mercoledì, Novembre 25

Ue-Cuba: il dialogo che mancava

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Primo via libera del Parlamento europeo all’accordo per il dialogo politico e la cooperazione che riapre il rapporto di partnership tra Ue e Cuba, siglato a dicembre dall’alto rappresentante Federica Mogherini. La commissione affari esteri ha dato lo scorso 20 giugno il semaforo verde, con 57 voti a favore, 9 contrari e 2 astensioni. Il testo sarà ora sottoposto alla plenaria di Strasburgo di luglio. Il consenso del Parlamento è necessario perché l’accordo entri in vigore. Tra i suoi obiettivi ci sono quelli di espandere il commercio bilaterale e promuovere il dialogo e la cooperazione economica. Per approfondire la questione, ne abbiamo discusso con il prof. Umberto Morelli, docente di Storia delle relazioni internazionali presso l’Università di Torino. Si ringrazia per il supporto alla comprensione della situazione attuale ed alla scelta dei temi Aldo Garzia, giornalista e scrittore, profondo conoscitore di Cuba che ha a lungo vissuto a L’Avana.

Si tratta di un primo passo, ma è significativo perché stabilisce una riapertura dopo vent’anni di distanza. Adesso, è necessario il consenso del Parlamento europeo in luglio. Arriverà?

Il documento ‘Dialogo politico e accordo di cooperazione’ tra l’UE e Cuba è il primo accordo tra le due parti (Cuba era l’unico Paese latino-americano con cui l’UE non aveva un dialogo politico) e costituisce il quadro giuridico per lo sviluppo delle relazioni tra le parti. Rappresenta una svolta nelle relazioni tra l’isola e l’UE perché pone fine alle misure restrittive adottate verso Cuba nel 1996. Il raggiungimento dell’accordo è stato agevolato dal processo di apertura verso la democrazia e il rispetto dei diritti umani avviato negli ultimi anni nell’isola, due temi contemplati nell’accordo. La posizione comune UE del 1996, adottata su pressione del governo spagnolo di centro-destra dell’epoca presieduto da Aznar, che chiedeva misure più dure rispetto a quelle poi deliberate dal Consiglio europeo, subordinava la cooperazione bilaterale con Cuba e la concessione di aiuti ai cambiamenti politici ed economici e al rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali che sarebbero dovuti intervenire nell’isola. La posizione comune verrà abolita con l’entrata in vigore dell’accordo dopo la ratifica del PE e degli Stati membri. C’è un generalizzato consenso da parte europea sulla ripresa delle relazioni con Cuba per cui è prevedibile, a meno di imprevisti, che l’accordo sia ratificato. La ratifica del PE a luglio è probabile.

Cosa si può leggere tra le righe in relazione all’avvicinamento Ue-Cuba, dopo che Trump ha reintrodotto alcune delle restrizioni commerciali e di circolazione che Obama aveva eliminato?

L’accordo comprende tre capitoli: dialogo politico (diritti umani, disarmo, migrazioni, droga, lotta al terrorismo, sviluppo sostenibile), cooperazione e dialogo strategico-settoriale (sviluppo della società civile, sviluppo sociale ed economico, ambiente, cooperazione regionale), scambi e cooperazione commerciale (dazi, agevolazioni commerciali, norme tecniche, investimenti). Ha lo scopo di incrementare il commercio bilaterale, promuovere il dialogo e la cooperazione economica, sviluppare azioni comuni a livello internazionale, stimolare lo sviluppo sostenibile, la giustizia sociale e rafforzare la democrazia e il rispetto dei diritti umani. È presumibile che possa contribuire a migliorare le condizioni di vita e i diritti dei cittadini cubani (l’accordo prevede la sua sospensione nel caso in cui i diritti umani siano violati). I negoziati iniziarono nell’aprile 2014 e terminarono nel marzo 2016. L’accordo venne siglato all’Avana da un rappresentante del governo cubano e dal negoziatore europeo nel marzo 2016, pochi giorni prima dello storico viaggio di Obama, il primo di un presidente americano a recarsi sull’isola dal 1928. Il riavvicinamento tra l’UE e Cuba è conseguenza del disgelo tra USA e Cuba voluto dal Obama. Oggi è presumibile che le relazioni si sviluppino indipendentemente dalle decisioni che saranno prese dal nuovo presidente, la cui politica estera si è rivelata finora imprevedibile e ondivaga. L’Alto Rappresentante per la politica estera dell’UE Federica Mogherini è intenzionata a proseguire e approfondire il dialogo con Cuba e a sostenere il processo di modernizzazione dell’isola.

Quale effetto può avere per l’Europa e per Cuba intensificare le proprie relazioni? E quale ripercussione sugli equilibri internazionali?

Il 12 dicembre 2016 l’accordo fu firmato a Bruxelles dalla Mogherini, dai ministri degli esteri dei Paesi membri e dal ministro degli esteri di Cuba Bruno Rodriguez Parrilla. Poi è passato al PE, ai parlamenti di tutti gli Stati membri e a quello cubano per la ratifica ed entrerà in vigore dopo l’approvazione di tutti questi. L’UE ha un ruolo da protagonista nella transizione dell’economia e della società cubana in quanto pesa ancora sull’isola l’embargo americano. L’embargo americano è del tutto obsoleto, è un provvedimento tipico del secolo passato e del clima della guerra fredda; oggi sono più produttivi il dialogo e la cooperazione.

Gli obiettivi che ci si prefigge – espandere il commercio bilaterale, promuovere il dialogo e la cooperazione economica – si limitano a quanto dichiarato oppure può esserci dell’altro?

I cubani anticastristi, dissidenti ed esiliati (circa 2 milioni soprattutto negli USA, ma anche in Canada e nell’UE) non hanno apprezzato il contenuto dell’accordo e hanno rimproverato all’UE di accettare l’interpretazione dei diritti tipica del socialismo reale, che privilegia quelli socioeconomici rispetto a quelli civili e politici. L’accordo è senza dubbio positivo in quanto riallaccia i rapporti politici tra l’UE e Cuba; dialogare è sempre più produttivo che ignorarsi e può produrre frutti positivi, seppure sulla lunga distanza. È impensabile d’altronde non avere rapporti con i Paesi il cui regime non soddisfa i canoni occidentali: che cosa dovremmo fare, per esempio, con la Cina, per non parlare di alcuni Paesi membri della stessa UE, come l’Ungheria e la Polonia, che violano ormai da tempo i diritti fondamentali riconosciti dai trattati europei? L’importante è che l’UE eserciti con determinazione le proprie capacità di pressione, condizionando gli aiuti economici, a un Paese la cui economia si trova in una situazione critica, al rispetto dei diritti umani e della democrazia, come peraltro previsto dall’accordo. Teniamo conto che l’UE è il secondo o terzo partner commerciale di Cuba (dopo il Venezuela), il più grande investitore straniero sull’isola (nel turismo, nell’edilizia e nel settore agro-alimentare) e un terzo dei turisti che arrivano nell’isola sono europei. Il peso economico quindi che l’UE può far valere è determinante.

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