giovedì, Ottobre 1

Tra Conte – pochette, politicanti vari e Cei, meno male che Francesco c’è Mentre molti cretini -politicanti e non solo- sbraitano che è tutto finito e si deve riprendere tutto (… infatti, vedasi Germania), Papa Francesco tira un calcio negli stinchi alla CEI (e non solo) da immobilizzarli per due anni

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Meno male che … Francesco c’è! Sì. Inutile dedicare tempo (quello dell’era del coronavirus Covid-19) a discutere della singolare trovata, l’ennesima, di Giuseppe Conte – pochette in materia di dipiciemme, dove ha inventato la figura delcongiunto’. Cosa sia un congiunto è un mistero assoluto, lasciamolo tale. Tanto più che, non contento delle sue settanta pagine di prescrizioni astruse e di ‘protocolli’, altra parola che gli deve piacere assai, la dice a ogni momento, ci si potrebbe divertire, ma lascio ad altri lo ‘sfizio’, si accinge a scriverne altre, in attesa del nuovo modulo di autocertificazione in cui saranno menzionati anche gli ‘affetti stabili’, parola di pochette.
Dico solo che la parola ‘congiuntoè una parola che non ha un contenuto giuridico, non si trova nei codici, non è un termine giuridico, né burocratico. Chiunque si occupi di leggi, e magari sia laureato in giurisprudenza, apprende due cose nei primi tre mesi all’Università: non usare mai parole ambigue, che non abbiano una definizione giuridicamente ricostruibile, e scrivere le leggi in parole poche e semplici. E invece, parole di fantasia e sproloqui di settanta pagine per definire protocolli, che sono insufficienti e incompleti, prima ancora di essere pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale.

Tanto che il predetto, interpellato sul significato del ‘congiunto’, invece di mandarlo al diavolo (l’interpellante, non il congiunto) si è affrettato, cioè no, dilungato, a spiegare che anche una persona legata da un ‘affetto stabile’, è ‘congiunto’. E quindi attendetevi tranquillamente altre decine di pagine per spiegare bene cosa è stabile e cosa no, anzi, quanto è stabile un affetto stabile e quanto non lo è. E così via all’infinito. Immaginate solo il poliziotto, alle prese con uno che va a trovare l’affetto stabile …

Ma ora, dopo avere chiesto alle banche (che evidentemente se ne fregano) di fare il loro mestiere ‘per un atto d’amore ‘, si devono fare anche i protocolli contro lo spegnimento della vita spirituale, urgentissimi per Attilio Fontana, che continua ad avere un paio di centinaia di anziani morti al giorno! Anche perché Andrea Riccardi (che fino a oggi consideravo una persona di rara serietà e di alta coscienza … spirituale, anche perché, fortunato lui, non meridionale!) afferma seriamente, sulla scia di un’altra associazione che, purtroppo, non manca mai di deludere, la CEI, che «il Governo spegne la vita spirituale». Nientemeno! Anzi, la predetta CEI, parla di «negazione della libertà di culto». Il che, francamente mi sorprenderebbe se non mi facesse ridere a crepapelle … detto dalla CEI! Ma forse si riferiva alla libertà di culto delle altre religioni?

Ma scusate, al di là dei testi sacri, se c’è una cosa che abbiamo perfettamente capito, penso perfino i cardinali della CEI per non parlare dei vescovi, è che a stare tropo vicini si rischia di infettarsi di questo virus tremendo, che a tutt’oggi, in due mesi, solo in Italia ha fatto qualcosa come trentamila morti (per la precisione, nel momento in cui scriviamo, 26.977 secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità), e forse il 36% in più di questi dichiarati, come ci spiega Milena Gabanelli. In altre parole, la ‘banale influenza’ della dr.ssa Maria Rita Gismondi, di Vittorio Sgarbi e di Donald Trump (ma lì, per fortuna, ormai bevono varechina a litri e in poche ore l’infezione scomparirà, beati loro!) ha fatto una strage, e continua a farne, visto che ancora oggi, quando molti cretini sbraitano che è tutto finito e si deve riprendere tutto, i morti sono 382 (dati di ieri della Protezione Civile), certo in gran parte anziani, sempre meno anziani, ma comunque anziani, …. che bella consolazione!
Visto ciò, la cosa più ovvia e urgente da fare è una e una sola: evitare di stare vicini gli uni agli altri, evitare di sputarsi in faccia, evitare di toccare cose senza lavarsi le mani prima e dopo.
Sorvolo sulle altre religioni, ma
a Messa che si dovrebbe fare se la si riprendesse come vorrebbe la CEI? Si fa entrare la gente uno per banco e poi il prete ripete la messa ogni venti minuti per ventiquattro ore; e la comunione, ecc.? ma possibile che si debba perdere tempo per discutere di queste scemenze?
Tanto che,
chiaramente esasperato da queste idiozie, Papa Francesco, durante la quotidiana mattutina Messa a Casa Santa Marta, tira un calcio negli stinchi alla CEI (e non solo) da immobilizzarli per due anni, dicendo «In questo tempo, nel quale si incomincia ad avere disposizioni per uscire dalla quarantena, preghiamo il Signore perché dia al suo popolo, a tutti noi, la grazia della prudenza e della obbedienza alle disposizioni, perché la pandemia non torni».
Capito? la grazia della prudenza e della obbedienza. Tradotto: non fate i fessi, è vero che Dio vi vuole (anche se credo che la cosa sia ancora tutta da dimostrare) a Messa, ma, premesso che il Padreterno non è fesso per definizione, non esiste una prescrizione chiarissima di Dio stesso che dice ‘non tentare il Signore Dio tuo’? Ricordo male o lo disse un certo Gesù, ai suoi discepoli e a chi gli chiedeva di scendere dalla croce?

