martedì, Ottobre 20

Tony Renzi e Francesca Deng field_506ffb1d3dbe2

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renzi

 

Ormai lo sapete che amo le acrobazie sui paradossi e le contorsioni fra le fantasie.

Per cui, leggere sul giornale di ieri la strana correlazione che imperversava sulla stampa anglosassone fra Matteo Renzi e Tony Blair ha scatenato il mio istinto all’immaginazione estremizzante.

La scorsa volta vi ho dipinto un Renato Brunetta adorno di cappello frigio (di seconda mano… quanto costa un cappello frigio in buono stato di conservazione?)? Ebbene, oggi questo ardito parallelismo, lanciato dai giornali inglesi e ripreso dagli osservatori italiani, non mi ispira similitudini politiche, bensì una fantafiction che le storie di vampiri di qualche serie simil Twilight gli viene l’itterizia dall’invidia.

Ho ripescato dalla mente il gustoso gossip che, recentemente, è circolato  riguardo Tony Blair [1953] (scatenando le ire della moglie Cherie, che è diventata Poison, altro che Cherie) e la consorte (ormai ex) del tycoon australiano e magnate dell’editoria mondiale Rupert Murdoch [1931], Wendi Deng [1968], fascino da geisha e, permettetemelo, cotta da adolescente per colui il cui cognome (che è anche un nome gaelico) significa ‘Figlio dei campi’.

Il che mi farebbe pensare ad un capostipite concepito a Beltane, in un incontro non proprio legittimo, andando in camporella.

E, se proprio devo essere sincera e coerente con le mie considerazioni genealogiche, sempre meglio un Blair figlio dei campi, ossia inno alla vita, che un Murdoch il cui cognome puzza lontano un miglio di morte [da Murder = assassino].

Il fatterello, emerso da qualche settimana sul Mail of Sunday (è di Murdoch o no?), vuole che i due, Wendi e Tony, frequentandosi per motivi mondani, abbiano scoperto un’attrazione reciproca e lei in un bigliettino, quasi un ‘pizzino’, ammetta di avere ‘warm feelings’ per lui. Una storia charming, dove si ciacola d’incontri clandestini in ville faraoniche ed in yacht da nababbi, in cui, si sa, la cornice per trepide e torride notti d’amore è particolarmente favorevole.

Questo precedente dovrebbe mettere sull’avviso l’anziano demagogo nostrano che, come Lady Macbeth, si agita sull’ombra non di Banco ma di ben 4 golpe ai suoi danni.

Tanto per rimanere in tema shakespeariano, già lo vediamo dimenarsi come un serpente, mentre urla: «Un cavallo, un cavallo, il mio Regno per un cavallo».

Indarno, essendo circondato da asini a cui, per di più, manca il fatidico quid (salvo scoprire, in ritardo, che il quid ce l’hanno, ma, come Giove, lo usano per accoltellare Crono).

Indeciso su quale sia la via migliore per rimanere incollato alla vita politica, malgrado senta avvicinarsi il tintinnìo delle manette e del braccialetto elettronico  -ormai li abbiamo comprati? E, allora, usiamoli!-  costui le tenta tutte: ad esempio, propone una liaison dangereuse ancora più incestuosa delle grandi intese, fra il suo gruppo politico, il Sel di Nichi Vendola (alla faccia dell’omofobia’ della fedelissima Michaela Biancofiore) e il M5S di Beppe Grillo.

Una specie di drago a tre teste di gente che si è sempre sputata reciprocamente veleno e che, come un personaggio mitologico, avrebbe sempre il fegato ‘rosicato’ dall’aquila della discordia atavica.

Oppure, l’iperattivo non rassegnato lancia ami al neo-Segretario PD, ché, tanto, loro due un po’ di cose in comune le hanno, non fosse altro una cena ad Arcore svoltasi neanche tanto tempo fa.

In questo secondo caso, però, farebbe bene a stare attentino, visto che s’accompagna a una neanche trentenne che, data l’età e il  DNA vesuviano, potrebbe anche essere attratta dalla parlantina del più giovane (che oltretutto, toscaneggia) e che ha anche altre cartucce da sparare, dopo essere stata fatalmente attratta da quello stesso àtout retorico del più anziano.

Fotografata nei pressi del suo ‘badato’, la Ninfa Egeria del Forza Dudù appare fresca e tosta, cosa che fa ancor più tragicamente risaltare il declino inceronato del suo boyfriend.

Anzi, certamente, data l’età ben più verde, è solo per bontà d’animo che esagera con cazzuolate di phard, che le rendono gli zigomi rubicondi come le gote paonazze della protagonista del cartoon Heidi. La paglia, messa accanto al fuoco, brucia. Dunque, sulla scorta delle esperienze dell’inviso Murdoch (il ‘nostro’ non ha un buon rapporto col quasi coetaneo),  sarebbe meglio che non ci fossero troppi contatti fra Francesca Deng e Tony Renzi, pena il tarlo della gelosia dietro l’angolo…

Tanto, a Villa Certosa non sarebbe la prima volta che circolano pizzini… e, non propriamente d’amore.

 

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