sabato, Agosto 15

Transizione energetica, cosa sta succedendo? I tempi devono essere maturi, questo è il momento di iniziare a virare ‘leggermente’ ed adeguarsi ad un’Energia più pulita. Ci sarà da investire e sperimentare, ma un’Energia più pulita rende le nostre vite più pulite

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Le più grandi Compagnie Petrolifere del pianeta, in questi ultimi mesi, stanno lanciando proclami e piani di investimento inneggiando all’inizio dell’era Low Carbon, orientando le proprie attività sempre più vicine a quella parola che con petrolio suona come un controsenso e un binomio difficilmente associabile, la parola ‘Green’. La fase della Transizione Energetica, ma che cos’è e come avverrà?

Se proprio si vuole considerare una definizione tecnica da dizionario, Transizione Energetica significa passaggio da un utilizzo di forme di energia da fonti fossili a quelle comunemente dette rinnovabili.

Ma così detta entriamo in un cerchio che andrebbe a confondere i Lettori facendo pensare -e a qualcuno sperare che i ‘Petrolieri’ diverrebbero dall’oggi al domani leader indiscussi delle delle più famose Organizzazioni GREEN presenti sulla Terra.

In primis la compagnia petrolifera di bandiera inglese British Petroleum (BP), per non parlare della nostra ENI, e di tante altre anche più piccole che a volte non si conoscono, hanno annunciato ed orientato parte delle proprie divisioni, o meglio hanno creato delle divisioni di business ex novo, per avvicinarsi sempre più ad uno sviluppo industriale ed energetico più sostenibile.

Per anni siamo andati avanti con il Protocollo di Kyoto, una sorta di vademecum con degli obiettivi da raggiungere da parte dell’industria che attraverso l’emissione di C02 (anidride carbonica) in atmosfera, anno dopo anno, dovevano impegnarsi a ridurre le emissioni con quote che venivano viste e riviste senza mai sapere la fine quale sarebbe stata.

Un processo di riconversione o di adeguamento industriale, specialmente nell’industria petrolifera, non è facile, è costoso, ma è principalmente e specialmente lungo.

Transizione in questo caso vuol dire investimenti. Investimenti per circa 2,1 trilioni di dollarisecondo le stime di grandi istituti finanziari internazionali che calcolano e prevedono gli investimenti a livello mondiale nei prossimi anni, con un aumento esponenziale dei posti di lavoro, oltre 6 milioni di occupati, il tutto legato a questo cambiamento.
Non ultimo l’
OCSE ha dichiarato che i Fondi Sovrani potrebbero contribuire a questa nuova fase energetica con ingenti investimenti, cosa che abbiamo visto già si sta iniziando a realizzare in Arabia Saudita con le nuove e criticate politiche economiche del principe Mohammed Bin Salman.

In Italia, come anche in altri Paesi, diverse raffinerie sono state riconvertite al Biofuel, ovviamente, però, in questo modo è venuto a diminuire quel delta che soddisfaceva un fabbisogno che ancora oggi è primario nella logistica generale, la Benzina.

Importanti studi e progetti sono stati intrapresi nell’ambito dell’energia da sfruttare prodotta dalle onde marine, ed ENI è stata una delle prime oil companies ad investire in questi progetti, per non parlare della fase di lavorazione dei rifiuti e, con nuove tecniche, riuscire ad estrarre energia, con un basso impatto ambientale e che possa aiutare la vita ma soprattutto, la qualità della vita di tutti noi.

Molte persone sono dell’idea che l’industria petrolifera sia sempre stata contro un cambiamento e diverse sono le tesi e fiabe che si sentono su possibili complotti tra case automobilistiche e petrolifere. Se così fosse Bmw, Audi e tante altre case automobilistiche avrebbero dovuto bruciare in un camino i progetti di veicoli elettrici ad idrogeno, che già da anni vediamo nelle città italiane, per non parlare del mercato estero. British Petroleum, Biofuel, Idrogeno, gas, FederPetroli Italia

Nei giorni scorsi, Bruxelles ha reso noto la Strategia Europea per l’Idrogeno e ha lanciato l’ European Clean Hydrogen Alliance, inerente il Piano europeo per l’integrazione dei sistemi energetici, associabili a qualsiasi tipo di industria. Il Piano ha avuto il plauso dal Commissario Europeo per l’Economia, Paolo Gentiloni, auspicando una veloce e ambiziosa marcia europea in questo nuovo impegno internazionale, nonché della Banca Europea degli Investimenti (BEI), che sarà coinvolta per l’erogazione di fondi ed altro tipo di interventi finanziari.

