sabato, Gennaio 25

Uganda: l’immigrazione a ponderate porte aperte

0
1 2


L’Uganda da 15 anni applica sul tema dell’immigrazione una ragionata politica di porte aperte in controtendenza alle spinte xenofobe e nazionalistiche occidentali. Una politica che dimostra che gli immigrati sono una ricchezza e non una disgrazia per il Paese ospitante. Una politica adottata da un Paese in via di sviluppo che evidenzia come la libera circolazione delle persone e l’integrazione degli stranieri nel tessuto socio-economico non siano ‘solo’ atteggiamenti giusti in ottica umanitaria, ma realizzabili sul piano pratico.

La politica di porte aperte è applicata da un Paese in rapido sviluppo ma ancora lontano da raggiungere il PIL registrato in Italia. Su una popolazione di 37,58 milioni di persone  l’Uganda ospita 4 milioni di immigrati tra cui 180.000 occidentali e 1,3 milioni di rifugiati dal Sud Sudan, Burundi, Ruanda, Somalia, e Congo Kinshasa. Gli stranieri presenti nel Paese rappresentano il 14,10% della popolazione autoctona, eppure nessun problema immigratorio,  legato a criminalità, razzismo e rigetto degli immigrati, viene registrato in Uganda.

Se compariamo la situazione con quella vissuta in Italia i conti non tornano. Al gennaio 2016 gli stranieri residenti nel Paese europeo divenuto porta della immigrazione anche clandestina verso l’Europa, erano 5.026.153 pari al 8,3% della popolazione. Come mai l’Italia è vittima di forti tensioni sociali e razziali sul tema immigrazione? Mentre l’Uganda con un peso di stranieri sulla popolazione doppio rispetto a quello registrato in Italia, no? La risposta risiede nel giusto approccio verso i flussi migratori spiegato dal Presidente ugandese Yoweri Kaguta Museveni durante il summit regionale sui rifugiati somali tenutosi presso il Kenyatta International Center a Nairobi, in Kenya, la scorsa settimana.

Durante il meeting il presidente Museveni ha voluto chiarire i pilastri della politica ugandese sulla immigrazione e i migliori approcci da adottare verso gli stranieri. Ha sostenuto che rifugiati e immigranti non rappresentano un problema per nessuna Nazione al mondo. Solo le ideologie sbagliate, il fanatismo e il settarismo a dividere i popoli, non gli stranieri. «Gli africani sono suddivisi in quattro gruppi linguistici: Bantu, Nilotici, Sudanesi e Cusciti. Non ho problemi con nessuno di questi gruppi che intende stabilirsi in Uganda. Sono tutti africani e considerati quindi nostri fratelli e sorelle».

Ricordando le principali cause degli esodi di popolazioni – guerre civili, povertà, mancanza di sbocchi occupazionali, mancata condivisione delle ricchezze nazionali -, Museveni accusa direttamente tutti i governi africani autori di queste azioni criminali contro i propri cittadini, portando come esempio il genocidio del 1994 in Rwanda, attuato dalle milizie Intarahamwe, ancora attive nell’est del Congo e in Burundi.

Il Presidente Museveni si è soffermato con particolare attenzione sulle migliori comportamenti da adottare verso i rifugiati che non devono diventare vittime nel Paese di accoglienza. Secondo la visione politica del Capo di Stato ugandese, i campi rifugiati devono essere delle strutture di accoglienza temporanee dotate di acqua potabile, adeguati ripari e luce corrente per evitare la distruzione del patrimonio forestale del Paese ospitante. Una particolare attenzione deve essere posta sull’educazione e sul training professionale dei rifugiati. «Rifugiati e sfollati interni necessitano di vera educazione per evitare che gettino via le loro vite sentendosi esseri inutili. Necessitano anche di acquisire capacità professionali che possano facilitare il loro inserimento nel tessuto economico del Paese ospitante. Capacità professionali che saranno successivamente messe al servizio della loro Nazione una volta che le condizioni di pace permettano il ritorno dei rifugiati», afferma Museveni.

Secondo la sua visione, occorre concentrare gli sforzi economici della comunità internazionale sulla creazione di piccole aziende gestite dai rifugiati in modo che possano contribuire attivamente al tessuto socio-economico del Paese ospitante e uscire dall’umiliante situazione psicologica che l’assistenzialismo crea. Situazione che genera rancori e rende il rifugiato o l’immigrato clandestino facile preda di gruppi estremisti o terroristici.

Sulla delicata questione delle proprietà terriere, Museveni conferma che il suo Governo continuerà a garantire il diritto a rifugiati e immigrati di acquisire terre e proprietà in Uganda, avvertendo, però, che saranno introdotte delle misure restrittive per evitare che i cittadini ugandesi non si sentano ‘colonizzati’ da stranieri. Sul delicato rapporto rifugiati-comunità locali, il Presidente Museveni si è soffermato sull’importanza di creare sviluppo tra le comunità locali che ospitano maggior numero di rifugiati per evitare il sorgere di rancori e di sentimenti xenofobi.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore