sabato, Dicembre 14

Trump, segnali di distensione con Iran e Cina Francia, caso Benalla: presentata in Parlamento la mozione di sfiducia dell'esecutivo

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La «strada accidentata dei colloqui tra Iran e America può essere intrapresa» se gli Usa torneranno nell’accordo multilaterale sul nucleare del 2015 e «ridurranno l’ostilità» nei confronti dell’Iran. Lo ha affermato in un tweet Hamid Abutalebi, consigliere del presidente iraniano Hassan Rohani, dopo l’apertura fatta ieri dal presidente Usa Donald Trump a possibili trattative dirette con Teheran senza precondizioni.

Per il presidente americano però non si tratta dell’unica apertura. Infatti gli Stati Uniti insieme alla Cina stanno cercando di riavviare le trattative per evitare una guerra commerciale. Funzionari del Tesoro americano e il vice presidente cinese Liu He sono in contatto privatamente per cercare di sbloccare l’impasse. Il tutto prima che i dazi americani su 16 miliardi di dollari di Made In China scattino mercoledì prossimo.

Andiamo in Francia, perché è ancora scontro sul caso Benalla. Il capogruppo dei Républicains, Christian Jacob, ha presentato in Parlamento la mozione di sfiducia dell’esecutivo. «Il vostro governo ha fallito per debolezza e per viltà, lasciando Benalla instaurare il suo potere», ha accusato Jacob.

Passiamo alla Gran Bretagna, perché secondo un rapporto del Parlamento pubblicato oggi, gli abusi sessuali ai danni di donne e bambine indifese da parte di operatori delle ong per gli aiuti internazionali sono ‘endemici’ e durano da anni. In particolare i responsabili si muovono indisturbati nel settore con la ‘condiscendenza tendente alla complicità’ delle stesse organizzazioni.

Migliaia di dipendenti dell’Unrwa, l’agenzia dell’Onu per i profughi palestinesi, hanno stretto d’assedio oggi gli uffici dell’ organizzazione a Gaza e hanno dato alle fiamme poster che raffiguravano i loro dirigenti. Le proteste sono dovute ai tagli al bilancio  a causa della sospensione di finanziamenti Usa per 300 milioni di dollari.

In Israele, la poetessa araba Darin Tatur è stata condannata oggi dal tribunale di Nazareth a 5 mesi di carcere per aver pubblicato su Facebook e su YouTube una poesia di sostegno alla Intifada palestinese. Rischia inoltre altri sei mesi di detenzione se in futuro dovesse tornare ad ‘istigare al terrorismo’.

In Afghanistan, almeno 15 persone sono rimaste uccise in un attentato ad un autobus che trasportava civili e in un attacco armato di miliziani contro uffici governativi. L’Isis invece ha rivendicato l’attacco di domenica contro un gruppo di ciclisti stranieri in Tajikistan costato la vita a due turisti americani, uno svizzero e uno olandese. Si tratta della prima volta che l’Isis rivendica un attacco nel Paese centroasiatico. Rimanendo allo Stato Islamico, è stato raggiunto l’accordo con le forze governative siriane per il rilascio di 36 tra donne e minori in cambio del trasferimento di centinaia di miliziani jihadisti dall’ultima loro roccaforte al confine con la Giordania.

Invece un soldato, cinque miliziani e quattro civili sono morti nell’esplosione di una bomba all’interno di un furgone sospetto fermato a un posto di blocco su un’isola nel sud delle Filippine: l’ordigno è esploso durante l’ispezione di un veicolo nei pressi di un avamposto militare nel villaggio di Colonia.

In Yemen intanto la Coalizione araba a guida saudita ha compiuto oggi raid aerei nei distretti di Zubaid e Al Duhaimi nel governatorato di Hodeidah. Ci sarebbero vittime, feriti e veicoli distrutti, ma non vengono date informazioni più dettagliate.

Chiudiamo con il Brasile, dove sei militanti del Movimento dei ‘Sem Terra’ (Mst) e del Movimento dei piccoli agricoltori (Mpa) hanno cominciato uno sciopero della fame a tempo indeterminato vicino alla sede della Corte suprema a Brasilia per esigere la liberazione dal carcere dell’ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva e l’autorizzazione perché possa candidarsi alle elezioni presidenziali del prossimo 7 ottobre.

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