Numerosi sono i business plan e anche i progetti di piccola entità che arrivano in sede da tempo. Come Organizzazione energetica FederPetroli Italia non ha mai snobbato o non considerato nuove forme di business, anche se più Green della propria denominazione, per altro puramente linguistica e di brand. Dimostrazione ne è stata anni fa ormai con il fotovoltaico che è stato utilizzato per produrre energia ed installato su gran parte di pensiline della Rete Carburanti in Italia.

C’è un momento per tutto, ed i tempi devono essere maturi, questo è il momento di iniziare a virareleggermenteed adeguarsi ad un’Energia più pulita.

Ho scritto ‘leggermente’ perché non significa che le compagnie petrolifere abbandonano il proprio core-business, ovvero l’idrocarburo, il petrolio, il gas, ma faranno sì che i processi produttivi, che grazie alla tecnologia che per forza di cose decenni fa era diversa, iniziano a produrre un carburante, un gasolio, una benzina più pulita, intersecando con le nuove tecniche una transizione energetica che porti un’Energia, in tutte le sue forme, sostenibile.

Decarbonizzazione, questa la parola più usata, un processo di riduzione di quell’elemento che è il carbonio e l’idrogeno che compongono le principali materie energetiche.

Ci sarà da lavorare e come tutti i processi, ci sarà da investire e sperimentare, ma un’Energia più pulita rende le nostre vite più pulite e nello stesso tempo, speriamo, contribuisca forse a far capire che anche ipetrolieri hanno a cuore la terra dove si vive.

Come tutte le cose, questa Transizione è un elemento di positività, ma questa volta concordo, diversamente da altre, con l’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), ritenendo il tutto un’occasione da non perdere sia per il business che per l’eco-sostenibilità, ma è anche necessario, però, che i governi abbiano la volontà di coglierla, spingendo su una vasta gamma di politiche, iniziative e nuovi quadri normativi che ne supportino la realizzazione.

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Sull'autore

Michele Marsiglia è presidente della FederPetroli Italia. Da più di 20 anni si occupa di progetti strategici nell’Oil & Gas internazionale. Oltre agli studi Economici Aziendali, durante la Crisi Asiatica del 1997 perfeziona la propria esperienza alla Borsa di New York (New York Stock Exchange) sulle analisi dei principali Mercati Finanziari internazionali con particolare riferimento agli strumenti derivati Futures, scambiati sulla piazza merci di Chicago. Inizia la sua carriera negli Approvvigionamenti Strategici in Outsourcing, approdando dopo alcuni anni all’Agip Petroli (oggi ENI Group) per poi gestire alcuni processi di sviluppo per importanti Raffinerie e Società Petrolifere. Da anni la sua figura è chiamata a rappresentare aziende dell’indotto industriale per Agreement strategici e di Relazioni. Fondamentale il suo coinvolgimento in Libia e in parte del Medio Oriente con particolare riferimento ai nuovi giacimenti di petrolio e gas Offshore e Onshore. Fu l’unico membro con FederPetroli Italia a relazionare in Audizione alla Camera dei Deputati con l’allora A.D. di ENI Paolo Scaroni sulla delicata situazione della nascente crisi libica nel 2011 e la verifica degli Asset Strategici nel paese nordafricano. Ha dato vita nel 2009 a “Operazione Trasparenza” iniziativa per spiegare nel nostro paese che cosa vuol dire Petrolio e Gas. E’ Consulente di Direzione ed Advisor Board per i Rapporti Istituzionali di importanti aziende petrolifere e del Non-Oil. Docente in diversi corsi di specializzazione (post diploma e post-laurea) con collaborazioni in diverse Università. Membro di Comitati Scientifici negli Organismi di studio geopolitico, da anni affronta le tematiche del Medio Oriente e del Continente Africano focalizzando l’interconnessione delle dinamiche economiche, politiche e del dialogo interreligioso nonché esperto delle nuove tecniche di ricerca petrolifera attraverso il Fracking, sviluppate principalmente negli U.S.A. È chiamato come relatore a conferenze e seminari in ambito internazionale, oltre ad essere presente con propri articoli e pareri tecnici sulla principale stampa nazionale e straniera. Complessivamente è autore di numerose pubblicazioni (papers, articoli), il suo nome appare spesso in articoli pubblicati sui principali media internazionali e nazionali, è spesso ospite in trasmissioni televisive e radiofoniche. Definito da tanti un’abile lobbista, in realtà ha sempre dichiarato: ‘’….prendo caffè in giro per il Mondo e stringo mani…...tutto qui’’.