mercoledì, Ottobre 28

Trump-Gentiloni: si cerca accordo su terrorismo, clima e migranti in vista del G7

0
1 2


Giornata intensa per Donald Trump a Roma. In mattinata l’incontro con Papa Francesco in Vaticano. Lungo colloquio tra i due, durante il quale il presidente americano ha ribadito l’impegno degli Usa nel combattere la fame nel mondo, annunciando uno stanziamento di oltre 300 milioni, in particolare per le crisi in Yemen, Sudan, Somalia e Nigeria. Trump poi, prima di congedarsi, ha detto: «E’ per me un grandissimo onore essere qui. Non dimenticherò quello che mi ha detto». Il pontefice, mentre regalava a Trump il medaglione con il ramo di ulivo che unisce la pietra divisa, ha spiegato: «Questo glielo regalo perché lei sia strumento di pace». particolare poi il gesto di Bergoglio, che tra i doni concessi al presidente Usa  ha presentato la sua enciclica Laudato si’ «sulla a cura della nostra casa comune: l’ambiente».

Poi per Trump incontro con il presidente Sergio Mattarella e con il premier Paolo Gentiloni. Al centro del colloquio con il premier, secondo quanto si apprende da fonti di Governo, il G7 di Taormina, occasione per mostrare l’unità dei leader e dei Paesi e l’impegno comune e la determinazione contro il terrorismo, all’indomani della strage di Manchester. Tra i temi affrontati anche la questione migratoria come sfida globale per il G7, gli scambi commerciali e il clima.

Poi, lasciando l’Italia, ecco il comunicato di Trump, con il «ringraziamento all’Italia per il suo contributo agli sforzi nella lotta al terrorismo, specialmente per la sua partecipazione alla coalizione globale anti Isis e il suo ruolo attivo in Iraq e in Afghanistan». Il presidente Usa si è complimentato con l’Italia anche per i suoi «importanti sforzi diplomatici per cessare le violenze in Libia». Poi arrivando a Bruxelles per parlare di Nato ha confermato «l’unità transatlantica nel mantenere la Russia responsabile per le sue azioni in Crimea e nell’Ucraina orientale» e ha «sottolineato l’importanza di convincere la Russia ad adempiere ai suoi impegni in base agli accordi di Minsk».

Passiamo ai fatti di Manchester, dove la polizia  sta cercando il costruttore della bomba che Salman Abedi ha usato nella strage. Emerge però che la famiglia dell’attentatore aveva avvertito in passato le autorità britanniche della pericolosità del giovane. Il sito della tv ‘Sky News Arabiya‘ fa sapere poi che ci sono le prove che il padre è stato «un componente del Libyan Fighting Group», organizzazione islamica armata per lungo tempo legata ad al Qaeda.

Intanto altri tre arresti in merito all’attentato sono avvenuti nella zona sud di Manchester. Si cerca anche di capire il profilo dell’attentatore e secondo il ‘Times‘ era tornato da poco da un viaggio in Libia. E c’è il dubbio che sia stato addestrato lì o che sia anche andato in Siria. A confermare questa ipotesi il ministro degli interni francese Gerard Collomb  che ha detto che il kamikaze sarebbe stato in Siria ed avrebbe dato prova dei suoi legami con l’Isis.

Mentre Scotland Yard fa sapere che dopo la strage i siti strategici di Londra saranno sotto protezione militare. Fatto che conferma quanto detto anche dalla premier Theresa May, secondo cui il livello di allerta terrorismo nel Paese è stato elevato da ‘grave’ a ‘critico’, che equivale all’aspettativa di un nuovo attacco ‘imminente’.  Per ora sono 984 i soldati britannici dislocati, inizialmente solo a Londra, dopo l’allerta, mentre non è stato avviato un dispiegamento di militari a Manchester.

Intanto il ministro degli Interni britannico, Amber Rudd, ha criticato gli Stati Uniti per i ‘dettagli confidenziali’ sull’attacco di Manchester fatti trapelare sui media Usa.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore