lunedì, Agosto 3

Ue-Cina: non proprio a braccetto, ma nemmeno ai ferri corti Dal 22mo vertice sono emerse le tensioni sorte per le nuove tariffe previste dall’Ue nei confronti delle imprese cinesi e la perplessità degli europei per il comportamento di Pechino sul teatro mondiale

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Un incontro online iniziato alle 8 di ieri mattina  e protrattosi fino alle 17 quello che ha visto il Presidente del Consiglio Europeo Charles Michel e la Presidente della Commissione Ue Ursola von der Leyen confrontarsi prima con il Premier cinese Li Keqiang e successivamente con il Presidente Xi Jinping.

Dal linguaggio vellutato della politica emergono, attutite, le tensioni sorte per le nuove tariffe previste dall’Ue nei confronti delle imprese cinesi e la perplessità degli europei per il comportamento di Pechino sul teatro mondiale.

Per il Presidente Charles Michel, quattro sono stati i punti essenziali affrontati nell’incontro-fiume: ripresa economica, relazioni Ue-CinaHong Kong e difesa dei diritti umanicontroversie internazionali.

Il Presidente del Consiglio europeo ha anche voluto sottolineare l’importanza che l’Ue attribuisce alla collaborazione internazionale per la produzione di un vaccino anti Covid-19: «I vaccini»  – ha detto- «sono per noi un bene comune e devono essere quindi abbordabili per preparare una rilancio importante dell’economia mondiale».

Al centro del dibattito un’attenzione particolare all’equilibrio commerciale con la Cina con la possibilità di accedere ad armi pari ai mercati e agli investimenti chiudendo definitivamente la porta ai dibattiti sull’origine delle merci. E una richiesta speciale da parte europea a Pechino per «attivarsi e mobilitarsi a tutti i livelli sulla questione climatica e di lottare contro le minacce alla sicurezza cibernetica».

Ma è sulla questione dei diritti umani e politici che continua a minacciare il futuro di Hong Kong che Charles Michel si è soffermato in particolare sollecitando la controparte cinese ad appoggiare come chiede l’Ue «un certo livello di autonomia per Hong Kong». «L’Ue» – ha ribadito – «sostiene il principio di un Paese due sistemi, nel rispetto delle 1600 imprese europee attive a Hong Kong». E rincarando la dose ha aggiunto: «Noi non accettiamo una influenza cinese su Hong Kong» ricordando la vicenda dei due europei «arrestati arbitrariamente a Hong Kong».

Pechino per il Presidente del Consiglio Ue è al centro di un complesso sistema di rapporti internazionali che vanno dall’Iran all’Afghanistan fino alla Penisola Coreana e da cui dipende la sicurezza dei trasporti marittimi internazionali. «Continueremo a parlarci» – ha proseguito Michel –  «perché vogliamo che i valori europei vengano diffusi nel resto del mondo non solo a parole ma con i fatti». E ha evocato l’importanza della trasparenza con incontri anche ad alto livello come quello previsto per la fine dell’estate a Lipsia che vedrà riuniti i leader europei e le autorità cinesi.

Per la Presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen i rapporti con la Cina vengono considerati molto importanti anche se complessi soprattutto per il rispetto dei diritti umani e per le sfide poste dalla lotta al Covid19. Per questo la Presidente dell’Esecutivo Ue evoca tre elementi importanti: «Reciprocità, Cooperazione, Volontà».

In particolare sulla pandemia von der Leyen ha sottolineato come «la partnership tra Cina e Ue è essenziale sia per le questioni climatiche, tecnologiche e commerciali che per la difesa del multilateralismo». Ma per poter progredire insieme Ursula vdL chiede «reciprocità» e «rispetto del diritto».

Reciprocità innanzitutto. Su questo punto le sue parole sono state precise: «Continuiamo ad avere squilibri nell’accesso ai mercati» mentre abbiamo bisogno di un «livello di gioco alla pari».

Su questo punto l’Ue insiste sulla necessità di progredire verso un accordo Ue-Cina globale che riesca a superare le asimmetrie nell’accesso ai mercati, soprattutto quando si tratta con imprese statali, ad affrontare la questione della trasparenza dei sussidi e le norme che regolano il trasferimento di tecnologie.

Sul commercio l’Unione europea si è detta soddisfatta dell’accordo sull’avvio della fase 1 tra Cina e Usa nel rispetto delle norme dell’Organizzazione Mondiale del Commercio e senza discriminazioni nei confronti degli operatori europei. L’augurio per l’Ue è che gli esportatori europei possano già da ora beneficiare di queste misure che favoriscono gli scambi commerciali nel settore agro-alimentare. Sempre restando in ambito OMC «la Cina deve risolvere la questione dei sussidi alle imprese» – ha proseguito von der Leyen  –  «e affrontare la sovra-capacità di produzione dell’acciaio» per cui serve un apposito negoziato.

Anche la trasformazione digitale viene indicata dalla presidente dell’Esecutivo Ue come un elemento essenziale «sia per la resilienza che per la sicurezza dei settori digitali». E su questo punto, parlando di digitale, ha aggiunto in modo chiaro «Noi non tollereremo nessuna forma di disinformazione».

Sul cambiamento climatico, ha poi detto Ursula von del Leyen, «noi ci aspettiamo che la Cina che ha detto di essere leader nel settore, ce lo dimostri». «Noi nell’Ue » – ha aggiunto – «contiamo sulla Cina di essere al li vello delle sue promesse di decarbonizzazione».

In sostanza, ha poi detto Ursula vdL, «l’Ue non può fare a meno di un importante accordo Cina-Ue per poter andare avanti. E noi nell’Ue vogliamo progredire come farà la Cina».

Insomma, ha aggiunto la presidente, «abbiamo bisogno di fatti e di miglioramenti per poter chiudere un accordo entro fine anno». E il presidente dell’Ue dal canto suo ha ribadito «Dobbiamo mettere in chiaro che per noi è della massima importanza affrontare la questione dei sussidi finanziari alle imprese: abbiamo bisogno di una piattaforma comune e soprattutto di poter accedere al mercato cinese per proseguire nel negoziato».

L’ultima battuta della Presidente von der Leyen è stata per Hong Kong: «Una legge sulla sicurezza nazionale per Hong Kong» – ha detto – «minaccerebbe gravemente la sua autonomia che è alla base del suo successo. L’Ue è in continuo contatto con i membri del G7 su questo punto. Questa è la nostra posizione inequivocabile».

E per concludere il presidente Ue Michel ha commentato che «non possiamo essere d’accordo su tutto ma non siamo d’accordo che per noi ci sono due importanti punti base nel negoziato con la Cina: difesa dei diritti umani e rispetto dell’indipendenza di Hong Kong».

Queste sono quindi le chiavi si lettura su cui l’Unione europea non potrà transigere. E per concludere Ursula ha commentato: «Quello che chiediamo sono le stesse opportunità che noi offriamo alla Cina».

E in una battuta finale ha tenuto a sottolineare quello che suona come musica alle orecchie di chi si occupa di informazione, quella onesta: «Dobbiamo combattere la disinformazione e batterci per la sicurezza cibernetica». Il quadro è pronto. L’accordo potrebbe esserci entro la fine dell’anno.

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