Certo, lo sappiamo bene, la CEI è un potere fortissimo in Italia e non manca mai di farlo pesare, ma è possibile che debba intervenire il Papa a dire di non fare i fessi e … di rispettare il Vangelo? Una delle virtù di un cattolico è l’umiltà: che aspettate a chiedere scusa e a recitare un paio di rosari per penitenza, magari insieme a Matteo Salvini e a Barbara D’Urso?

Resta, comunque, il fatto che pochette una ne fa e dieci ne pensa e quindi sta già lì tutto concentrato a scrivere ‘protocolli’ (quanto gli piace fare i protocolli!) e già sta facendo le prove per recitarli in TV, guardandosi tutto tronfio in televisione … ci avete fatto caso? Ormai parla solo a sé stesso guardandosi mentre parla e ‘fa le mosse’, cioè fa i gesti allusivi in favore di telecamera, alza il dito, picchia (piano perché se no il microfono rimbomba) sul tavolone, dove arriva dopo avere percorso il solito lunghissimo corridoio … ma legge, deve necessariamente leggere. Bah. Si ricordi pochette, ciò che insegnano il primo mese a Giurisprudenza: più parole ci sono in una legge e più la legge diventa inapplicabile, il regno degli azzeccagarbugli, come un certo Alessandro chiamava gli avvocati, ma Manzoni era un malfidato, si sa.

Ma poi. In un recente studio, credo vagamente attendibile l’Osservatorio sui giovani (lunedi su questo giornale) osserva che «I giovani … nel pieno di un’emergenza che circa la metà di loro (47,2%) ritiene essere stata inizialmente sottovalutata, riorganizzano oggi le proprie attività e stabiliscono nuove priorità…Il maggior tempo a disposizione non si è tradotto in un abuso di videogames (10,1%) o social network (9,1%)» e spiega che sono anche molto preoccupati per la salute propria e quella dei propri cari … che qualche giovane abbia letto il Vangelo? Tanto più che, se ben capisco, non credono molto alla “invasione russa strisciante”, messa in luce con uno scoop epocale dalla nuova Repubblica elkanniana! E forse non considerano glianzianiroba da buttare nella spazzatura, da non fare più votare, come ricordava nelle scorse ore Giovanni Maria Flick, a proposito delle genialità del vate degli stellini.

Poi ci sono i politicanti che, ignari del fatto che dove sono state allentate le misure il virus ha ripreso la corsa (vedasi la Germania, come ci dicono le cronache di queste ore), sentono odore di ‘liberazione’ e sbraitano, a cominciare da Matteo Renzi (l’aspirante siluratore di Conte) che discetta di violazioni della Costituzione e non so che altro per ‘segnare un punto di rottura’ con Conte in difficoltà (‘Huffingtonpost’, nella nuova versione filo-renziana), e da un certo professor Stefano Ceccanti (forse un renziano di ritorno?) che dice che sulla app Immuni occorre adottare una legge, anzi, una fonte primaria e spiega «Fonte primarie significa una legge approvata in Parlamento e non dal solo Governo, in un dibattito pubblico e trasparente tra le forze politico-parlamentari». Un momento, piano eh. Se si vuole fare una legge si può anche farla, ma, professor Ceccanti, solo per maggiore garanzia, perché, come noto, sia la Dichiarazione Universale sui diritti dell’uomo (ex art. 10 Costituzione) sia i Patti sui diritti dell’uomo e la Convenzione Europea (ex art. 117.1 Costituzione) esplicitamente consentono certe limitazioni alle libertà individuali in situazioni di emergenza.
Ma se la famosa app viene solo suggerita, non occorre nulla di nulla. Ciò non toglie, e qui voglio essere serio, serissimo caro prof. Ceccanti, che io confermo che, a meno non sia obbligato dalla legge, non installerò quella app. Non perché violi alcunché, l’ho detto qui sopra, e nemmeno perché non voglia dare informazioni al mio Governo, che ha tutto il diritto di chiedermele, data l’emergenza, ma perché, molto più semplicemente e qui c’entra lei in quanto politico, io non mi fido, non mi fido affatto che quei dati saranno cancellati e non utilizzati e ritorti contro di me. Non mi fido, caro prof. Ceccanti, e se non mi fido (e come me molti, temo) la colpa è della politica italiana che ci ha abituati a sapere, non credere, che di certe garanzie o promesse non ci si può mai fidare, anzi, che dei politicanti non ci si può mai fidare. In Italia si brucia in pubblico la pellicola di ‘Ultimo Tango’, col plauso della CEI, ma sul resto non ci conterei molto.
È solo normale, comune, sana diffidenza!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.