venerdì, Novembre 15

Trump coi pensieri Russiagate e pornostar. Ma l’economia Usa vola Orban: 'La colpa per i naufragi delle imbarcazioni di migranti nel Mediterraneo è dei politici in Europa'

0

«Non sapevo dell’incontro di mio mio figlio, Don Jr. Mi sembra che qualcuno stia cercando di inventare storie». Donald Trump su Twitter, riferendosi alle indiscrezioni secondo le quali l’ex avvocato personale del presidente, Michael Cohen, avrebbe rivelato che Trump sapeva dell’incontro nel corso del quale i russi avrebbero dovuto offrire materiale compromettente su Hillary Clinton.

Ma per il presidente Usa non è l’unico fronte interno da gestire. Michael Avenatti, l’avvocato della pornostar Stormy Daniels, annuncia che rappresenterà altre tre donne che hanno ricevuto soldi da Trump o dai suoi uomini.

Tutto nel giorno in cui i dati economi sembrano premiare il tycoon. Il pil del secondo trimestre è salito del 4,1%, l’aumento maggiore dal terzo trimestre del 2014. «E con gli accordi commerciali che stiamo facendo la crescita economica sarà ancora maggiore», ha detto ancora Trump. «Stiamo crescendo a un ritmo fantastico». «Le richieste di sussidi alla disoccupazione sono vicine ai minimi degli ultimi 50 anni» ha detto Trump, precisando che con la riforma delle tasse sono rientrati negli Stati Uniti 300 miliardi di dollari. «Siamo invidiati economicamente dall’intero mondo. Stiamo finalmente rimettendo l’America First», ha ribadito.

Viktor Orban torna ad attaccare la Ue. La colpa per i naufragi delle imbarcazioni di migranti nel Mediterraneo «è dei politici in Europa che incoraggiano i migranti e danno l’impressione che valga la pena andarsene. Se vogliamo salvargli la vita dobbiamo trattenerli sulla sponda sud del mediterraneo. La politica migratoria non è un compito comune della Ue», ha ribadito il premier ungherese, ma una ‘questione nazionale’ dei singoli Stati membri.

«Ogni genere di solidarietà tra di noi rende qualcun altro geloso». Così il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, incontrando il suo omologo russo Vladimir Putin a margine del summit dei Paesi Brics a Johannesburg. I due leader hanno discusso di questioni regionali comuni, a partire dalla Siria, in vista del prossimo incontro del terzetto di Astana con l’Iran, previsto a Teheran. «Le nostre relazioni continueranno sempre a superare le crisi e miglioreranno anche in economia», ha detto dal canto suo Putin.

Sale al 42%, secondo un sondaggio di YouGov, il totale di elettori britannici favorevoli a un ipotetico secondo referendum sulla Brexit. E’ la prima volta dal 2017 che i ‘sì’ all’idea d’un voto bis superano i ‘no’, anche se di soli due punti percentuali.

Incidenti sono avvenuti oggi nella Spianata delle Moschee di Gerusalemme al termine delle preghiere del venerdì. Secondo alcuni siti palestinesi agenti della polizia israeliana hanno fatto ingresso nella Spianata e hanno fatto ricorso a gas lacrimogeni. Ancora da capire il motivo degli scontri. A Gaza invece, sul confine, un dimostrante palestinese è stato ucciso dal fuoco di soldati israeliani. Secondo la radio militare, un velivolo dell’aviazione militare ha sparato verso una cellula di palestinesi che lanciavano palloni incendiari. Altri dimostranti hanno lanciato ordigni verso i soldati.

Sono 25 i morti fra le milizie Houthi e decine i feriti in seguito agli scontri con l’esercito yemenita a Al Bayda in Yemen. Secondo quanto dichiarato dal Generale Moufreeh Bouhailh, gli scontri si sono registrati dalla regione di Al Hajfah fino ad Afar.

E’ stato trovato morto ad Addis Abeba il project manager a capo dei lavori della controversa diga sul Nilo in Etiopia. Il progetto da 4,8 miliardi di dollari ha creato forti tensioni nella regione in particolare con l’Egitto che teme conseguenze sul suo approvvigionamento idrico.

Chiudiamo con l’Uganda, dove il presidente Yoweri Museveni, che può sperare in una ennesima rielezione. La Corte costituzionale ha avallato un emendamento in questo senso approvato dal Parlamento nel dicembre scorso per abolire il precedente limite di 75 anni. Una decisione che permetterebbe a Museveni di ripresentarsi alle prossime elezioni, previste nel 2021. Respinta invece la proposta di estendere il mandato da cinque a sette anni.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore