domenica, Agosto 25

Togo: Francois Ayi, il ‘falso messia’ degli ebrei africani   Ayi convinse Israele e la comunità ebraica internazionale di essere una persona influente in Africa e di poter promuovere gli interessi israeliani e di diffondere l'Ebraismo nel continente

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Israele ha sempre condotto una politica estera in Africa composta da affari speculativi, vendita di armi, commercio di oro, diamanti, minerali preziosi, e da lucrosi investimenti in infrastrutture e agricoltura. In vari casi ha funto da quinta colonna per gli interessi americani. L’intreccio tra la politica estera israeliana e quella americana in Africa non è solo legato ad una lealtà verso Washington che difende ad oltranza lo Stato di Israele e ne tollera i crimini contro l’umanità commessi sul popolo palestinese. Vi è un complesso intreccio di interessi tra Israele e la potente lobby ebraica americana che ha diramazioni nel Congresso, nella Casa Bianca, nel Pentagono, nella CIA, nell’apparato industriale e nell’ alta finanza americana. 

L’antiterrorismo in Africa è un altro fattore che ha sottratto molte energie ad Israele, impegnato a contenere i gruppi terroristici islamici come Boko Aram, Al-Shabaab, Al Qaeda Magreb e particolarmente preoccupato dalle infiltrazioni del DAESH e dalla politica estera iraniana nel continente.  A più riprese l’aviazione israeliana ha bombardato installazioni militari in Sudan per impedire che Teheran installasse una base navale militare nella città portuale di Port Sudan, strategica non solo come terminale di esportazione petrolifera ma anche per il controllo del Mar Rosso. In Egitto Israele appoggia attivamente il Generale Al-Sisi raffigurato come un valido alleato contro il dilagare del terrorismo islamico. In cambio di questo appoggio il Generale Sisi rende difficile l’approvvigionamento di armi ma soprattutto di cibo, medicinali e materiali di costruzione importati nella striscia di Gaza soggetta da ormai 15 anni ad un vero e proprio assedio terrestre e navale per spezzare la resistenza palestinese e il partito islamico Amas. 

All’interno di questa politica estera rivolta all’Africa, vi è una forte componente ideologica dell’ebraismo. Tutti gli ebrei africani hanno ricevuto sostanziali aiuti, protezione e la possibilità di essere accolti in Israele. Particolarmente forte questo interesse presso la comunità ebraica di Gondar in Etiopia. Questa comunità viene esclusa dalla feroce lotta di Tel Aviv contro l’immigrazione africana, permettendo ai suoi membri di vivere, lavorare e prosperare in Israele. Con il Rwanda condivide la triste sorte dei due ultimi Olocausti della storia moderna: la Shoah della Seconda Guerra Mondiale e il genocidio del 1994. Questa condivisione estremamente emotiva ha trasformato Israele in un prezioso alleato politico militare del governo ruandese di Paul Kagame. La componente ideologica dell’ebraismo, essendo trattata non sul piano razionale ma su quello religioso, espone Israele a strumentalizzazioni da parte di astuti africani, capaci di sfruttare a proprio vantaggio il fattore religioso. 

Il caso più eclatante anche se poco noto è quello di François Ayi un immigrato togolese in America. Tramite un’astuta retorica Ayi convinse Israele e la comunità ebraica americana di essere una persona influente in Africa e di poter promuovere gli interessi israeliani e, soprattutto, la religione ebraica nell’Africa Occidentale in contrapposizione all’Islam. La storia di Ayi inizia nel 1989 quando giunge come ordinario migrante negli Stati Uniti. Per sbarcare il lunario, dichiarò di appartenere alla dinastia reale del Togo spodestata dalla colonizzazione francese e successivamente dalla repubblica dopo l’indipendenza.  L’appartenenza alla famiglia reale era di primo sangue secondo quanto affermava quindi egli era l’ultimo Re vivente del Togo. Per sostenere la sua fantastica storia falsificò documenti storici togolesi collegati alla dinastia reale su accordò con vari esponenti della etnia togolese collegata alla famiglia reale affinché supportassero le sue origini e testimoniassero che era realmente l’ultimo Re facendo credere che fosse riconosciuto come tale dal popolo togolese e che esercitasse su di esso una forte influenza morale e politica. 

Alle mistificazioni del sangue reale associò la componente religiosa abbracciando l’ebraismo dopo che Mosé gli sarebbe apparso in sogno per illuminarlo. I documenti storici abilmente falsificati e la complicità di vari togolesi indussero anche il governo del Togo a credere alle origini reali di Ayi e a trattarlo come tale. Fondò una chiesa ebraica della diaspora africana negli Stati Uniti e si improvvisò  portavoce di varie famiglie reali africane con l’obiettivo di promuovere l’antica e gloriosa storia dei regni pre coloniali: il regno del Togo,  di Timbactu, del Bacongo, del Zulu, del Buganda, del Ururi (Burundi Rwanda) e dell’Etiopia. Ayi studiò approfonditamente la storia dei regni etiopi causa il loro collegamento con l’ebraismo. Gli etiopi sostengono che la loro regina di Saba aveva avuto un figlio dal mitico Re Salomone

