giovedì, Dicembre 12

Ue: in arrivo ammodernamento di Eurojust La Commissione rivendica miglioramenti nella gestione dei migranti

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Bruxelles – I 28 membri dell’Unione europea hanno trovato un accordo a livello di Coreper (il comitato dei rappresentanti permanenti dell’Ue) per emendare Eurojust, l’agenzia europea incaricata di regolare la cooperazione in fatto di amministrazione della giustizia in Europa.

Si tratta soprattutto di creare un nuovo sistema per migliorare il funzionamento dell’agenzia il cui ruolo sta diventando di estrema importanza in vista dei rifiuti opposti da alcuni paesi membri dell’Ue specialmente nella gestione dei migranti.

La revisione di Eurojust dovrà in futuro tener conto della creazione di una Procura europea che è in dirittura d’arrivo e soprattutto della definizione delle nuove regole sulla protezione dei dati personali da parte di istituzioni ed entità europee approvate il mese scorso dal Consiglio dei ministri europei e dal Parlamento.

L’accordo su Eurojust è stata una conquista ottenuta agli sgoccioli della presidenza bulgara dell’Ue (che termina a fine giugno) rivendicata con orgoglio dalla ministra bulgara della giustizia Tsetska Tsacheva. «Eurojust» – ha detto Tsacheva – «è la chiave per assicurare una risposta sollecita e efficace alle sfide transfrontaliere del crimine organizzato nei casi di terrorismo, introduzione di immigrati illegali o cibercriminalità.  Con questa riforma Eurojust potrà essere più efficiente e permettere una maggiore cooperazione tra paesi membri per la lotta al crimine organizzato».

Oltre alle modifiche di carattere “gestionale” dei membri nazionali di Eurojust, il sistema di nuove regole per la protezione dei dati nell’ambito delle istituzioni europee sarà molto utile per il funzionamento dell’agenzia insieme alla creazione di un nuovo consiglio di amministrazione per rendere più agevole il funzionamento delle questioni strategiche assicurando una rappresentanza della Commissione anche a livello di consiglio di amministrazione di Eurojust. E’ prevista inoltre la creazione di una nuova figura di Direttore amministrativo oltre ad un miglioramento della trasparenza e della collaborazione e un sistema di valutazione congiunta da parte del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali dell’operato di Eurojust.

In particolare al centro dell’attenzione sarà la gestione della politica delle migrazioni in Europa. In una nota pubblicata oggi dalla Commissione europea in vista del Vertice di fine giugno viene illustrata l’azione svolta dalla Commissione Ue in questi ultimi tre anni nel campo della gestione delle migrazioni in Europa. Una gestione che, a detta della Commissione, ha fatto avanzare la legislazione in materia con una serie di misure necessarie per far fronte all’emergenza. Ma oltre all’esame del passato nel documento comunitario si guarda anche al futuro per fornire una risposta alle nuove sfide lanciate dai governi populisti di vari paesi dell’Ue.

Sull’argomento interviene il commissario europeo responsabile delle politiche migratorie, affari interni e cittadinanza Dimitris Avramopoulos che in una nota riconosce la «nuova emergenza» migratoria che lascia ben sperare in un decisivo passo avanti da parte di tutti per «accordarsi sulle questioni più importanti che serviranno a definire il futuro della politica migratoria nell’Ue».

«La politica migratoria è di nuovo al centro dell’attenzione»– ha proseguito il commissario Avramopoulos – «e questo è incoraggiante perché dimostra che esiste la volontà politica di agire su una serie di questioni importanti che definiranno la politica migratoria dell’Unione».  I progressi compiuti in questi tre anni, ha proseguito Avramopoulos, dovrebbero ora permettere ai leader europei di trovare un nuovo accordo su vari punti e rafforzare il sistema europeo di asilo entro la fine di quest’anno. “Sono convinto – ha concluso – che questo sia possibile e che questo sia il momento giusto per dar prova della nostra responsabilità e impegno a sostenere e rafforzare il sistema di Schengen».

Da parte italiana, mentre le forze di governo invocano respingimenti e chiusure, si sono levate voci di forte dissenso su questa politica da parte di esponenti della sinistra al Parlamento europeo. «Non permetteremo di respingere chi fugge da guerre e persecuzioni» ha detto Roberto Gualtieri, europarlamentare europeo PD-S&D e presidente della Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo in occasione della giornata Mondiale del Rifugiato celebrata il 20 giugno.    

In questa occasione le sinistre del Parlamento europeo hanno partecipato ad una manifestazione organizzata dal gruppo S&D “Insieme in solidarietà” durante la quale ha danzato il ballerino siriano fuggito dalla Siria in guerra Ahmad Joudeh.

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