lunedì, Agosto 3

Turchia-Grecia: accordo segreto migranti, un messaggio per l’UE? Analisi alla luce delle relazioni tra l'Europa e il Paese e l’ascesa Ankara nella regione

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Lo scorso 8 dicembre il quotidiano greco ‘Ekathimerini’ ha pubblicato un articolo riguardo l’accordo segreto sui migranti raggiunto dal Primo Ministro ellenico, Alexis Tsipras, e il Presidente turco, Tayyeb Erdogan. I due leader si sarebbero incontrati in occasione della visita del Presidente turco ad Atene. L’accordo permetterebbe e accelererebbe il ritorno in Turchia dei migranti presenti non solo sulle isole nel mar Egeo, ma anche sulla terra ferma in Grecia. La cooperazione tra i due Paesi infrangerebbe, però, quanto stabilito negli accordi tra Unione Europea e Turchia, secondo i quali solo i migranti che si trovano sulle isole greche possono essere rimpatriati, e solamente dopo che è stato definito il loro status (se considerati appartenenti a gruppi vulnerabili che meritano un trattamento prioritario, per ottenere asilo, ecc..).

Pertanto, secondo quanto riportato dal quotidiano greco, insieme ad altre agenzie, l’accordo segreto raggiunto questo venerdì minerebbe il patto firmato tra Ankara e Bruxelles nel marzo 2016 per frenare la tratta di esseri umani attraverso l’Egeo. Erdogan e Tsipras si sono accordati su come lavorare insieme in modo più efficace per affrontare la crisi dei rifugiati, senza però specificare come, scrive il ‘New York Times’, e non è ancora chiaro come si pronuncerà Bruxelles a riguardo.

A questo punto è doveroso ricordare che, secondo quanto riportato da ‘Ekathimerini’, migliaia di migranti, in particolare quelli ritenuti i più vulnerabili – bambini, donne incinte e anziani – , sono già stati trasferiti dalle isole alla terraferma. Le condizioni, nonostante i trasferimenti, rimangono disastrose. I campi sono sovraffollati e si registra un flusso costante di nuovi arrivi dalla vicina Turchia.

I migranti, oggi, vivono in condizioni disumane sulle isole greche, e la stagione invernale rischia solo di peggiorare la situazione. Il Ministro dell’immigrazione ellenico, Yiannis Mouzalas, non esclude il rischio di morte per ipotermia. Il Governo greco sta attuando delle misure di prevenzione per tutelare i migranti, ma sembrano non essere abbastanza, dal momento che il flusso di arrivi è costante. Ed è proprio questa preoccupazione ad aver spinto il Primo Ministro greco a chiedere assistenza ad Ankara.

Il contesto in cui l’accordo segreto è stato raggiunto è decisamente particolare. Per la prima volta, infatti, dopo 65 anni il Presidente turco, Tayyeb Erdogan, ha visitato il Paese ellenico. I punti salienti affrontati nei due giorni di visita riguardano il Trattato di Losanna, l’estradizione di 8 ufficiali turchi ritenuti responsabili per il colpo di Stato, i negoziati su Cipro, i limiti delle acque territoriali nel Mar Egeo, le invasioni aeree delle forze greche e turche sull’Egeo e i diritti delle minoranze musulmane presenti in Grecia.

In un’intervista rilasciata al ‘Ekathimerini’ il 6 dicembre, il Presidente turco sottolinea, ad esempio, che il trattato di Losanna deve essere aggiornato per quanto riguarda le relazioni della Grecia con la Turchia. Suddetto trattato è stato firmato nel 1923, ed è il documento che stabilisce la fondazione della Repubblica turca. Oltre ciò, come riporta il ‘The Guardian‘, il Trattato di Losanna definisce il territorio e la sovranità greca e dell’Unione Europea. L’intento di Erdogan, pertanto, è risultato del tutto fuori luogo, tant’è vero che il Primo Ministro greco ha declinato la richiesta del Presidente turco. Oltre alla modernizzazione del Trattato di Losanna, sembra che le due parti non abbiano raggiunto un accordo neanche sui punti rimanenti. Pertanto, la visita del Presidente turco ad Atene sembra ridursi a due soli obiettivi raggiunti: il rinnovo delle relazioni bilaterali tra Grecia e Turchia, con l’apertura di nuovi e solidi canali di comunicazione, e un accordo sui migranti che, in qualche modo, ‘disobbedisce’ all’Unione Europea.

La visita di Erdogan presenta due chiavi di lettura utili a delineare il ruolo e gli interessi turchi nella regione, e le sue relazioni con l’Unione Europea. Da un lato, emerge l’intenzione turca di migliorare la sua immagine di interlocutore principale nella regione. Ankara, infatti, con la visita in Grecia, cerca di presentarsi come Paese aperto al dialogo, assumendo sempre di più le sembianze russe. Di fatto, secondo quanto riporta il ‘New York Times’, il deteriorarsi delle relazioni della Turchia con l’Europa e gli Stati Uniti, hanno comportato un riavvicinamento di Ankara a Mosca e Atene. Erdogan, nei suoi primi anni di presidenza, sembrava un leader democratico liberale filo-europeo, mentre oggi sta cercando di prendere le distanze, adottando un atteggiamento sempre più nazionalista e filo-russo. A dimostrare le ottime relazioni con Mosca è l’acquisto del sistema di difesa missilistica S-400 dalla Russia che, secondo quanto dichiarato dallo stesso Presidente turco, verrà finalizzato questa settimana. La politica in Medio Oriente di Donald Trump, confusa e a volte senza logica, sembra aver incentivato questo avvicinamento di Ankara a Putin. E la decisione di riconoscere Gerusalemme come capitale israeliana ne è la prova.

E’ possibile individuare una seconda chiave di lettura relativa alla visita di Erdogan ad Atene. Apparentemente, il Presidente turco sarebbe rimasto a bocca asciutta, non avendo raggiunto alcun accordo riguardo i punti salienti affrontati. Ma, se si analizza a fondo il meeting, emerge che l’unico punto in cui i due Paesi sono stati in grado di trovare un accordo riguarda la questione dei migranti. Un aspetto che dovrebbe far riflettere, specialmente l’Unione Europea.

La questione dei migranti sembra sempre di più essere un’’arma’ che permette alla Turchia di ricattare da un lato l’Unione Europea, dall’altro la Grecia. Non è, infatti, da escludere che la Turchia possa ‘rinfacciare’ un domani l’aiuto fornito oggi al Paese ellenico. Accettando un accordo segreto con Tsipras, Erdogan si starebbe ritagliando un ruolo predominante che, un domani, gli permetterebbe di ricattare Atene, costringendola magari ad accettare alcuni dei punti discussi durante la visita della scorsa settimana.

Non si deve dimenticare, poi, che la questione dei migranti rappresenta uno dei principali fattori di allontanamento turco dall’Unione Europea. Secondo quanto riporta ‘El Pais’, Erdogan avrebbe fortemente criticato l’aiuto economico promesso dall’UE per gestire il flusso migratorio, ritenendolo del tutto assente. Lo conferma anche il ‘New York Times’, secondo il quale Erdogan avrebbe fortemente criticato Bruxelles per aver concesso solo 850 milioni di euro di aiuti per gestire la crisi dei migranti, quando invece aveva promesso 3 miliardi di euro.

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