Il figlio fondò la dinastia reale Amara che dal Re Menelik I regnò incontrastata fino alla caduta di Haille, collegando la religione ortodossa con l’ebraismo e proteggendo la comunità ebraica etiope, libera di prosperare nel Paese. Gli ortodossi etiopi sostengono di custodire e proteggere molte reliquie ebraiche tra cui l’Arca dell’AlleanzaFrancois Ayi prese contatto con i più famosi rabbini ebraici americani e gli propose di diffondere la religione ebraica in Africa attraverso i discendenti delle varie famiglie reali che ancora godevano di rispetto e influenza presso le loro popolazioni. Promise di organizzare a tale scopo un convegno di tutti i Re africani in Israele per sancire un’alleanza morale e mistica come base della diffusione dell’ebraismo nel continente. 

L’unico ostacolo a questa ben architettata messa in scena provenne da un Pastore luterano della Pennsylvania, il Reverendo Gordon White che conosceva Ayi prima di immigrare negli Stati Uniti. Il Reverendo White presentò delle prove per smascherare l’impostore al Dipartimento di Stato Americano spingendo il governo a non considerare Francois Ayi come ufficiale rappresentante della famiglia reale del Togo, di cui ramo si era estinto negli anni Sessanta.  Nonostante questo serio ostacolo che minava la sua credibilità, Ayi fondò due organizzazioni non-profit, la Royal Ayi Foundation e la Royal Green Cross che riuscirono ad attrarre fondi sufficienti per costruire scuole, orfantrofi e centri di sanità in Togo oltre ad inviare medicinali nei villaggi.  Nonostante le prove presentate dal Reverendo White, Ayi non perse il supporto della lobby ebraica americana riuscendo a convincerla che White stava compiendo una meschina operazione di discredito tesa ad ostacolare la diffusione dell’Ebraismo in Africa che avrebbe eroso il potere delle chiese protestanti nel continente. L’opera di convinzione era supportata dall’ immutato sostegno di illustri esponenti della popolazione togolese che confermavano le origine regali di Ayi in quanto collegati nel fantasioso, ma lucroso affare da lui escogitato. 

Nel 2014 Francois Ayi aumentò l’appoggio della comunità ebraica americana e decise di recarsi in pellegrinaggio in Israele per studiare meglio i testi originali della Torah. Il suo maggior sostenitore divenne il Rabbino Daniel Assur che era fermamente convinto delle origini regali di Ayi e lo vedeva come il miglior strumento per diffondere l’Ebraismo in Africa tramite le famiglie reali che Ayi sosteneva di essere in contatto. L’appoggio del Rabbino Assur assicurò quello di importanti Rabbini in Israele aumentando il prestigio di Ayi che stava macinando milioni di dollari grazie ai fondi donati alle sue due fondazioni. Ayi aveva astutamente compreso la dedizione del Rabbino Assur alle radici africane dell’Ebraismo e il suo desiderio di diffondere la vera e unica religione monoteista nel continente

Dopo il pellegrinaggio di Ayi in Israele, il Rabbino Assur riuscì a coalizzare altri rabbini americani e israeliani convincendoli a supportare anche finanziariamente gli sforzi di Francois Ayi per diffondere l’Ebraismo in Africa.  L’appoggio ricevuto dai più autorevoli rabbini ebraici permise ad Ayi di conquistare la credibilità e i fondi del governo Israeliano. In successivi viaggi in Israele incontrò vari ministri ed esponenti del governo e riuscì a conquistare l’appoggio del Rabbino Chaim Kanievsky, leader della comunità Haredi Ebraica

Francois Ayi convinse tutti questi illustri sostenitori delle reali possibilità di diffondere l’Ebraismo in Africa tramite le sue connessioni con altri Re africani al fine di contrastare l’espansione dell’Islam, del Cattolicesimo e del Protestantesimo. Se fossero stati stanziati sufficienti fondi, questi avrebbero permesso ai vari Re di convertire i loro popoli all’Ebraismo e Israele sarebbe diventato la Mecca per gli africani convertiti. Questa promessa fu presa in seria considerazione dal governo israeliano che intravedeva nel progetto di proselitismo di Francois Ayi un’ottima arma per rafforzare il legame di Israele con l’Africa e conseguentemente i propri interessi. I fondi aumentarono considerevolmente e Francois Ayi era ormai diventato un milionario. 

Il suo declino iniziò nel 2016 quando il suo principale sostenitore, il Rabbino Daniel Assur, entrò in possesso di documenti redatti dal governo del Togo che comprovavano che la dinastia reale si era estinta negli anni Sessanta, dimostrando che Ayi fosse solo un abile ed intelligente impostore capace di manipolare le persone. Questi documenti provocarono un profondo rammarico nel Rabbino Assur che si era esposto nella comunità mondiale ebraica sostenendo Ayi. Al posto di smascherare immediatamente l’impostore, il Rabbino Assur continuò la sua collaborazione con Francois Ayi ignaro dei documenti consegnati accorgendosi che la sua conoscenza della Torah e dei Mitzvoth era superficiale e strumentale. “Insospettito dalle prove ricevute piano piano iniziai a comprendere il castello di sabbia e di menzogne costruito da Francois Ayi. Compresi che la diffusione dell’ebraismo in Africa era falsa e compresi il rischio che conotati idolatri si infiltrassero all’interno della sua evangelizzazione della Torah.” affermò il Rabbino Assur al quotidiano ebraico Hebrew Language Orthodox. 

