giovedì, Luglio 18

Trump-Kim, niente incontro. Torna a salire la tensione tra Usa e Corea Incontro Macron-Putin. MH17, le indagini confermano le colpe di Mosca. Israele, sì a nuovi 2.500 alloggi in Cisgiordania

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Tante speranze ma ora sembrano tutte svanite. Il vertice tra Donald Trump e il leader coreano Kim Jong-un, previsto a Singapore il prossimo 12 giugno, è saltato. Il presidente americano ha scritto al leader nordcoreano per annunciargli la cancellazione del vertice. «Apprezziamo il suo tempo, la pazienza e lo sforzo nelle recenti trattative relative al summit, in calendario il 12 giugno. Siamo stati informati che l’incontro è stato richiesto dalla Corea del Nord, ma questo per noi è irrilevante. Tristemente, sulla base dell’aperta ostilità mostrata nelle ultime dichiarazioni, ritengo sia inappropriato in questo momento tenere l’incontro. Il mondo e la Corea del Nord in particolare hanno perso una grande opportunità per una pace duratura. Questa occasione persa è un momento davvero triste per la storia». Ma ammette: «Sento che tra me e lei è stato costruito un bel dialogo e alla fine è il dialogo che conta. E non vedo l’ora un giorno di incontrarla». Tra l’altro lo stesso presidente poi ha affermato che il summit con Kim potrà tenersi solo quando la minaccia delle armi nucleari sarà rimossa.

L’Ufficio presidenziale della Corea del Sud sta cercando di capire il contesto che ha spinto Trump a decidere l’improvvisa cancellazione, facendo trapelare una certa sorpresa in questa mossa, oltre che preoccupazione. Tra l’altro proprio oggi la Corea del Nord aveva smantellato il suo sito di test nucleari.

Tensioni poi si segnalano con il Venezuela. Infatti il governo statunitense ha dichiarato ‘persone non grate’ l’incaricato d’affari a Washington e il console generale a Houston, e ha dato ai due diplomatici 48 ore per lasciare il Paese. Il provvedimento è una risposta all’espulsione da Caracas dell’incaricato d’affari dell’ambasciata Usa e del suo vice. Il presidente venezuelano, Nicolas Maduro, aveva annunciato l’espulsione dei diplomatici americani, accusandoli di promuovere un complotto militare per rimuoverlo dal potere e di cospirare per distruggere l’economia del suo Paese.

Per gli Usa non finiscono qui. Germania e Cina infatti si schierano per mantenere in vigore l’attuale accordo del 2015 con l’Iran sul nucleare, malgrado gli Usa abbiano annunciato il ritiro. La cancelliera Angela Merkel, nella conferenza stampa col premier Li Keqiang ha detto che «quanto all’accordo con l’Iran, è lontano dall’essere l’ideale, ma altre opzioni sono ancora meno stabili. Questo è il perché continueremo a rispettarlo».

«La Francia e la Russia sono due Paesi importanti perché siedono nel consiglio di sicurezza dell’Onu e hanno tradizionalmente rapporti molto forti». Lo ha detto Emmanuel Macron prima del suo incontro con Vladimir Putin. Per quanto riguarda l’agenda internazionale il presidente francese ha assicurato che Parigi e Mosca possono trovare soluzioni su diversi temi, come «Ucraina, Medio Oriente, Iran e Siria, sfruttando un metodo di lavoro multilaterale».

Intanto oggi per la Russia nuove accuse arrivano da parte del team di investigatori internazionali che da quasi quattro anni indaga sul disastro del volo di linea MH17 della Malaysia Airlines diretto dall’Olanda a Kuala Lumpur con 298 persone a bordo e precipitato in Ucraina. Secondo il team, il missile che colpì il Boeing 777 apparteneva alla 53/ma Brigata missilistica antiaerea russa, basata nella città russa di Kursk.

Andiamo in Medioriente, perché Israele è pronta a rilanciare i progetti edili in Cisgiordania. Lo ha anticipato su Twitter il ministro della difesa Avigdor Lieberman: «La settimana prossima sottoporremo al Consiglio superiore per la progettazione nella Giudea-Samaria (Cisgiordania) piani per la costruzione di 2.500 alloggi, 1.400 dei quali da realizzare subito».

Passiamo all’Argentina, dove professori e maestri argentini hanno realizzato ieri a Buenos Aires una manifestazione di massa per protestare contro la politica economica del governo di Mauricio Macri, contro il Fondo monetario internazionale e per chiedere di discutere dei salari a livello nazionale. I parlamentari dell’opposizione hanno dichiarato che la decisione di aumentare le tariffe dei servizi pubblici (gas, acqua, elettricità, trasporti), insieme alla decisione di ricorrere al Fmi per ottenere assistenza finanziaria a causa della crisi del ‘superdollaro’ innescheranno una ‘situazione inevitabile di agitazione sociale’.

In Kosovo, il presidente Hashim Thaci e il capo di Eulex, Aleksandra Papadopoulo, hanno annunciato oggi che è stato concordato il testo delle lettere che sanciscono la fine, il 14 giugno prossimo, dell’attività della missione europea nel Paese. La fine della missione Eulex, cominciata in concomitanza con la proclamazione di indipendenza di Pristina, 10 anni fa, verrà sancita con uno scambio di lettere fra il presidente Thaci e l’Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza, Federica Mogherini.

Chiudiamo con la questione migranti, perché la Farnesina ha risposto alle parole del presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker che ieri aveva detto: «Il governo italiano non è stato ancora formato. Come Commissione europea giudichiamo i governi non su quanto annunciano, ma su quanto faranno. Siamo vigili per salvaguardare per intero i diritti degli africani che sono in Italia». «L’auspicio dell’Italia è che tutta l’Ue concorra alla responsabilità per i salvataggi in mare, ai rimpatri e alla cooperazione con i Paesi di origine e transito, affinché non sia l’Italia a dovere sopportare tutto il peso dei flussi migratori che si creano nel Mediterraneo, come invece avviene da anni», la replica del ministero degli Esteri.

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