venerdì, Agosto 7

UE: Covid-19 ed economia, Eurogruppo non in sintonia? Tutto è ancora da finalizzare ma le proposte dovrebbero permettere di affrontare i problemi creati dalla pandemia del coronavirus per l’occupazione, le imprese e i Paesi dell’Unione europea

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Una maratona durata 16,5 ore a varie riprese tra i Ministri europei dell’economia (anche quelli non appartenenti alla zona euro) si è conclusa nella serata di giovedì dopo un primo tentativo di qualche giorno prima finito senza accordo.

Il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno ha voluto sottolineare le difficoltà che sono state superate per mettere insieme un pacchetto di proposte che verranno ora sottoposte all’approvazione dei premier dei 27 Paesi dell’Ue nel prossimo Consiglio Europeo. “Le proposte approvate” – ha esordito – “sono coerenti con la situazione attuale e impensabili fino a poche settimane fa”. Questo dimostra che la solidarietà europea c’èha detto Centeno.

In effetti tutto è ancora da finalizzare ma le proposte dovrebbero permettere di affrontare i problemi creati dalla pandemia del Covid-19 per l’occupazione, le imprese e i paesi dell’Unione europea.

Per i lavoratori si calcola che 13 milioni di posti di lavoro siano andati distrutti e sono ora affidati alle reti di sicurezza di ciascun paese.  “Dal livello nazionale passiamo ora alle soluzioni europee a tempo di record perché solo come europei potremo venirne fuori insieme”. È qui che entra in gioco la solidarietáper interrompere la profonda frammentazione nella zona euro”.

Ed ha illustrato le misure proposte dall’Eurogruppo confrontandole con quello che l’Unione europea ha fatto in seguito alla precedente crisi del 2008 creando 13 milioni di nuovi posti di lavoro. “Ci sono voluti anni di duro lavoro – ha detto – ma molti sono andati distrutti in poche settimana”. Sarà quindi necessario aggiungere un altro strato di protezione per impedire una ulteriore perdita di posi di lavoro.  Ecco perché “diamo il benvenuto alla proposta della “rete di sicurezza” lanciata dalla Commissione con il pacchetto SURE che apporterà fino a 100 miliardi di € alle economie nazionali”.

La seconda proposta si rivolge invece alle imprese   con la creazione di programmi nazionali e uno sforzo congiunto  europeo, in collaborazione con la Bei, la Banca Europea degli investimenti, di uno ‘scudo’ di protezione per garantire prestiti fino a  200 miliardi di € destinati alle piccole e medie imprese.

E a garantire i bilanci degli Stati è stato lanciato un sistema di sostegno per la pandemia  (Pandemic Crisis Support) nell’ambito del MES (Meccanismo europeo di Stabilità) per un totale fino a 240 miliardi di euro da assegnare a chi ne farà richiesta in base alle valutazioni delle istituzioni europee. La condizione per usufruirne è che queste somme vengano destinate al finanziamento dei sistemi sanitari nazionali diretti o indiretti aggravati dalla pandemia del Covid19. Per i Paesi della zona euro è stato calcolato che le spese di cura e prevenzione dovrebbero nel complesso rappresentare il 2% del Pil.

Il totale di queste  tre reti di sicurezza raggiunge circa mezzo trilione di euro … e ci permetterà di mettere al sicuro il  nostro tessuto economico e sociale mentre rischiamo di affondare nella recessione ha commentato Centeno che ha aggiunto che l’accordo raggiunto dimostra che “abbiamo la volontà politica” per farlo e “che siamo riusciti a far fronte alla sfida: i nostri cittadini lo meritano.

Il commissario europeo all’economia Paolo Gentiloni ha sottolineato dal canto suo che “questo accordo ci porta molto piùvicini alle necessità dell’Europa”, e invita a “non perdere tempo per difendere i posti di lavoro” e adoperarsi tutti insieme per il rilancio dell’economia europea “senza asimmetrie” e con regole di bilancio più flessibili.  

E i corona bonds’ che fine hanno fatto? Sono ancora in discussione? È stato chiesto a CentenoSiamo di fronte a una crisi di dimensioni senza precendenti e inaspettata. La mia impressione è che quello che è stato fatto èanche senza precedenti. Abbiamo messo insieme e approvato un pacchetto che si avvicina al 4% del Pil dell’Ue e mai prima cera stata da parte dell’Unione europea una reazione così veloce in tempo di crisi. Ora le nostre economie avranno la possibilità di riaprirsi di nuovo e dare avvio alla ricostruzione”. E il commissario Gentiloni ha tenuto a sottolineare che il meccanismo concordato dall’Eurogruppo andrà ad aggiungersi ai programmi di protezione sociale  che ogni Paese ha già messo in atto e non li  sostituirà

E i Corona bond che fine faranno? La risposa di Centeno è stata da manuale: “Cè una cosa che io dico sempre: non tagliare corto il dibattito e non prevenire la soluzione”.

In effetti il dibattito sui ‘corona bond’ non è chiuso con le decisioni dell’Eurogruppo: saranno i capi di stato e di governo nel loro prossimo incontro a rilanciare il dibattito sul ‘Piano Marshall europeo’ e possibili strumenti di mutualizzazione attraverso un ‘recovery fund’ proposto dalla Francia  che potrebbero essere anche gli Eurobond sotto altra veste. Si pensa ad esempio a titoli a lunga scadenza emessi sulla base di garanzie europee. Ma in questo caso il discorso si fa molto più lungo e complesso.

Fabio Colasanti, ex direttore generale alla Commissione europea ed esperto in questioni economiche e finanziarie ha commentato in un suo scritto:Si vogliono gli eurobond come strumento permanente che permetta un uso anticiclico di una politica di bilancio europea.   Ma questo richiederebbe anche che si cominci a prendere sul serio il coordinamento delle politiche di bilancio.  Ma quale parlamento accetterà mai di essere limitato nelle sue scelte da eventuali decisioni prese a livello dell’eurozona?   Il coordinamento delle politiche economiche è previsto dai Trattati e da una quantità considerevole di legislazione secondaria.  Ma ha sempre funzionato molto poco.   Cosa fa pensare che ora qualcosa potrebbe cambiare? Rimane che l’argomento più forte per un’emissione di titoli garantiti dall’insieme dei paesi dell’eurozona è il far sì che ogni paese abbia accesso ad una sufficiente quantità di fondi a tassi di interesse bassi da permettergli di prendere tutte le misure necessarie senza doversi preoccupare troppo delle reazioni del mercato (anche se qui possiamo contare sugli interventi della BCE che garantiranno la tranquillità dei mercati e che gli spread non aumentino). La Commissione europea ha proposto il programma SURE che altronon è che degli eurobond in quantità limitata (fino a 100 miliardi)”. 

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