domenica, Gennaio 24

Trump: la democrazia, il comando, il governo La democrazia deve soddisfare tutti e ciascuno. La maggioranza, in democrazia, governa, non comanda. Trump ha cercato di utilizzare la maggioranza (peraltro anche fasulla) che lo ha portato al potere per comandare, non per governare

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Nonostante i molti titoli dei giornali e i molti racconti ‘di costume’ se non di folclore, la mia netta impressione è che non si sia finora colta a sufficienza l’importanza della vicenda americana, che ha al centro Donald Trump. Non lo scrivo così per caso: non è Trump, o meglio non è solo Trump il problema, il problema è gli Usa, come Paese, comePotenza’, come ceto politico, come democrazia.

Da qui vorrei cominciare, con il permesso della super-virologa dottoressa Antonella Viola, esperta in immunità di gregge e in democrazia.
Appunto: un gregge è altra cosa da un popolo e la democrazia è la realizzazione della volontà, reale, e dei bisogni, reali, del popolo, che non essendo un gregge ha il brutto vizio di pensare, ciascuna delle pecore/cittadini a modo suo, nei limiti in cui, come ovvio non solo ‘sa’ pensare, ma -e questo credo è il punto più difficile- ‘puòpensare, liberamente.
Tagliare i sociala Trump è il contrario della democrazia. Non perché si debba permettere a un delinquente di usarli per delinquere, ma perché il sistema deve garantire a tutti sia la possibilità di parlare, sia l’impossibilità di nuocere: e ciò non può farlo un privato, perché solo il ‘pubblico’ può garantire!

E dunque la democrazia non è solo un meccanismo di voto, ma è di più, molto di più, perché è la capacità di tenere conto delle opinioni e delle esigenze di tutti, anche quando siano in contrasto plateale.
Per capirci, quando la dottoressa Viola dice che la scienza è la più brillante situazione di democrazia, dice una cosa sbagliata. È sicuramente vero che nella scienza (quella naturale, peraltro, e quindi anche qui ci sarebbe molto da precisare e discutere) valgono i risultati e chiunque può dimostrare l’errore o l’insufficienza dell’altro mostrando i ‘dati’, ma è anche vero che nella scienza (in quella scienza, quella naturale) si seguono canoni e metodi ben precisi. Chi è fuori da detti canoni, viene espulso dalla scienza, per lo più a ragione, ma talvolta a torto, a gravissimo torto: basta ricordare Galileo Galilei o Copernico o oggi, che so, gli omeopati, per dire che spesso anche nella scienza naturale, occorre una ‘rivoluzione’ per fare passare idee diverse dalle solite, che, però, finché non sono rovesciate, appunto da una rivoluzione, sono quelle, e chi non si conforma è fuori. La scienza, cioè, cara dr.ssa Viola, diventa potere … e pensi quando lo si esercita (e si fa, credetemi, si fa!) nelle ‘scienze umane’!
La democrazia non è così. È tutt’altro. Perché la democrazia è esattamente quellostrumento’ (chiamiamolo così solo per capirci) che permette di tenere conto di tutti, ma proprio di tutti. Cosa difficilissima, ma sintetizzabile in una cosa che la stragrande maggioranza dei nostri politic(ant)i non fa mai e non farà mai (specie questo ceto di volgari ‘personaggetti’ attenti solo al proprio interesse personale): la maggioranza, in democrazia, governa, non comanda. E invece, molto spesso, si fa passare per democrazia il comandare o il provarci, magari anche con mezzi non leciti.

Trump ha fatto esattamente questo. Ha cercato di utilizzare quella maggioranza (peraltro anche fasulla) che lo ha portato al potere per comandare, non per governare. E quando si è trovato alle prese con la difficoltà di mantenere il comando, ha cercato di rovesciare la situazione con la violenza, cioè con un meccanismo non democratico. Ma ciò non toglie che (probabilmente in gran parte perché male informati e male ‘acculturati’) un numero di quasi sessanta milioni di persone ha ritenuto che Trump fosse quello che doveva ‘comandare’, mentre poco più che quel numero di persone (probabilmente in gran parte perché male informati e male ‘acculturati’… esattamente come gli altri) ha ritenuto che la soluzione fosse Biden. E già qui c’è molto da criticare: non si può risolvere un problema di governo di un Paese moderno, scegliendo una persona a farlo. Non a caso è ciò che vogliono fare in Italia i vari Salvini, Meloni, Renzi, Di Maio, Grillo e in usa Trump, Bannon, l’italiota con le corna, ecc.: avere uno checomanda’. La storia, purtroppo non insegna mai.

