venerdì, Luglio 10

Trump torna a cavalcare il tema immigrazione Germania: l'ex capogruppo dell'Unione Friedrich Merz ha annunciato ufficialmente la sua candidatura alla presidenza della Cdu

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Donald Trump è carico per le elezioni di midterm. Ed eccolo tornare a cavalcare il tema immigrazione. Il presidente infatti ha annunciato che vuole firmare un ordine esecutivo per mettere fine al diritto costituzionale di cittadinanza per i bimbi nati in Usa di persone che non sono cittadini americani o che sono immigrati illegali. «Siamo l’unico Paese al mondo dove una persona viene, ha un figlio e il bimbo è un cittadino degli Stati Uniti per 85 anni con tutti i relativi benefici», ha affermato. Il 14/o emendamento garantisce questo diritto per chiunque nasca negli Usa e molti esperti dubitano che il presidente possa cancellarlo avvalendosi dei suoi poteri, ma ha spiegato che dopo essersi consultato con l’avvocato della Casa Bianca, ha capito che può farlo senza problemi: «Si può fare certamente con un atto del Congresso, ma ora mi stanno dicendo che posso farlo con un ordine esecutivo».

Nel frattempo Trump ha anche affermato che i migranti che vogliono chiedere asilo politico entrando nel Paese attraverso una carovana dal Messico finiranno in tendopoli costruite vicino al confine. ma ha specificato che non spenderà centinaia di milioni di dollari in strutture per ospitare chi resterà detenuto in attesa dei risultati della richiesta di asilo politico.

«La mia posizione sul piano internazionale non è cambiata e ora avrò più tempo per concentrarmi sul mio ruolo di cancelliera». Angela Merkel, all’indomani del suo annuncio di voler rinunciare alla guida della Cdu, non torna indietro. Intanto l’ex capogruppo dell’Unione Friedrich Merz ha annunciato ufficialmente la sua candidatura alla presidenza della Cdu: «Abbiamo bisogno di un nuovo inizio e un rinnovamento con personalità alla leadership di esperienza come di più giovani. Sono pronto ad assumermi la responsabilità e allo stesso tempo a fare di tutto per rafforzare la tenuta interna e la capacità di gestione del futuro della Cdu in Germania».

In Francia, periodo complicato per Emmanuel Macron. Secondo le ultime informazioni, il presidente ha deciso di sospendere la sua agenda presidenziale per prendersi qualche giorno di riposo. All’Eliseo, spiegano che Macron vuole solo tirare il fiato, prima di una nuova maratona di impegni ufficiali.

Andiamo in Brasile, perché il neopresidente Jair Bolsonaro intende nominare al ministero della Giustizia Sergio Moro, il giudice anticorruzione che ha condotto la maxi inchiesta contro l’ex presidente Luis Inacio Lula da Silva condannato a 12 anni di prigione per corruzione e riciclaggio di denaro. Nel frattempo il ministro degli Esteri italiano Enzo Moavero Milanesi riguardo alle intenzioni del presidente brasiliano di estradare Cesare Battisti ha detto: «Se una delle decisioni che potrà essere presa dal governo brasiliano sarà di dare l’estradizione che da anni il nostro Paese ha chiesto per una persona condannata a più ergastoli per omicidi di sangue, questo credo che sia un segnale positivo per la giustizia e un segnale doveroso nei confronti del dolore delle vittime che, non dimentichiamo, di fronte a fatti di sangue come questo, è sempre vivo al di là del perdono e del tempo che passa».

In Turchia, nuovo blitz contro sospetti infiltrati nelle forze di sicurezza della presunta rete golpista di Fethullah Gulen. La procura di Ankara ha emesso 40 mandati di cattura nei confronti di militari, 21 dei quali tuttora in servizio, che sono ricercati in 21 province. I magistrati dello stesso ufficio hanno emesso inoltre 29 mandati contro sospetti accusati di aver truccato gli esami di accesso alle forze di polizia nel 2011, per favorire l’ingresso di ‘gulenisti’.

In Israele, si concluderanno stasera alle 22 le operazioni di voto per il rinnovo dei consigli comunali (tra questi Tel Aviv, Gerusalemme e Haifa) e regionali. Nel frattempo oggi l’Olp ha chiesto al presidente Abu Mazen di sospendere ogni accordo con Israele e di revocare il riconoscimento dello Stato ebraico fino a quando Israele non accetti uno Stato palestinese nei confini del ’67. L’Olp ha anche sottolineato che «deve essere riconosciuto il diritto a resistere all’Occupazione in tutte le maniere previste dalle leggi internazionali».

Il premier iracheno Adel Abdel Mahdi ha ordinato nelle ultime ore l’invio di rinforzi militari al confine con la Siria, nella regione occidentale di Anbar, per sostenere le milizie filo-governative anti-Isis impegnate nel contenere l’offensiva dello ‘Stato islamico’ nella valle dell’Eufrate, sul lato siriano del confine. Nella notte i jihadisti hanno lanciato un attacco contro postazioni militari iracheni posizionate all’altezza del valico frontaliero di Abukamal-Qa’im. Si parla dell’uccisione di 4 soldati iracheni ma finora non ci sono conferme. Si parla di una forte offensiva Isis nelle ultime ore su tutto il fronte contro le forze curdo-siriane sostenute dalla Coalizione a guida Usa, con una serie di sconfitte per quest’ultimi.

Birmania e Bangladesh hanno concordato di iniziare il rimpatrio dei rifugiati Rohingya il mese prossimo, nonostante gli avvertimenti dell’Onu che la repressione contro la minoranza musulmana stia continuando. L’accordo è stato raggiunto dopo un incontro tra i ministri degli Esteri dei due Pesi, che hanno elaborato il piano. Ma non è la prima volta che viene fissata una data per il rimpatrio dei Rohingya: a novembre 2017 un primo tentativo era naufragato, anche per i grossi problemi di sicurezza e di logistica.

Chiudiamo con la Nigeria, perché cinque suore delle Missionarie di Marta e Maria, un ordine della diocesi di Issele-Uku, sono state rapite nello Stato del Delta. A quanto pare il 25 ottobre alcuni uomini armati hanno intercettato il veicolo delle religiose che tornava da un funerale presso Agbor, 25 miglia a ovest di Issele-Uku. Il rapimento delle religiose è solo l’ultimo di una serie di episodi analoghi che da tempo si verificano nella zona.

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