venerdì, Settembre 25

Tombe musulmane del Medioevo scoperte nel Sud della Francia

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Yves Gleize, archeo-antropologo dell’Inrap e dell’Université de Bordeaux, ha studiato gli scheletri di tre tombe musulmane scoperte durante degli scavi a Nîmes. Si tratta del sito più antico scoperto in Francia e queste tombe sono i primi indizi della presenza delle comunità musulmane nel sud nel Medioevo tra il VI e VIII secolo.

Le tre tombe sono state scoperte nel 2006 in prossimità di un importante viale di Nîmes, l’Avenue Jean Jaurès, in occasione della costruzione di un parcheggio sotterraneo. Mostrano chiaramente riti funebri musulmani: i corpi di tre uomini sistemati sul lato, la testa che guarda in direzione de la Mecca.

E’ possibile trovare altre tombe o tracce di presenza musulmane? Per Yves Gleize “ci sarà la possibilità con l’avanzare degli scavi archeologici di trovare nuove tombe”“Storicamente ci sono poche tracce. Le tombe sono state trovate all’interno di una cinta romana. Lì sotto abbiamo trovato le tombe e ancora più giù sotto metri di terra tutto un quartiere dell’epoca romana”. Altre tombe sono state scoperte a qualche centinaio di metri: “Ma non possiamo essere sicuri che siano cristiani perché a quell’epoca non erano sepolti sistematicamente nei cimiteri” dice Gleize.

Per quel che riguarda le tombe musulmane, questi individui sono venuti diverse volte a seppellire i loro morti. Due delle tombe sono l’una accanto a l’altra e la terza è molto più lontana”.

 

‘La prima traccia materiale’ del passaggio dei musulmani in Francia nel VII secolo

“Sapevamo che i musulmani erano venuti in Francia nel VII secolo, ma fino a quel momento non avevamo nessuna traccia fisica del loro passaggio”, dice l’antropologo, autore di una ricerca pubblicata negli Stati Uniti sulla rivista Plos One’“Avevamo un paio di monete e frammenti di ceramica, segni di commercio, ma niente di più”. Per lui “le l’analisi archeologiche, antropologiche e genetiche di queste tombe forniscono prove fisiche di una occupazione musulmana, a differenza della penisola iberica al sud dei Pirenei, che era sotto l’occupazione araba per secoli”.

Le analisi del DNA, raccolti dai denti e dalle ossa, suggeriscono che erano di origine nordafricana. “Essi erano rispettivamente di età compresa tra i 20 e 29 anni il primo, verso i trent’anni il secondo, e più di 50 anni il terzo. Non avevano segni di ferite. La datazione radiometrica delle ossa dice che hanno vissuto tra il VI e il VIII secolo”. Secondo l’antropologo, “questi dati suggeriscono che questi tre scheletri berberi sono stati reclutati nell’esercito del califfato Omayyade durante la conquista araba del Nord Africa nel VII secolo”Fino ad oggi, la più antica sepoltura musulmana scoperta in Francia era a Marsiglia e risaleva al XII secolo.

 

La coesistenza di musulmani e cristiani

La presenza dei musulmani a Nîmes tra il 719 e il 752 si ritrova anche nei testi antichi. Per ora, la dimensione di queste comunità non è ancora nota. “Tuttavia, essi non sono rimasti molto a lungo. Charles Martel ha preso il controllo della città nel 737, cinque anni dopo la vittoria decisiva di Poitiers contro i Saraceni, distruggendola forse per punire le persone che avevano accettato la protezione dei musulmani” suppongono gli antropologi. Le tre tombe, che erano relativamente vicine a sepolture cristiane, sono il segno di una possibile coesistenza dei musulmani con le popolazioni indigene. E tutte queste tombe erano all’interno delle mura romane, che forse definivano una comunità urbana hanno detto i ricercatori.

Molti storici hanno ipotizzato che a Narbonne, città che era un tempo sotto il dominio musulmano durante il Medioevo, la popolazione locale possa aver accettato una sorta di tutela da parte dei musulmani per poter preservare le loro leggi e tradizioni. “La scoperta di Nîmes fa apparire l’ipotesi di un rapporto più complesso fra la comunità musulmana e cristiana nel Medioevo” dice Yves Gleize. Soprattutto, la scoperta di queste tombe accanto a quelle cristiane dimostra che i musulmani erano integrati nella comunità molto prima di quanto avessimo immaginato”.

Questo studio fornisce la prima testimonianza archeo-antropologica dello stabilimento musulmano nel sud della Francia. La scoperta non solo discute i primi dati antropologici e genetici che regolano l’occupazione musulmana del territorio Visigoto ma evidenzia anche la complessità dei rapporti tra le due comunità in questo periodo.

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