettorali.

Una repressione facilitata dalla immaturità degli oppositori, Besyge e Bobi Wine, incapaci di controllare la frustrazione dei loro militanti che, immancabilmente si esprime in atti di violenza e saccheggio durante le manifestazioni. Violenza che spinge il cittadino comune a tollerare se non ad approvare la repressione della Polizia e dell’Esercito. Ogni volta che l’opposizione indice una manifestazione, decine di negozi vengono saccheggiati o danneggiati, e la vita quotidiana della popolazione messa in serio pericolo…

Il controllo repressivo dei due principali centri urbani, Kampala e Wakiso, è fondamentale per la vittoria elettorale di Museveni. I due distretti hanno rispettivamente un potenziale di 1,3 e 1,2 milioni di voti. Negli altri distretti, Kasese, Mukono, Arua, Jinja, Tororo, Ntungamo, Mbale, Luweero, Buikwe, Kamuli, Mayuge, Isingiro, Lira e Kyenjonjo, si registrano 1,6 milioni di elettori. La maggioranza di essi vota fedelmente Museveni e il NRM. In pratica, nel 2021 assisteremo a delle elezioni democratiche e trasparenti, dove, però, non vi sarà alcuna possibilità di sconfiggere Museveni. Besyge, Bobby Wine e Tumukunde si troveranno a lottare per il secondo posto. Paradossalmente se fossero uniti la vittoria del Grande Vecchio sarebbe garantita prima dell’apertura dei seggi elettorali…

L’immaturità politica dell’opposizione si manifesta palesemente nel tentativo di impedire a Museveni di partecipare alle elezioni del 2021invece di creare un fronte unico capace di offrire una prospettiva di alternanza. Il compito di impedire la candidatura di Museveni è stato affidato ad un avvocato di Kampala, Male Mabirizi Kiwanuka, che ha aperto un caso giudiziariopresso la EACJ (East African Court of Justice) con l’obiettivo di invalidare la nuova legge elettorale che prevede la cancellazione di limiti di età del Presidente (75 anni), permettendo così a Museveni (73 anni) di candidarsi. Kiwanuka sostiene che tale legge viola i principi di buon governo e i principi democratici sanciti dalla East African Community EAC (Comunità Economica dell’Africa Orientale).

La Corte di Giustizia della EAC ha rifiutato le richieste del Governo di Kampala di non prendere in considerazione il caso dell’avvocato ugandese, affermando che verrà seriamente esaminato. Il Presidente Museveni ha etichettato la decisione della Corte di Giustizia come ‘Frivola e vessatoria’, mentre il Procuratore Generale, William Byaryhanga, ha precisato che l’Uganda non considererà valido un eventuale verdetto della Corte di Arusha che sancisca l’incostituzionalità della nuova legge elettorale, in quanto la Corte non ha giurisdizione sugli affari costituzionali interni dei singoli Stati membri della EAC.

L’opposizione ha poche speranze che la Corte di Giustizia della East African Community si esprima a suo favore. La decisione di esaminare il caso presentato dall’avvocato Kiwanuka è in realtà una forma di pressione politica verso Museveni, attuata dal Rwanda e, indirettamente, dal Congo, affinchè il ‘Grande Vecchio’ interrompa la guerra fredda con Kigali, acconsenti alla rimozione del regime in Burundi, tramite l’uso delle armi, e collabori al piano di integrazione socioeconomica regionale proposto da Angola, Congo e Rwanda. Intensi colloqui su questi temi sono in corso nelle ultime settimane. Se Museveni accoglierà le richieste geopolitiche, la EACJ offrirà un verdetto favorevole al suo ottavo mandato. In pratica la EACJ è un mero strumento per uno scambio politico: la caduta del dittatore Pierre Nkurunziza in cambio dell’ottavo mandato di Museveni

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore