sabato, Giugno 6

Tra Lombardia arrogante e tedeschi e olandesi testardi, l’Italia in Europa deve giocare duro Il Governo ha tirato fuori ciò che aveva e poteva. Ora la partita è tutta in Europa. I nostri ‘amici’ tedeschi e olandesi non hanno minimamente compreso la gravità e universalità della crisi

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Ora, cerchiamo di essere obiettivi.
Si può dubitare sulla efficacia delle misure del Governo, e naturalmente sottilizzare sulle maglie burocratiche che si vedono al riguardo delle decisioni del Governo, con i relativi ‘inevitabili’ ritardi, ma negare che il Governo ha cercato di tirare fuori quello che aveva e poteva è indubbio, ed è ridicolo criticarlo perché deve cancellare la burocrazia. Come si fa?
Lo ha fatto il Governo, , nel modo peggiore possibile, ovvero litigando a sangue su chi gestisce che, cercando ciascuno di prendersi una fetta della torta per poi potere vantare di avere ‘dato’ a questo o a quello, addirittura mettendoci di mezzo il Ministero degli Esteri dove alberga … mah. Si tratta della solita maniera disgustosa in cui una genìa di politicanti da strapazzo non riesce nemmeno in un momento così terribile per questo Paese, e non solo per esso, a sottrarsi alle solite manovre di palazzo, al tentativo solito di potersi fregiare di avere ‘spuntato’ qualcosa a vantaggio di qualcuno. Insomma di agire nell’interesse del Paese, anzi, dell’Europa.
Purtroppo questo è il nostro ceto politico: che poi cerchi di farsi definire ‘classe’ o addirittura ‘classe dirigente’ aggiunge solo ridicolaggine allo sconforto. Questa genìa non è classe e meno che mai dirigente. Ma questa abbiamo, dobbiamo andare avanti.

E dunque, negare che si tratta di un impegno enorme e, probabilmente capace, in teoria, di rimettere l’economia in moto, sarebbe solo stupido e ipocrita.

Semmai, mi sarei atteso che qualcuno si domandasse se e cosa si pensi di fare per controllare che, burocrazia a parte, non solo questa ondata di denaro vada rapidamente a buon fine, ma che sia diretta nella direzione giusta. Vedremo in pratica quali misure effettivamente saranno prese per garantire ciò, e le valuteremo, ma il fatto certo è che, alla fine, si tratterà davvero di usare mezzi seri e certi anche invasivi, ma specialmente trasparenti, che non si finisca come accadde a suo tempo, e lo paghiamo ancora, con la Cassa del Mezzogiorno, che dette soldi a palate a ‘aziende’ che si insediavano un centimetro al di sotto della linea ideale del Meridione, per avere i finanziamenti a fondo perduto, e poi chiudere le ‘aziende’ magari solo aperte sulla carta, e tenersi i soldi.

L’unico mezzo, a mio parere, è, oltre a favorire al massimo le imprese che garantiscano il mantenimento al lavoro dei dipendenti uno per uno è (cosa che non si è fatta con gli spiccioli agli stagionali), quello di assicurarsi in piena trasparenza che gli investimenti vadano veramente alle imprese e che le banche collaborino effettivamente e non facciamo, come spesso hanno fatto, di favorire gli amici e lasciare i più piccoli e senza adeguati appoggi a bocca asciutta, magari imponendo ‘spese’ folli per ottenere i finanziamenti garantiti dallo Stato, cioè da noi tutti, noi uno per uno.
Non si può dire altro che: speriamo e vediamo.

Se il Governo davvero vuole fare ciò che dice, dovrebbe immediatamente agire in assoluta trasparenza. Esattamente quella che è mancata in tutto il lavorio di tira e molla fatto dietro le quinte. E specialmente se il Governo (e su ciò mio permetto di avere il massimo dei dubbi) vorrà accompagnare queste misure con una fermissima azione di lotta alla evasione fiscale. Ci saranno le barricate da parte dell’opposizione e da parte di alcuni membri del Governo, ma si tratta di una cosa essenziale. Crisi grave o meno, radicale o meno, c’è gente che ha guadagnato sull’evasione fiscale e ora, se si deve agire favorendo con un abbassamento delle tasse e dei costi chi veramente investirà, è bene che i ladri che ci hanno rubato per anni e anni 150 miliardi l’anno, paghino, se del caso fallendo, delinquenti simili non meritano di restare attivi.
Non mi illudo.

