lunedì, Novembre 11

Trump, prove di pace con Cina e Corea del Nord Sea Watch-Sea Eye: Ue al lavoro per risolvere la questione. Sventato un colpo di stato in Gabon

0

Sono partiti a Pechino i colloqui tra Cina e Usa riguardanti il negoziato commerciale, dopo la tregua di 90 giorni siglata il primo dicembre dai presidenti Donald Trump e Xi Jinping, a margine del G20 di Buenos Aires. Della delegazione americana, guidata dal vice Rappresentante sul commercio Jeffrey D. Gerrish, fanno parte funzionari dei ministeri dell’Agricoltura, dell’Energia e del Tesoro. Tra gli obiettivi dei colloqui il riequilibrio dell’interscambio commerciale e le tensioni su trasferimento forzato di tecnologie e accesso ai mercati. L’atmosfera però sembra positiva, viste anche le dichiarazioni dei due leader nei giorni scorsi.

Trump che si muove anche sul versante Corea del Nord. I media americani infatti parlano di un nuovo incontro tra il tycoon e Kim Jong Un in Vietnam, e in particolare Hanoi, dove funzionari americani e nordcoreani si sono incontrati di recente per lavorare alla programmazione del secondo incontro fra i due leader.

Nel frattempo ‘in casa’ è già tempo di pensare alle presidenziali del 2020. Joe Biden, vicepresidente durante l’amministrazione Obama, deciderà nelle prossime due settimane se candidarsi o meno. Secondo il New York, Biden avrebbe confidato a chi gli è vicino nel partito di essere scettico sul fatto che gli altri possibili candidati alla Casa Bianca possano sconfiggere Trump. Al momento comunque l’ex vicepresidente è in testa a tutti i sondaggi tra i potenziali concorrenti democratici.

«Stiamo consumando i telefoni. Ci sono stati intensi contatti anche durante il fine settimana per trovare una soluzione in tempi veloci». Il portavoce della Commissione europea Margaritis Schinas ha parlato così in merito alla vicenda delle navi Sea Watch e Sea Eye. «La Commissione Ue informerà gli Stati sulla situazione, durante la riunione degli ambasciatori dei 28. Il commissario Avramopoulos sollecita maggiore solidarietà degli Stati membri», ha aggiunto il portavoce. Il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert ha ribadito che il Paese «ha manifestato molto presto la sua disponibilità a partecipare all’accoglienza dei profughi delle due navi, nell’ambito di una soluzione solidale europea» e che sostiene «gli sforzi di Bruxelles» di queste ore in questa direzione.

Altro tema caldo in Europa è quello della Brexit. Theresa May infatti insiste sull’obiettivo di ottenere ulteriori rassicurazioni dall’Ue per facilitare la settimana prossima la ratifica parlamentare dell’accordo raggiunto con Bruxelles. La premier tra l’altro vuole definire in questi giorni misure pure a livello interno per garantire un maggiore ruolo del Parlamento di Westminster nel controllo dell’applicazione dell’intese.

Nel frattempo prove generali di Brexit. Un convoglio di tir è stato impegnato nella simulazione di un mega ingorgo nel sud dell’Inghilterra, lungo un percorso di circa 40 km fra il porto di Dover, sulla Manica, e la base aerea in disuso di Manston, nel Kent. Un test, voluto dal governo, per valutare la capacità di risposta a una potenziale emergenza traffico legata all’ipotesi di una Brexit senz’accordo, possibile in caso di mancata ratifica del parlamento di Westminster dell’accordo di divorzio dall’Ue.

Visualizzando 1 di 2
Visualizzando 1 di 2

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore