venerdì, Novembre 15

UE: nomine, l’accordo vincente Vincono Macron e Merkel, mentre l'Italia va in seconda fila

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L’ accordo sulle nomine Ue è stato raggiunto ieri a Bruxelles. La tedesca Ursula von der Leyen e’ designata alla presidenza della Commissione europea, la francese Christine Lagarde alla Bce. Il belga Charles Michel alla presidenza del Consiglio Ue, lo spagnolo Josep Borrel al ruolo di alto rappresentante per la politica estera Ue. Oggi, l’eurodeputato Pd David Sassoli è stato eletto presidente del Parlamento Ue alla seconda votazione con 345 voti, a fronte della maggioranza necessaria prevista di 334 voti. «Tutti voi capirete la mia emozione in questo momento nell’assumere la presidenza del Parlamento Ue. Ringrazio il presidente Tajani per il lavoro che ha svolto, per il suo grande impegno e la sua dedizione a questa istituzione», ha detto Sassoli prendendo la parola subito dopo l’annuncio della sua elezione.

Dopo il fallimento della candidatura di Manfred Weber, Angela Merkel e Emmanuel Macron avevano presentato, ritornati dal G20 di Osaka, un pacchetto che avrebbe visto Frans Timmermans, un socialdemocratico olandese, a guidare la Commissione. Ma i leader del Partito popolare europeo (PPE), hanno contestato l’assegnazione del potente incarico di commissione a un socialdemocratico. Soprattutto i Paesi di Visegrad si erano opposti dato che Timmermans aveva più volte sanzionato i loro Paesi per gli eccessi illiberali. Non avendo raggiunto un accordo su un pacchetto di appuntamenti con una commissione guidata da Timmermans, i leader sono stati costretti a cercare un altro nome. Macron ha suggerito quello di Ursula von der Leyen, ministro della difesa tedesco. Una moderata della CDU, membro del PPE. Nata Albrecht, cresciuta fino al 1971 proprio a Bruxelles, suo padre, Ernst, e’ stato a lungo presidente del Land della Bassa Sassonia. Sposata con il medico e imprenditore Heiko von der Leyen, e’ madre di ben sette figli, nati tra il 1987 e il 1999. La sua carriera politica inizia negli anni ’90, quando si iscrive alla Cdu: Von der Leyen ricopre vari incarichi a livello locale quando viene nominata, nel 2003, ministra per gli Affari sociali, la famiglia e la salute in Bassa Sassonia. Eletta nel 2004 membro della presidenza dell’Unione cristiano-democratica, viene indicata da Merkel come ministra per la Famiglia dal 2005 al 2009, per passare dal 2009 al 2013 alla guida del ministero del Lavoro e gli Affari sociali. Il passaggio al ministero della Difesa, prima donna a ricoprire tale ufficio nella storia della Germania, avviene nel 2013. Due anni fa e’ stata al centro di uno scontro frontale con i vertici militari tedeschi mentre è di quest’anno una polemica sui consulenti del ministero della Difesa.

La sua candidatura è stata considerata accettabile per gli europei centrali, avendo aumentato l’impegno militare della Germania per la difesa. Se Angela Merkel ha ottenuto una guida tedesca della Commissione, Macron ha ottenuto un presidente francese della BCE con Cristine Lagarde, che attualmente guida il Fondo monetario internazionale e che ha guidato il Ministero dell’economia francese in piena crisi economica. Una vittoria per l’asse franco-tedesco. I liberali, che hanno ottenuto seggi nelle elezioni europee e speravano di conquistare la commissione, ottengono la presidenza del Consiglio europeo sotto forma di Charles Michel, primo ministro del Belgio. I socialdemocratici prendono Josep Borrell, ministro degli Esteri spagnolo, nel ruolo di alto rappresentante dell’UE per la politica estera e di sicurezza.

L’onorevole von der Leyen, è un amministratore maturo e moderato; Michel è un negoziatore, Lagarde ha una grande esperienza mentre Borrell sarà la figura più importante a rappresentare un alto rappresentante. Nel complesso, l’accordo è una vittoria per il signor Macron, ma non tutto è ancora risolto. La signora von der Leyen deve essere approvata dal Parlamento europeo.

“Non ne ho mai fatto un problema di nazionalita’ perche’ senno’ sarei stato perdente, anche perche’ l’Italia prima aveva il presidente del Parlamento, della Bce e l’alto rappresentante. Ho sempre fatto un discorso di figure idonee a interpretare la realta’, che mostrano attitudine ad affrontare con coraggio le sfide dell’Europa” ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ai cronisti che chiedevano se la nomina della ministra tedesca Ursula von der Leyen alla Commissione e della francese Christine Lagarde alla Bce non possa considerarsi una vittoria dell’asse franco-tedesco. «Non e’ il mio dream team, ma non condivido che sia una scelta di basso profilo. La composizione di vertice dell’Ue e’ molto equilibrata” e “ci potra’ sorprendere, in particolare la presidente della Commissione Von Der Leyen”, ha aggiunto Conte.
La ministra tedesca, secondo Conte, “e’ una figura che a me e’ piaciuta, una donna con equilibrio sensibilita’ sociale e una grande competenza in materia di occupazione e crescita economica. L’ho sentita questa mattina, e’ stato un colloquio lungo, stimolante e convincente“.

Forse per l’Italia non sarebbe molto indicato esultare. Come spiegava Giancarlo Guarino su L’Indro, “I”Timmermans è uno dei pochi in Europa ad essere sempre stato contrario alla cosiddetta austerità alla tedesca, uno dei pochi che ama davvero l’Italia, ed è anche uno dei pochi che ha fortemente criticato i regimi illiberali dell’Europa dell’est, che piacciono solo a Salvini. La signora Angela Merkel lo ha proposto perché convinta che dell’austerità se ne ha abbastanzama si è trovata in difficoltà col suo stesso partitoche non vuole un socialista“. L’Italia si è dimostrata alleata dei Paesi di Visegrad e questo la pone in una posizione secondaria.

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