venerdì, Agosto 23

Ucraina chiede aiuto alla Nato. Mosca rifiuta mediazioni Global migration compact, sì della Germania. Cina-Usa, accordo vicino

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«La Germania è uno dei nostri più stretti alleati e speriamo che nella Nato ora gli Stati siano pronti a ricollocare le navi militari nel Mare di Azov per assistere l’Ucraina e garantire la sicurezza». A dirlo il presidente ucraino Petro Poroshenko alla Bild. «Non possiamo accettare questa politica aggressiva della Russia – prosegue -, prima era la Crimea, poi l’Ucraina orientale, ora vuole il mare di Azov. La Germania deve anche chiedersi: cosa farà Putin se non lo fermeremo?», ha affermato. Mentre sulla Russia ha detto: «Putin vuole il vecchio impero russo indietro. La Crimea, il Donbass, vuole l’intero Paese. Come imperatore russo, come lui vede sé stesso, il suo impero non può funzionare senza l’Ucraina, ci vede come una colonia».

Dalla Germania però arriva il no alle navi: «Io ho comprensione per le preoccupazioni che ci sono in Ucraina. Quello però che noi non vogliamo è una militarizzazione del conflitto. Noi vogliamo un processo politico», ha chiarito il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas. «Non può esserci una soluzione militare», ha ribadito anche Angela Merkel, parlando al forum economico ucraino-tedesco. «Molti auspicano buoni rapporti con la Russia e si parla tanto delle sanzioni, ma noi non applichiamo le sanzioni come fini a se stesse. Noi abbiamo adottato le sanzioni, perché sia chiaro che anche i Paesi vicini alla Russia hanno diritto a un loro sviluppo indipendente», ha detto al Merkel, annunciando poi che avrà un colloquio con il presidente russo Vladimir Putin al G20.

Oltre a Francia e Germania, anche la Turchia si è proposta come ‘mediatore’ fra Russia e Ucraina per allentare le tensioni. Ma Mosca invece non vede la necessità di mediatori, come ha confessato il portavoce presidenziale Dmitry Peskov. Secondo il portavoce del Cremlino, «tutti coloro che desiderano contribuire e ne hanno l’opportunità possono farlo esercitando pressioni su Kiev».

Intanto la Russia avrebbe bloccato l’accesso a due porti ucraini del Mare d’Azov, Berdyansk e Mariupol, e alle navi viene impedito di partire e di entrare. Lo ha detto il ministro delle infrastrutture dell’Ucraina, Volodymyr Omelyan, su Facebook, secondo cui «l’obiettivo è semplice: bloccando l’accesso ai porti ucraini nel Mare d’Azov la Russia spera di cacciarci dal nostro territorio». Ma il Cremlino ha smentito.

Il Bundestag tedesco ha votato a favore del Global migration compact, il patto sull’immigrazione dell’Onu. L’Italia sembra per il no, mentre lo è decisamente anche la Repubblica Ceca. Ma l’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini al dibattito alla miniplenaria del Parlamento europeo ha ribadito che «ci sono falsi miti da sfatare sul global compact: non è un quadro giuridicamente vincolante e non creerà nessun obbligo giuridico per gli Stati, è una delle tante azioni di politica, è un quadro da cui gli Stati possono trarre spunto per attuare le loro politiche nazionali». Poi ha specificato: «Noi dobbiamo evitare due errori sul global compact: far finta che ci sia uno scontro fra gli interessi nazionali ed il global compact, anzi è il contrario, se vogliamo governare e disciplinare la migrazione e renderla ordinata umana e sostenibile allora il global compact è lo strumento più forte per difendere i nostri interessi nazionali. Un altro errore sarebbe quello di concepire le migrazioni come una lotta fra nord e sud del mondo».

Passiamo alla Francia, perché alcuni portavoce della delegazione ufficiale dei gilet gialli saranno ricevuti domani alle 14 dal primo ministro Edouard Philippe, alla vigilia della possibile terza mobilitazione della protesta contro il caro carburante. I gilet gialli sperano che «questo incontro sia più soddisfacente e concreto del primo».

La Cina spera possano emergere risultati positivi dai colloqui di sabato a margine del G20 in Argentina tra i presidenti Xi Jinping e Donald Trump, in merito a una soluzione delle dispute commerciali. A ribadirlo il portavoce del ministero del Commercio Gao Feng. «Spero che Usa e Cina possano avvicinarsi e lavorare duramente per trovare risultati positivi nel meeting», ha detto Gao in conferenza stampa senza aggiungere dettagli. «La parte cinese ha ribadito più volte che l’essenza della cooperazione economica e commerciale sino-americana è di mutuo beneficio e ‘win-win’». Rimanendo agli Usa,  il presidente russo Putin e Trump avranno un breve incontro bilaterale a margine del G20 di Buenos Aires e poi i negoziati proseguiranno con la partecipazione delle delegazioni. La conferma è arrivata dal portavoce del Cremlino Dmitri Peskov.

Il premier Giuseppe Conte è arrivato a Buenos Aires dove incontrerà il presidente argentino Mauricio Macri alla Casa Rosada e domani e dopodomani parteciperà al G20. «Sarà un’ottima occasione per affrontare alcune tematiche che ci vedono impegnati da vicino in Italia e per condividere con gli altri leader mondiali la nostra idea di cambiamento», ha scritto il premier sui social.

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