Ora, mi sbaglierò, ma in tutto questo marasma, americano, Joe Biden forse, sottolineo il forse, ha capito. Lo dico perché mi ha colpito il fatto che (magari domani sarò smentito) Biden sia contrario al possibile impeachment o quel che sia di Trump e, credo, non solo per motivi di prudenza.
Eh sì, perché l’incredibile (ecco, la cattiva politica!) proposta di Nancy Pelosi, Speaker della Camera dei rappresentanti, è addirittura di privare Trump della famosa ‘valigetta della fine del mondo’ perché è instabile. Che sciocchezza! In primo luogo, attesta quella proposta della completa sfiducia nel resto delle istituzioni americane, che evidentemente la Pelosi teme che non si opporrebbero o non saprebbero opporsi ad una ‘alzata di ingegno’ del ‘pazzo’ Trump. Bella considerazione del proprio stesso Stato, delle proprie stesse istituzioni, e, inoltre, che messaggio terribile al mondo intero: gli usa possono scatenare la fine del mondo perché a Trump gli scappa la pazienza! Vi rendete conto? Ma poi, mentre sempre la Pelosi parla di Trump traditore eccetera, facendo quella proposta forse non si rende conto in che pericolo mette la sicurezza non solo americana ma del mondo. Una volta privato Trump della valigetta, gli usa sarebbero nelle mani di chiunque voglia attaccarli: non potrebbero rispondere! Mi domando: ci si rende conto di quello che si dice? Se fossimo in Italia, non avrei dubbi: no, il nostro ceto di politicanti da strapazzo non si renderebbe conto di nulla e poi penserebbe, come pensa, solo alle proprie squallide manovrette, basta vedere come hanno ‘gestito’ la questione libica! Ma in usa, anche in usa è così? Stiamo freschi.

Perciò dico, bene Biden, che ha capito entrambe le cose. Quella che ho appena detto. Ma specialmente l’altra, la democrazia. Biden, penso o spero, ha capito che ora il suo compito (una roba da fare veramente tremare) sarà quello di rispondere e, in qualche modo, disoddisfarequei sessanta milioni di sfegatati trumpiani. Perché se non lo fa, il Paese potrebbe davvero scoppiargli in mano. Specie perché Trump non ha nessuna intenzione di ritirarsi dalla politica a partire dal 21 gennaio … anzi! E quindi Biden dovrà cominciare a lavorare con un bell’ostacolo davanti.

Ma -e così torniamo all’inizio del discorso- ma la democrazia vuole appunto questo e forse Biden lo ha capito: la democrazia deve soddisfare tutti e ciascuno. Solo così c’è democrazia, che è il contrario della scienza, perché appunto deve tenere conto anche di chisbaglia’, anzi, la democrazia non puòdeciderechi sbaglia. Non si tratta di un richiamo all’unità o al ‘volemose bene’: il contrario. Si tratta di politica, ma quella vera, non quella -nemmeno quella- che in politichese si direbbe ‘il dialogo’. Qui non si tratta di dialogare, ma semmai di discutere, ma poi tutti, anche l’ultimo degli ultimi, perfino Renzi, perfino Conte hanno diritto di essere ascoltati, e di contare: per quello che valgano, non per le munizioni che portano in tasca. E quindi, per Biden il problema sarà di fare contare, ripulito e decornificato, anche quell’imbecille con le corna, non metterlo o cercare di metterlo ai margini della società o in galera. E, chi sa, potrebbe cominciare proprio da lì, intervenendo contro le tre esecuzioni, che servono a Trump per andarsene con la sua libbra di carne e per mostrare all’America (come chiamano loro gli usa) la strada della democrazia, che una sola cosa sicuramente esclude: la violenza.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.