giovedì, Novembre 14

Ue: si riunisce il consiglio europeo Tra i temi da discutere, l' incidente dell' ex spia russa, Brexit, Balcani

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E’ iniziata in queste ore la riunione del Consiglio europeo. A tale consesso, partecipano i Capi di Stato e di governo dei vari Paesi, accorsi tra ieri e oggi a Bruxelles. Il summit che inizia oggi dovrebbe terminare domani, 23 marzo. Tra i temi discutere, occuperà un certo rilievo la questione ‘Serghei Skripal’, l’ incidente dell’ ex spia russa che ha comportato una tensione nelle relazioni tra Gran Bretagna e Russia, vicenda sulla quale si è registrata la forte coesione occidentale (Germania-Francia-Stati Uniti- Regno Unito) nell’ attribuire la responsabilità a Mosca.

«Il Consiglio europeo condanna nel modo piu’ forte possibile il recente attacco a Salisbury” e “prende in modo estremamente serio la valutazione del governo del Regno Unito che e’ altamente probabile che la Federazione russa sia responsabile. L’uso di armi chimiche e’ totalmente inaccettabile, deve essere condannato in modo sistematico e rigoroso e costituisce una minaccia di sicurezza per tutti noi. L’Ue “deve rafforzare la sua resilienza ai rischi chimici, biologici, radiologici e legati al nucleare. L’Unione e i suoi stati membri devono anche continuare a rafforzare le loro capacita’ per fronteggiare minacce ibride, inclusi nei settori digitali, della comunicazione strategica e della contro-intelligence». L’ obiettivo è rafforzare le difese contro rischi chimici e nucleari e contro le minacce ibride in provenienza dalla Russia. sarebbe scritto nella bozza di conclusioni in linea con le posizioni del Consiglio Affari esteri di lunedì scorso.

Netta la risposta del portavoce russo Dmitri Peskov secondo il quale il Cremlino si aspetta che i rapporti della Ue con la Russia siano ancora governati da «elementare logica politica e saggezza. Prendiamo atto del proseguimento di una posizione britannica difficile da spiegare, constatiamo ancora la riluttanza ad una reale collaborazione, allo scopo di indagare questo incidente e stabilire chi in realta’ possa esserci dietro».

Sul tavolo, non può mancare la tematica commerciale: quindi il mercato unico, le imposte sull’economia digitale, la cosiddetta webtax, e la Brexit. Al centro anche il recente annuncio del presidente degli Usa, Donald Trump, sui dazi doganali all’acciaio e all’alluminio: su questo fronte, se da un lato non mancherà la volontà a proseguire il dialogo con gli Stati Uniti, dall’altro potrebbe essere valutato una decisione dell’ Unione circa il diritto di adottare misure di risposta proporzionate, compatibili agli standard dell’Organizzazione mondiale del commercio. Sull’economia digitale, sarebbe prevista una discussione preliminare in quanto,in materia fiscale, vige infatti l’unanimità: ci sono paesi come Paesi Bassi, Lussemburgo, Malta, Irlanda che per ora vanno piano.

Un altro tema centrale sono gli accordi con il Mercosur, con il Messico, e con il Giappone e Singapore, che i negoziatori europei vorrebbero chiudere al più presto. In attesa di discussione anche il vertice dei Balcani occidentali che si terrà a Sofia il prossimo 17 maggio, per una riconferma della prospettiva europea dei Balcani e che dovrebbe lanciare iniziative concrete per potenziare la connettività nella regione e di affrontare, nel Consiglio europeo di giugno, un futuro allargamento, magari con l’avvio dei negoziati di adesione dell’Albania e dell’ex Repubblica jugoslava di Macedonia (Fyrom) all’Ue per quella data. «A seguito della discussione che abbiamo avuto al nostro incontro informale di febbraio rivedremo i recenti sviluppi con la Turchia, in vista dell’incontro di alto livello che si terrà il 26 marzo a Varna», scrive nella lettera di invito ai Ventotto il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk.

Possibile un riferimento anche alla questione turca, con l’ intervento del presidente di Cipro, Nicos Anastasiades, e del primo ministro della Grecia, Alexis Tsipras, a pochi giorni dal vertice che si terrà a Varna, cui prenderanno parte Tusk, il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, e il presidente della Repubblica della Turchia, Recep Tayyip Erdogan.

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