sabato, Ottobre 24

Trump e dazi: il Vietnam va per la sua strada Nonostante la politica economica protezionistica degli USA il Vietnam diversifica e si espande

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A fronte dei proclami e delle decisioni intraprese dall’Amministrazione Trump sul fronte dei dazi doganali a livello mondiale, il Vietnam appare sfoggiare una peculiare calma olimpica, nonostante si tratti di un suo partner commerciale preferenziale, bisogna aggiungere. Soprattutto nel campo della Tecnologia in termini di importazione e nel ramo alimentare ed agricolo nel campo dell’esportazione, il Vietnam potrebbe sembrare – sulla carta – particolarmente colpito dalle decisioni più recenti intraprese nel settore del commercio internazionale e dei dazi doganali da parte dell’Amministrazione USA durante il periodo della Presidenza di Donald Trump.

Non la vede così il Vietnam che, attraverso la bocca di Truong Van Phuoc, Capo della Commissione Vietnamita di Supervisione Finanziaria Nazionale, si mostra speranzoso in un qualche trattato di buon vicinato con gli USA nella direzione della facilitazione in materia di barriere nel campo commerciale ed allo stesso tempo mette in luce il fatto che il Vietnam abbia da tempo diversificato la sua presenza in termini di Import-Export sulle piazze internazionali, in modo da ridurre al minimo il contraccolpo determinato dalle più recenti decisioni restrittive degli USA.

Le Autorità economiche vietnamite continuano ad affermare che l’economia nazionale continuerà a crescere nell’arco del 2018, più velocemente che nel 2017 e – in base alle proprie esperienze recenti e secondo le analisi predittive degli esperti nazionali – le restrizioni USA imposte in materia di dazi esplicheranno effetti minimi sull’Import-Export vietnamita. Truong Van Phuoc, il quale è anche consigliere di spicco del Premier in carica, Nguyen Xuan Phuc, in una recente intervista rilasciata ad Hanoi ha anche affermato che «L’Economia vietnamita crescerà ancor più rapidamente nell’anno in corso con un tasso di inflazione che al contempo permarrà sotto controllo e la moneta nazionale, il Dong, in condizioni di apprezzabile stabilità. Mentre l’Amministrazione di Trump negli USA sta adottando decisioni nel settore dei dazi e delle tariffe, il Vietnam ha deciso non solo di intraprendere una più vasta diversificazione del proprio portafogli nell’Import-Export ma di implementare così le nostre esportazioni».

L’Indice per il Tasso di Riferimento Bancario Vietnamita s’è innalzato del 16 per cento nell’anno in corso e in questi giorni s’è chiuso a 1.138, il livello più alto dal 13 Marzo 2007. Si ritiene che l’indicatore possa raggiungere quota 1.210 alla fine del 2018, soprattutto secondo i dati e le stime riferite da dieci esperti di alto livello presso Bloomberg.

La scorsa settimana Trump ha innalzato del 25 per cento le tariffe sulle importazioni di acciaio e del 10 per cento quelle sull’alluminio. Le esportazioni di acciaio del Vietnam verso gli Stati Uniti hanno realizzato un totale di 104 milioni di Dollari USA in termini di controvalore nei primi due mesi del 2018, più del doppio che nell’anno scorso e circa il 16 per cento delle sue vendite totali nel settore dei metalli, secondo dati messi a disposizione dei siti ufficiali vietnamiti. Ora il Vietnam, nella sua logica di diversificazione delle relazioni commerciali, sta incentivando il settore degli scambi con trattati di libero commercio con altri partner di rilievo quali Giappone ed Unione Europea, in modo da ridurre quanto più possibile l’impatto derivante dalle decisioni dell’Amministrazione di Trump.

Questa tendenza, in verità, è compartecipata dal Vietnam già da tempo, di fatto dalla decisione degli Stati Uniti dettata dall’Amministrazione Trump di tirarsi fuori dal Trattato Trans-Pacifico TPP dello scorso anno. Il Vietnam, infatti, ha siglato quel Trattato unitamente ad altre 10 Nazioni lo scorso 8 marzo. La decisione di Trump – volta a difendere l’Economia americana – in Vietnam è stata vista come un colpo di entità nient’affatto lieve, dato che la Nazione Sud Est asiatica esporta circa un quinto dei propri beni verso la più grande economia mondiale. Ma un trattato commerciale globale e la forza lavoro vietnamita, giovane e a basso costo sono fattori grandemente magnetici per investitori internazionali di larga scala quali Nestle SA che hanno aperto diverse sedi aziendali in Vietnam. Al fine di sostenere al meglio l’Economia nazionale, soprattutto in quest’epoca nella quale il vento del protezionismo economico e commerciale soffia forte, il Primo Ministro Phuc ha espressamente chiesto ai propri ministri di seguire con particolare attenzione i mercati internazionali e di rafforzare i piani progettuali per proteggere gli obbiettivi che il Governo vietnamita si è preposti e perché siano raggiunti all’interno dell’anno corrente.

Tutto ciò sostiene la crescita economica vietnamita che si è espansa del 6.81 per cento lo scorso anno e che il Primo Ministro ritiene quest’anno possa giungere ad un tasso di crescita del 7.4 per cento nel primo Trimestre 2018. Nguyen Xuan Phuc ha anche affermato che il Governo ha come obbiettivo di mantenere la crescita del Prodotto Interno Lordo vietnamita intorno al 7 per cento. «Il Vietnam ha ancora grande spazio per la crescita avanti a sé – ha aggiunto Nguyen Xuan Phuc – Il Governo sta intraprendendo passi netti per favorire il rafforzamento del settore privato, come ad esempio, la forte riduzione delle licenze, sostenendo le attività imprenditoriali tagliando i costi con la concessione di permessi più rapidi e più rilevanti, aiutando e supportando la fiducia degli investitori, infine intensificando fortemente la lotta alla corruzione».

Il Vietnam, lo scorso anno, ha condannato Dinh La Thang, un ex componente del Politburo ed ex Presidente dell’azienda di stato Vietnam Oil & Gas Group a 13 anni di carcere dopo essere stato condannato per violazione delle normative statali. Trinh Xuan Thanh, ex presidente dell’azienda statale Petro Vietnam Construction JSC, una branca della Vietnam Oil & Gas, è stato condannato all’ergastolo per appropriazione indebita. Insomma, in tema di corruzione nell’amministrazione pubblica, in Vietnam ci si sta andando giù duro.

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