lunedì, Gennaio 27

UE: Ursula Von der Leyen presenta il Green Deal Presentata dalla presidente della Commissione europea la nuova proposta per l’Europa Verde

0

«Tagliare l’inquinamento; Aiutare le imprese a diventare leader mondiali nella produzione di tecnologie e prodotti puliti; Contribuire ad una transizione giusta e inclusiva; De-carbonizzare il settore energetico; Rinnovare gli edifici per renderli meno energivori; Sostenere l’industria; Rinnovare il sistema di mobilità».

Un ‘decalogo’ che la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha voluto consegnare personalmente al Parlamento europeo – eccezionalmente in seduta plenaria per un solo giorno – rompendo un consolidato tabù che impone la presentazione di un progetto di interesse generale in prima battuta ai colleghi della Commissione europea.

Il gesto è stato notato e apprezzato dagli europarlamentari che nelle loro risposte sono apparsi lusingati da questo gesto di cortesia nei loro confronti.

«Il Green Deal – ha detto Von der Leyen – rappresenta la nostra nuova strategia di crescita» e indica come trasformare il modo in cui vivremo e lavoreremo, produrremo e consumeremo per poter vivere in maniera più sana e per rendere le nostre imprese più innovative».

In questa rivoluzione ‘innovativa’ la presidente dell’Esecutivo europeo si dice “decisa ad vincere la sfida per il bene del nostro pianeta” e a “mostrare al resto del mondo come essere sostenibili e competitivi e potere così convincere altri paesi a procedere insieme a noi”.

Al centro della proposta della Commissione Ue c’è il rivoluzionario obiettivo di neutralità climatica entro il 2050, che ha suscitato l’approvazione e l’entusiasmo di molti europarlamentari. Ma, come ha fatto osservare l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Eleonora Evi durante il dibattito, “rimangono tanti dubbi”. La Commissione infatti stima che avremo bisogno di € 260 miliardi all’anno fino al 2030 per finanziare l’European Green Deal, mentre la Corte dei Conti stima sia necessaria una cifra quasi tripla: € 1.115 miliardi l’anno”. E’essenziale quindi a suo avviso scorporare gli investimenti verdi dal patto di stabilità e crescita.

Mette le mani avanti il direttore di Business Europe, la confederazione degli industriali europei, Markus Beyer che definisce “importante” l’iniziativa della Commissione europea “per proteggere il pianeta e avviare l’Europa sulla via di un futuro sostenibile”. Ma “il problema è non se questa trasformazione sia necessaria ma come renderla un successo”. “I 20 milioni di imprese che noi rappresentiamo in Europa sono al centro di questo successo. Ma solo le imprese più competitive potranno trovare le soluzioni tecniche per poter sostenere l’occupazione e creare ricchezza. Una economia forte sarà quindi una condizione essenziale per assicurare che la transizione ‘verde’ non comporti una de-industrializzazione e perdita di posti di lavoro”.

Per il vicepresidente esecutivo della Commissione europea FransTimmermans, che ha concluso il dibattito in plenaria, “la European Green Deal è una grande opportunità per migliorare la salute e il benessere dei cittadini trasformando il nostro modello economico”. “Tutti noi – ha concluso – avremo un ruolo importante da svolgere e ogni industria e ogni Paese parteciperanno a questa trasformazione… assicurandoci però che sia una giusta transizione che non lasci indietro nessuno”.

L’Esecutivo Ue ha intenzione di muoversi rapidamente: e fissa come data l’estate 2020 per stabilire nuovi paletti ‘ambientali’ ai membri dell’Ue che si incontrano a Bruxelles il 13-14 dicembre  per l’ultimo vertice europeo dell’anno. E ha promesso (o minacciato?) di tirar fuori l’argomento ad ogni vertice Ue da qui al 2030.

Ma intanto premono le scadenze immediate: il vertice Ue del giugno 2020, il vertice UE Cina del settembre 2020 e soprattutto il COP 26, la Conferenza dell’Onu sul Clima che si terrà a Glasgow nel novembre 2020.

Per il presidente del Gruppo dei Verdi al Parlamento Europeo Philippe Lambertsla credibilità del Patto Verde sarà misurata con quattro criteri: la sua efficacia per ridurre il riscaldamento climatico a 1,5 gradi, il contributo alla riduzione delle ineguaglianze sociali, la sua capacità di sostituire il modello libero-scambista con uno di sviluppo durevole e infine la sua capacità di rimettere la finanza al servizio della società”.

E non può mancare infine in questa carrellata di opinioni quella di Foratom, la lobby dell’industria nucleare in Europa, che elogia i piani di riduzione del CO2 entro il 2050 “purché lasci i paesi membri liberi di scegliere il loro mix di energia a basso contenuto di carbonio” e suggerisce la possibilità di “riaddestrare nell’industria nucleare chi è attualmente impiegato in quella carbonifera”. L’IEA, il sistema di energia nucleare pulita, ha messo in chiaro che una decarbonizzazione completa non potràesserci senza l’energia nucleare.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore