martedì, Ottobre 27

Trump e la vendetta del virus È una sorta di (divertente) maledizione del destino, la vendetta di Montezuma: tutti questi negazionisti e sovranisti vari, prima sbraitano contro i matti che parlano di mascherine, e poi si prendono il virus e si trasformano magicamente in agnellini

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So bene di apparire sospettoso e malpensante, il fatto è che lo sono, e quindi inutile nascondere la propria natura. Sarà, dunque, per questo, ma a me, in tutta assoluta franchezza, questa storia di Donald Trump e di Melania ammalati di coronavirus Covid-19, e impegnati a superare questa cosa insieme (ma se si odiano visibilmente!) mipuzza’ tanto di propaganda: un colpo di teatro di un Presidente che sempre più appare in grande difficoltà. E l’uscita dall’ospedale di ieri per un tour in auto tra i fan dimostra quanto sia ‘disperato’.

Fino a ieri Trump ha ostentato la sua indifferenza al virus, la sua indifferenza alla precauzione banale della mascherina, e ora … Un Presidente la cui moglie, che si prepara amorevolmente a superare con lui la ‘prova’, ma poi si lascia ‘sfuggire’ (si fa per dire, certe cose non sfuggono) che se si fosse stati più previdenti fin dall’inizio sarebbe stato meglio.
E poi, questa ostentazione di affetto e complicità tra quei due … mah: io sono forse un cinico, ma le smancerie sia pure verbali tra personaggi in vista, specie se politici, danno un senso di fastidio: possono essere la cosa più sincera del mondo, ma in favore di telecamera, non lo sono mai, anche se poi fanno commuovere Mirta Merlino, ma sorvoliamo. Un Presidente, infine, che qualche sera fa, ha dato luogo a quella che è stata definita la peggiore manifestazione politica della storia americana, infiorettata di insulti, aggressiva, volgarità … e chissà che anche questa scelta non sia stata casuale.

Che poi, detto fra di noi, stupirsi o scandalizzarsi per quel modo becero difare politicada parte dei nostri politicanti e dei nostri giornalisti a me pare decisamente improprio, per non dire assurdo. Da noi l’insulto, le maleparole, le sceneggiate a urli e improperi sono all’ordine del giorno. Anzi, noi abbiamo alcuni personaggi che sono praticamente dei professionisti in materia, alcuni vengono invitati apposta in trasmissioni televisive varie, proprio perché puntualmente fanno spettacolo. Anzi, ad essere proprio chiari fino in fondo, noi abbiamo dei partiti politici che hanno fatto dell’insulto, del disprezzo dell’avversario, della prevaricazione (magari anche solo verbale, attraverso le urla e le interruzioni in TV, dove alcuni sono maestri) il loro ‘stile’, la ragione di essere, il proprio mezzo usuale di ‘comunicazione’, e quindi sorprendersi per le volgarità di un uomo volgare e violento come Trump, non mi sembra proprio gran che sincero.

Resta il fatto che anche Trump ci è cascato. È una sorta di (divertente, devo dire) maledizione del destino, la vendetta di Montezuma, visto che si tratta di americani: tutti questi negazionisti e sovranisti vari, prima sbraitano contro i matti che parlano di mascherine, e poi si prendono il virus e si trasformano magicamente in agnellini attentissimi e cautissimi e preoccupatissimi e innamoratissimi delle consorti … e non ditemi che sono maschilista perché non cito donne, non mi pare di averne viste … anzi: l’altro giorno l’ennesima figuraccia da piacione respinto del nostro sedicente ‘premier’, è stata impartita dalla signora Merkel, che ha fatto letteralmente un salto indietro alla vista del bel Conte che si avvicinava, tanto che il medesimo, di fronte al vuoto creato dal balzo, si è dovuto contentare di prendersi a gomitate con altri personaggi, un’altra stupidaggine inventata da qualche tempo.

È proprio vero, insomma, quando la strizza colpisce te, diventa strizza vera. Anche se poi, non sembra che la cosa basti, ma per certa gente non basta mai.
Leggo di quella geniale insegnante di scuola che rifiuta di indossare la mascherina in classe, nonostante l’ordine della Preside, e alla fine la Preside deve addirittura chiamare la Polizia! Se ci pensate è esattamente l’emblema della nostra follia sociale: l’indifferenza al fatto che il tema non è di sapere se sei infetto o se temi di infettarti, ma quello semplice, ma decisivo e di civiltà, di non mettere in pericolo gli altri. Punto. È una cosa di una semplicità assoluta, addirittura banale. Non si può ‘non capire’, è troppo banale per essere difficile da capire, non farlo è solo ed esclusivamente arroganza, piena di stupidità e di incuria per il prossimo.

Tornando a Trump, se non è una manovra propagandistica (comunque di fatto lo è inevitabilmente … sai quanti voti gli porterà!), è certamente un passaggio davvero decisivo in questa storia del virus. Ora davvero nessuno più può negare che si tratta di una cosa serissima e pericolosissima. E specialmente nessuno più può prendere la cosa sottogamba, vista la strizza di Trump, che mette, dicono, a repentaglio la propria campagna elettorale a causa del virus … ma si prepara la scusa e la motivazione per contestare, se del caso, il risultato, … e ditemi che non c’è gioco qui!

E colpisce, che anche da noi, con il crescere incontrollato delle infezioni da Covid-19 (vero prof. Zangrillo, il morto è risuscitato, che ne dice sig. Bocelli, che ci dice dr. Sgarbi?) tornano in prima pagina i soliti virologi super preoccupati, che prevedono sciagure d’ogni genere. In questo Paese, è sempre così, o tutto o niente, in alternanza.
Eppure, una volta di più, sembra un topos, una cosa che si ripete sempre con eccessiva insistenza, se ci si decidesse ad avere una sola voce a parlare e a dire cosa fare e quando e, specialmente, quanto. Se ci fosse una voce chiara, in questo bailamme incomprensibile, che ci dicesse se il vaccino anti-influenzale classico si deve davvero fare e se è vero che le dosi disponibili non bastano.
Se, se, se … ma questo è il Paese in cui i se non hanno mai risposta adeguata, mai.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.