domenica, Giugno 16

Trump pronto a dire basta all’accordo con l’Iran Russia: la Duma ha confermato premier Medvedev. Johnson: 'Lidea di una partnership doganale post Brexit con l'Ue sarebbe una pazzia'

0
1 2


Donald Trump avrebbe comunicato al presidente francese Emmanuel Macron che gli Usa si ritireranno dall’accordo sul programma nucleare dell’Iran. A dirlo il ‘New York Times‘ citando alcune fonti. Secondo il quotidiano americano, il presidente rimuoverà tutte le esenzioni e imporrà anche nuove sanzioni.

Contrario a questa decisione l’ex segretario di Stato John Kerry: «Ritirarci dall’accordo con l’Iran è assolutamente illogico. Il presidente dice che è un pessimo accordo, ma sfido chiunque a trovarne uno migliore. Penso che questo accordo tuteli noi e il mondo. La regione è al sicuro e anche Israele e spero che il presidente sia saggio abbastanza nella sua decisione». E ha spiegato: «L’Iran oggi non è in grado di costruire fare una bomba atomica, perché non si può fisicamente costruire una bomba con 300 chili di materiale nucleare. Questo lo so perché abbiamo 130 ispettori che ogni giorno fanno ispezioni lì e abbiamo trasmissioni radio sui reattori e sulle installazioni di produzione».

Nel frattempo l’Ue ha confermato che «l’accordo sul nucleare iraniano va mantenuto e deve essere preservato, in quanto funziona. Resta il nostro impegno per la sua piena attuazione. Non speculiamo su quello che dirà Trump».

«E’ possibile che affronteremo alcuni problemi per due o tre mesi ma li supereremo», ha detto il presidente dell’Iran Hassan Rohani, che ha anche sottolineato che il Paese «vuole continuare a lavorare con il mondo con un impegno costruttivo».

Il presidente cinese Xi Jinping ha incontrato a sorpresa a Dalian, in Cina, il leader nordcoreano Kim Jong-un. Nel momento in cui cadono attività ostili e minacce alla sicurezza, non c’è ragione per la Corea del Nord di essere uno «Stato nucleare», ha detto il leader nordcoreano al presidente cinese, che ha auspicato  che Nord e Usa «costruiscano la reciproca fiducia col dialogo» e che le parti prendano «misure regolari e sincronizzate in modo responsabile verso la risoluzione politica ed eventualmente raggiungere la denuclearizzazione e la pace duratura della penisola».

Xi ha avuto colloqui con Kim e ospitato un banchetto di benvenuto in suo onore. “Insieme, hanno fatto una passeggiata e presenziato a un pranzo. In un’atmosfera cordiale e amichevole, i leader dei due Paesi hanno avuto una scambio di vedute ad ampio raggio e profondo sulle relazioni tra Cina e Corea del Nordne”, ha concluso la Nuova Cina.

La Duma ha confermato Dmitri Medvedev come capo del governo russo, come chiesto ieri da Vladimir Putin subito dopo aver giurato per la quarta volta da presidente. Intanto si torna a parlare della guerra nel Donbass. Oltre 3.300 militari ucraini sono morti, ha detto il ministro della Difesa ucraino, Stepan Poltorak.

Quanto accaduto è deplorevole: così una portavoce della Commissione Ue commenta il braccio di ferro tra autorità italiane e quelle britanniche per il trasbordo dei migranti dalla nave della Ong Proactiva Open Arms a quella di Sos Mediterranee. «La priorità è prestare aiuto ai migranti», ha detto la portavoce. «E’ con questo spirito che rivolgiamo un appello, sia alle autorità italiane che alle britanniche, per una soluzione rapida affinché i migranti siano sbarcati in piena sicurezza e al più presto».

L’idea di una ‘partnership doganale’ post Brexit con l’Ue sarebbe una pazzia. A dirlo il ministro degli Esteri britannico, Boris Johnson: «Se avessimo una nuova partnership doganale, avremmo una pazzia di sistema nel quale saremmo costretti a incassare dazi per conto dell’Ue ai confini del Regno Unito».

Passiamo alla Siria, perché un convoglio di oltre 50 pullman con a bordo migliaia di miliziani e civili ha lasciato stamani un’area sotto assedio dalle forze governative e russe nella zona centrale. L’evacuazione segue la resa dei combattenti anti-governativi al termine di negoziati condotti sul terreno da rappresentanti militari di Mosca.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore