martedì, Agosto 4

Turchia – Iran: l’ incontro di Baku Ne parliamo con Merve Calimli, docente di Relazioni Internazionali presso la Istanbul Bilgi Üversitesi.

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Domani, 20 dicembre, si terrà Baku l’incontro trilaterale tra AzerbaijanTurchia Iran. Parteciperanno i Ministri degli Esteri dei Paesi, rispettivamente Elmar Mammadyarov, Mevlüt ÇavusogluMohammad Javad Zarif.

Quello di domani sarà il quinto incontro trilaterale. Il meeting, però, si terrà in un contesto regionale parzialmente nuovo, dal momento che gli asset geopolitici sono cambiati e gli equilibri regionali sono sempre più fragili. Lo dimostrano, ad esempio, le tensioni sempre più acute tra Iran e Arabia Saudita, la recente e ‘disastrosa’ scelta del presidente USA, Donald Trump, di riconoscere Al-Quds- Gerusalemme-  come capitale di Israele, la disputa tra Teheran e Riyadh nel conflitto yemenita e le mutue accuse, e infine  la questione dei migranti e il ruolo sempre più importante della Turchia nella gestione dei profughi e migranti.

A Baku, in occasione del meeting trilaterale, ci saranno anche degli incontri bilaterali fra il leader turco e il suo omologo iraniano. Un incontro decisamente interessante per le dinamiche geopolitiche regionali attuali.  I due Paesi sembra siano sempre più vicini, nonostante le ambizioni regionali contrastanti. Ad esempio, il Ankara e Teheran avrebbero firmato il 15 dicembre un documento congiunto volto a stabilire una collaborazione in termini di sicurezza ( la lotta al terrorismo, il traffico di esseri umani e il narcotraffico). Sia l’Iran che la Turchia hanno espresso il loro dissenso riguardo il tema ‘Gerusalemme’, ed entrambi i Paesi acquisiscono un’essenza sempre più filo-russa. La Turchia ha acquistato il sistema di difesa missilistica S-400 da Mosca, mentre questa domenica la maggiore compagnia petrolifera russa, Gazprom, e la National Iranian Oil Company (NIOC) hanno firmato due memorandum d’intesa a Teheran per sfruttare congiuntamente i giacimenti di gas iraniani.

I due Paesi hanno, quindi, in mano le redini del gioco nella regione? Le politiche estere di potenze straniere e regionali si basano principalmente su Turchia e Iran? Lo abbiamo chiesto a Merve Calimli, docente di Relazioni Internazionali presso la Istanbul Bilgi Üversitesi.

Quali saranno, secondo lei, i temi principali che i Ministri Esteri di Iran e Turchia  affronteranno? L’asset geopolitico regionale e gli equilibri internazionali attuali sono diversi da quelli di 5 anni fa. Considerando questo aspetto, quali crede che saranno le differenze tra l’incontro di domani e i meeting precedenti?

Il quinto incontro trilaterale tra i ministri degli esteri è particolarmente importante considerando le dinamiche mutevoli della regione. Possiamo dire che i temi principali che i leader dovrebbero affrontare sono riconducibili a tre aspetti principali: politico, militare ed economico. L’intento principale è quello di rafforzare la cooperazione sulla base degli interessi convergenti, alla luce dell’ultima catena di sviluppi regionali. Su questa nota, ci sono tre importanti dinamiche degne di nota: la prima è il referendum del Governo regionale curdo avvenuto il 25 settembre 2017, con il 92% dei voti a sostegno dell’indipendenza. In seguito, il capo di Stato maggiore turco si è recato in Iran per incontrare il suo omologo Mohammed Bakıri e per discutere questioni relative alle dinamiche regionali, alla formazione militare e allo scambio di esperienze. La seconda dinamica da tenere in mente è la visita del Presidente Recep Tayyip Erdogan in Iran del 4 ottobre 2017. Quest’ultima è particolarmente importante, in quanto sia Turchia che Iran considerano illegale il referendum kurdo. Dimostra, inoltre, che entrambi i Paesi condividono le stesse preoccupazioni sulla sicurezza, le quali, di conseguenza, portano ad un loro riavvicinamento. Infine, la terza dinamica degna di nota è l’incontro di Sochi del 22 novembre 2017, il cui significato è decisamente importante. Il Presidente Putin ha incontrato Hassan Rouhani, presidente dell’Iran, e il suo omologo Tayyip Erdoğan  in Russia, con l’obiettivo di avviare la ricostruzione della Siria, e ha inoltre accettato di tenere il Congresso siriano. A tale riguardo, la riconciliazione tra Turchia, Russia e Iran indica un importante ridimensionamento della politica  turca rispetto al suo approccio assertivo iniziale, la cui approvazione del cambiamento di regime non era ufficiale.

Un’altra questione importante sarebbe legata al conflitto del Nagorno-Karabakh, in cui la Turchia e la Russia si trovano su fronti opposti (la Turchia a sostegno dell’Azerbaigian e la Russia a sostegno dell’Armenia). Dalla recente riunione tra Turchia, Russia e Iran a Sochi, e dalla cooperazione militare tra Iran e Turchia, potremmo aspettarci ulteriori osservazioni sulla questione del Nagorno-Karabakh, dal momento che rappresentano elementi importanti anche per la sicurezza delle frontiere dell’Iran e per la stabilità regionale complessiva.

Nell’occasione  il Ministro turco incontrerà quello iraniano. Di cosa discuteranno, secondo lei, i due? Quali i temi salienti?

Da un lato, per quanto riguarda il governo regionale curdo, sappiamo che l’Iran e la Turchia si oppongono, condividendo la stessa opinione sull’esito del referendum del Governo regionale curdo, il quale sostiene l’indipendenza. L’Iran ha immediatamente applicato sanzioni sull’esportazione di petrolio dal Governo regionale curdo. Ritengo che, la Turchia e l’Iran si concentrerebbero su alcune ulteriori sanzioni in modo da ricalibrare le relazioni politiche ed economiche. D’altra parte, le preoccupazioni e i rischi della sicurezza regionale sono stati valutati al più alto livello militare e politico tra Iran e Turchia, con l’intenzione comune di contrastare il terrorismo e garantire la sicurezza immediata delle frontiere. Sia l’Iran che la Turchia si concentrano sull’integrità territoriale dell’Iraq. Infine, potremmo aspettarci ulteriori rifacimenti rispetto all’organizzazione del processo di dialogo nazionale siriano; per quanto riguarda i partecipanti e l’ordine del giorno.

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