L’altro fronte sarà l’Europa, anzi, è l’Europa, dove, come previsto, lo scontro sarà durissimo e, come ovvio e ben prevedibile, data anche l’inconsistenza diplomatica e operativa dell’Italia, il tanto vantatofrontedegli Stati favorevoli a impegni veri dell’Europa (eurobond e simili) si scioglierà, si sta sciogliendo, e, al solito, i nostri ‘partner’ ci molleranno e ci lasceranno soli, ci hanno lasciati soli, per perseguire i propri interessi particolari, e quella che rischia più di tutti è l’Italia, che si impegna a debiti enormi avendone già uno immane.
Se la soluzione proposta fosse, come sembra, un MES alleggerito (che ci darebbe una trentina di miliardi, cioè nulla) sarebbe inaccettabile, anche se la Spagna accetterebbe, il primo del ‘fronte’ che abbandona la lotta. Quanto alla proposta francese, che parla di una sorta di fondo extra, sarebbe ben poca cosa, si tratterebbe comunque di qualcosa che non è europeo, cioè non è collettivo, cioè non è unitario. Insomma lascerebbe ciascuno a vedersela da sé. Ma la Francia non era dalla nostra parte?

La mia impressione è che i nostriamicieuropei, non abbiano minimamente compreso la gravità e universalità della crisi, e, specie i tedeschi, contino sulla loro forza per fare da sé e prendersi un po’ di altro a parte rare eccezioni come Gerhard Schröder, che parla durissimo a Berlino-, e gli olandesi di tenersi stretto il proprio bilancio e il proprio paradiso fiscale. È così! anche se l’avanzare del contagio potrebbe farli ragionare, non c’è nulla di meglio della paura per fare ragionare!
Come ho già scritto, però, i nodi ora vengono al pettine, tutti: dalla nostra inaffidabilità politica ai nostri ‘trucchi’ economici da retrobottega, al nostro ceto di politicanti incompetenti e incapaci di guardare oltre il proprio ombelico e forse nemmeno. Cosa che certo non rassicura i nostri partner.

Resta il fatto che se si vuole ottenere qualcosa, ora è il momento di giocare duro, ma duro davvero. Non alludo alle chiacchiere alla Borghi o Salvini o Meloni, ma al fatto che bisogna fare capire bene a tutti, che ora siamo disposti a giocarci il tutto per tutto, e occorre che questo discorso sia fatto chiaramente da persone competenti davvero, e conosciute in Europa e credibili … fatico ad immaginare un nome.
Certo, però,
finora ciò che si vede è roba da fare ridere e quindi contribuisce a renderci inaffidabili.
Dalla pretesa assurda di regalare la maturità e la promozione a tutti, alla
situazione di grave confusione che ha regnato e regna nella gestione della epidemia, con particolare riferimento a ciò che è accaduto in Lombardia, che sarebbe ora, direi, di esplicitare senza remore … altro che ‘esempio per l’Europa’, cominciando a mettere fin da ora in chiaro che si deve urgentemente riconoscere che l’attuale pasticcio di competenze, e quindi confusione e sovrapposizione di responsabilità e decisioni, deve essere superato: del resto sono i medici milanesi che hanno scritto un documento di fuoco contro l’amministrazione lombarda.
Colpisce, per esempio, una analisi de ‘
lavoce.info’, che evidenzia come, a parte tutto, ogni posto letto ospedaliero italiano costa quasi il doppio di quello tedesco, e per di più quelli tedeschi sono circa 800 ogni centomila abitanti, da noi poco più di 318 e costano da noi 260.000 l’uno, in Germania 138.000 l’uno per anno.

Colpisce, o forse no, che in un momento simile, il capo-sardina, improvvisamente redivivo forse perché autore di un best-seller, non trovi meglio da dire che proporre i medici e gli infermieri per la medaglia d’oro al valore civile … e meno male che erano il rinnovamento della politica e il trionfo della competenza.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.