mercoledì, Febbraio 20

Trump, lo shutdown continua. E attacca i dem Lavrov: 'Russia e Giappone hanno ancora serie divergenze sulla questione del trattato di pace'

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Donald Trump sempre più al muro contro muro con i democratici. Il presidente infatti ha ribadito che non sta pensando di dichiarare una emergenza nazionale sugli immigrati al confine col Messico e ha respinto la proposta di un senatore repubblicano, Lindsey Graham, di mettere fine temporaneamente allo shutdown, per tre settimane, per consentire la ripresa dei negoziati con i dem.

E anzi, su Twitter ha poi rincarato la dose:  «Nancy (Pelosi, ndr) e Chuck (Schumer, ndr) potrebbero mettere fine allo shutdown in 15 minuti. A questo punto è colpa loro. Ho aspettato l’intero fine settimana. I democratici devono tornare al lavoro. Il confine va messo al sicuro».

Trump che poi non ha risparmiato parole dure anche in politica estera, in special modo nei confronti della Turchia: «Devasteremo economicamente la Turchia se colpisce i curdi, creeremo una zona di sicurezza», ha ribadito sempre su Twitter, sottolineando che è iniziato il ritiro della truppe americane dalla Siria.

Tornando a parlare di Russia, il ministro degli Esteri Sergey Lavrov dopo aver parlato con il suo omologo giapponese, Taro Kono, ha annunciato che Mosca e Tokyo hanno ancora serie divergenze sulla questione del trattato di pace: «Sarò sincero, abbiamo serie divergenze: inizialmente le nostre posizioni erano opposte e lo abbiamo detto più di una volta, ma la volontà politica dei nostri leader di normalizzare le relazioni tra Russia e Giappone è uno stimolo per rinvigorire questo dialogo». E ha confermato che la sovranità russa nelle isole Curili «non è negoziabile».

«Incontro costruttivo col premier Conte, oggi, a Roma». Così il commissario europeo alla Migrazione Dimitris Avramopoulos, su Twitter, sulla visita in Italia. «Lavoriamo insieme per soluzioni europee per gestire meglio la migrazione. L’Europa è al fianco dell’Italia per affrontare assieme questa sfida», ha aggiunto Avramopoulos, che poi ha ribadito: «Col ministro Matteo Salvini condividiamo le stesse priorità: protezione delle frontiere, cooperazione con Paesi terzi per bloccare la migrazione irregolare e aumentare i rimpatri ma anche instaurare un meccanismo di solidarietà». E ha specificato: «L’Europa continuerà a sostenere l’Italia».

In Polonia invece lutto per la morte del sindaco di Danzica, Pawel Adamowicz, accoltellato ieri da un giovane mentre si trovava a una manifestazione di beneficenza. Il 27enne era salito sul palco urlando di esser stato incarcerato ingiustamente, durante il governo di Piattaforma civica, partito di cui il primo cittadino faceva parte in passato. Le condizioni del sindaco era subito apparse disperate.

E a proposito di aggressioni, nel mirino in Germania una giornalista della Taz, noto giornale di sinistra berlinese. A colpirla un gruppo di sei attivisti di estrema destra del ‘Movimento identitario’. Secondo la Taz la reporter stava cercando di impedire agli attivisti, tutti vestiti di nero e alcuni incappucciati, di attaccare alla sede della testata manifesti con il volto di Magnitz, il deputato Afd aggredito a Brema in un attacco in parte sconfessato dalla Procura.

Andiamo in Gran Bretagna, perché Theresa May non teme che il Parlamento voglia riprendere il controllo sulla Brexit, ma che voglia frustrare l’uscita del Regno Unito dall’Ue. La premier ha confermato di voler attuare la Brexit e di sperare di convincere i deputati dei Comuni, confermando un suo doppio intervento alla Camera, oggi e domani. E ha affermato: «Abbiamo il dovere di attuare la Brexit o sarà catastrofico per la democrazia». Boris Johnson invece smorza i toni: «L’idea di una no Brexit come conseguenza di un voto negativo domani è un’assurdità: la Gran Bretagna uscirà dall’Ue a fine marzo, fine del discorso».

Chiudiamo con lo Yemen, perché gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita si sono accordati per continuare ad applicare i termini della tregua siglata in Svezia tra insorti yemeniti e forze lealiste filo-saudite. L’ok è arrivato dopo l’incontro avvenuto nelle ultime ore nella capitale saudita tra il principe ereditario Muhammad bin Salman e il segretario di Stato Usa Mike Pompeo.

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