domenica, Agosto 18

Trump va avanti: ‘Ambasciata Usa a Gerusalemme’ Tillerson, incontro con la Mogherini: 'Ok la posizione Ue sulla Corea del Nord'. Ucraina: Saakashvili arrestato e liberato dalla folla

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Donald Trump va avanti per la sua strada. Confermato infatti al presidente palestinese Abu Mazen che sposterà l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme, ammettendo che Gerusalemme è la capitale dello Stato d’Israele. Secondo la ‘Wafa‘, Abu Mazen ha però ammonito il presidente americano «dei pericoli di una tale decisione sul processo di pace, sulla sicurezza e la stabilità nella regione e nel mondo».

Poco prima il vice portavoce della Casa Bianca, Hogan Gidley, aveva ribadito che Trump «è stato chiaro sin dall’inizio, non è questione di se, ma di quando» e che una decisione verrà resa nota nei prossimi giorni Si era parlato anche di una decisione ritardata a causa delle pressioni degli alleati europei e arabi.

Dopo le preoccupazioni espresse ieri dal presidente francese Emmanuel Macron, oggi è arrivato il commento anche del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ha avvertito Trump che l’eventuale riconoscimento di Gerusalemme capitale di Israele rappresenta «una linea rossa per i musulmani» e che potrebbe portare alla rottura delle relazioni diplomatiche della Turchia con Israele. Sempre sulla questione Gerusalemme, l’Arabia Saudita invece  fa sapere che sarebbe una mossa che «irriterebbe i sentimenti dei musulmani nel mondo» e che i diritti dei palestinesi su Gerusalemme «non possono essere cambiati».

Il segretario generale della Lega araba, Ahmed Aboul Gheit, ha invitato invece Trump a «evitare qualsiasi iniziativa capace di mutare lo status giuridico e politico di Gerusalemme». In particolare ha ribadito «la minaccia rappresentata da un tale passo per la stabilità della regione».

Intanto Israele si prepara al peggio: il sistema di difesa è pronto infatti per una possibile violenta rivolta palestinese, principalmente a Gerusalemme. La polizia israeliana, lo Shin Bet e il comando centrale dell’esercito, riferiscono i media d’Israele, hanno tenuto in questi giorni diverse riunioni.

Rimanendo in Medioriente, tutti i membri del governo di Rami Hamdallah si recheranno domani nella striscia di Gaza dopo le nuove intese raggiunte nei giorni scorsi al Cairo fra al-Fatah e Hamas per la riconciliazione.

Il segretario di stato Usa Rex Tillerson ha incontrato oggi a Bruxelles l’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini, per parlare di cooperazione Usa-Ue, della minaccia nordcoreana, di Siria e Iran. «Apprezziamo la posizione ferma degli alleati europei verso il regime della Corea del Nord», ha affermato Tillerson. «Non accettiamo il programma nucleare che stanno conducendo e la denuclearizzazione della penisola coreana è un importante obiettivo per tutti. La pressione economica continuerà fino a quando o la Corea del nord non cambierà rotta o almeno fino a quando inizieranno le discussioni per trovare una soluzione». Nel frattempo è stato confermato che Tillerson incontrerà l’omologo russo Serghiei Lavrov a Vienna a margine del Consiglio ministeriale dell’Osce in programma il 7 e l’8 dicembre. Si discuterà anche qui della situazione in Corea del Nord e del conflitto in Ucraina.

L’accordo con Bruxelles sulla prima fase negoziale della Brexit sarà concluso entro questa settimana. A dirlo il ministro britannico per la Brexit, David Davis, malgrado lo stop di lunedì sul dossier del confine irlandese. Davis ha assicurato che l’obiettivo finale resta quello di evitare una frontiera hard fra Irlanda del Nord e Irlanda, ma ha evocato la possibilità di un rinvio della definizione dei dettagli su questo punto alla fase due del negoziato, escludendo in ogni caso un qualsiasi status speciale per Belfast. Ma i laburisti sono partiti all’attacco del governo di Theresa May, accusato di aver accettato un ‘imbarazzante’ veto degli unionisti nordirlandesi del Dup.

Passiamo all’Ucraina, perché sostenitori dell’ex presidente georgiano Mikhail Saakashvili, fermato oggi a Kiev, hanno assaltato la camionetta della polizia dove era detenuto e sono riusciti a liberare il loro leader. Saakashvili ha invitato tutti gli abitanti della capitale ucraina a radunarsi nella piazza centrale di Kiev, cuore della rivolta del 2014, per indire una protesta pacifica.

I servizi segreti ucraini (Sbu) avevano perquisito stamattina a Kiev l’abitazione dell’ex presidente georgiano nell’ambito di un’indagine condotta dalla procura generale, ma non sono stati forniti ulteriori dettagli. Saakashvili è diventato uno dei maggiori avversari del presidente ucraino Petro Poroshenko, e uno degli organizzatori delle recenti proteste a Kiev contro la corruzione. Ora rischia fino a cinque anni di reclusione.

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