martedì, Novembre 12

Turchia vs Amnesty International: ancora agli arresti Idil Eser

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In Turchia niente di nuovo riguardo la situazione legata all’arresto di alcuni esponenti della locale Amnesty International, tra cui la direttrice Idil Eser. «Hanno deciso di arrestarli e hanno emesso un divieto di visite per gli avvocati, quindi non abbiamo potuto nè incontrarla e nè ottenere informazioni. L’ordine di restrizione continua. Ci hanno detto che sarà cosi per altri sette giorni e non ci è stato detto il motivo dell’arresto», fanno sapere dall’organizzazione.

Amnesty ha chiesto ufficialmente l’immediato rilascio di tutti e che vengano rese note le motivazioni degli arresti di ieri, mentre il tema è stato affrontato anche dal commissario dell’Unione Europea per l’Allargamento Johannes Hahn e dal primo ministro turco Yildirim, che si sono incontrati ad Ankara.

Certo è che a meno di dieci giorni dal primo anniversario del golpe fallito in Turchia, la situazione è ancora allarmante per quanto riguarda gli arresti. E nel mirino rimangono le associazioni non governative, quelle che si battono per i diritti umani, e i giornalisti. Amnesty in particolare è stata presa di mira. Già lo scorso mese era stato spiccato un mandato di cattura contro il presidente dell’organizzazione, Taner Kilic, avvocato, l’uomo che aveva difeso il blogger italiano Gabriele Del Grande dopo il suo fermo per due settimane avvenuto ad aprile. Kilic era stato accusato di legami con Fethullah Gulen, l’imam considerato dal Presidente Recep Tayyip Erdogan l’ispiratore del fallito golpe del 15 luglio scorso.

E il segretario generale di Amnesty International, Salil Shetty, non ci sta: «Siamo profondamente indignati e turbati dal fatto che alcuni leader a difesa dei diritti umani in Turchia, inclusa la direttrice di Amnesty International, siano stati fermati senza motivo. Si tratta di un abuso grottesco di potere e mostra la situazione precaria in cui si trovano gli attivisti in questo Paese. Le autorità turche devono rilasciare il gruppo in modo immediato e senza condizioni».

(video tratti dal canale Youtube di Euronews)

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