In effetti Francois Ayi aveva realmente convinto vari Re africani ad appoggiare la diffusione dell’Ebraismo convincendoli che poteva diventare un ottimo business in quanto Israele e la comunità ebraica americana erano intenzionati a spendere follie per la realizzazione del progetto. I sui conti bancari erano la prova più concreta. Negli ultimi anni i finanziamenti alle sue due fondazioni erano aumentati del 60% arrivando a capitalizzare 94 milioni di dollari. Alcuni Re compresero la portata dell’affare ma si posero il dubbio di come riuscire a diffondere una religione estranea al contesto culturale e religioso africano. 

L’intelligente e spregiudicato Ayi rispose che era sufficiente diffondere una versione modificata della Torah inserendo elementi della religione animista per una più facile accettazione della nuova religione, proprio come aveva fatto il Cristianesimo ai suoi albori in Occidente inserendo molti elementi della religione pagana romana. Primi tra tutti il culto dei due gemelli fondatori di Roma, Remo e Romolo, incarnati da Pietro e Paolo che nella realtà appartenevano a due cristianesimi diversi e si detestavano tra loro. Il Cristianesimo aveva anche assorbito molti elementi della religione di Mitra, sorta anch’essa in oriente e molto popolare tra l’esercito romano. Queste contaminazioni permisero al Cristianesimo di diventare, con l’Imperatore Costantino, la religione ufficiale dell’Impero. 

Ayi, ignaro dei dubbi nutriti dal suo principale sostenitore il Rabbino David Assur, incontrò nel 2016 il Ministro israeliano degli Affari Religiosi, David Azulai, chiedendo di riconoscere il popolo del Togo come una delle tribù israelitiche disperse affermando che le prove che i togolesi discendessero da Israele erano rintracciabili nel loro DNA. Durante l’incontro fece l’errore di proclamarsi Messia inviato da Dio e da Mosè senza comprendere che stava compiendo un atto blasfemo già compiuto 2000 anni prima da Gesù Cristo mai riconosciuto come Messia dal mondo ebraico. 

Il governo israeliano assieme al Rabbino David Assur iniziarono delle indagini per approfondire le origini monarchiche di Francois Ayi. Contattarono il Re del Ghana la cui famiglia si era convertita all’ebraismo generazioni addietro. Il Re del Ghana, pio e devoto alla Torah, affermò di non conoscere Francois Ayi e che la dinastia reale del Togo si era estinta negli anni Sessanta per mancanza di eredi. Non a caso Ayi non aveva mai contattato il Re del Ghana né lo aveva coinvolto nel suo progetto di proselitismo ebraico in Africa. Il Re del Ghana mostrò documenti ufficiali della dinastia reale del Togo dove il nome di Francois Ayi non compariva essendo lui totalmente estraneo ad essa.

Questa ultima e inconfutabile prova screditò in maniera definitiva Francois Ayi. Il governo israeliano e la comunità ebraica americana presero immediate distanze dalmessiae i finanziamenti furono interrotti. Il governo di Tel Aviv e il Rabbino Dadid Assur intrapresero una causa contro Francois Ayi presso il Dipartimento di Stato e la magistratura americana accusandolo di frode e di aver assunto false identità per attirare illegalmente finanziamenti internazionali. La magistratura esaminando il dossier arrivò alla conclusione che non vi era nessun contratto o testo scritto che legasse i fondi ricevuti dalla due fondazioni di Ayi all’opera di proselitismo in Africa. 

Le due fondazioni erano impegnate esclusivamente in opere umanitarie nel settore sanitario ed educativo. Nei documenti ufficiali i fondi erano stati ricevuti per sostenere l’assistenza umanitaria. L’opera di proselitismo non era minimamente accennata in quanto il fine ultimo dell’assistenza ebraica ad Ayi doveva rimanere segreto. Francois Ayi aveva abilmente contraffatto i rapporti finanziari delle donazioni in Togo facendoli autenticare da auditor compiacenti, mentre manteneva una amministrazione impeccabile nelle sedi delle due fondazioni negli Stati Uniti. I milioni di dollari ricevuti, decurtati dagli stipendi (assai alti) del personale in America e Togo, costi di funzionamento e costi amministrativi, figuravano essere stati utilizzati per la realizzazione di scuole, orfanotrofi, centri sanità rurali e distribuzione di medicinali. 

Vi era il sospetto che i costi di realizzazione delle infrastrutture e dell’acquisto di medicinali fossero stati artificialmente gonfiati, ma la certificazione dei rapporti finanziari fatta da una ditta di Audit riconosciuta presso l’Unione Africana metteva Francois Ayi al riparo da ogni controversia giudiziaria. La giustizia americana non volle entrare in merito sulla vera appartenenza di Ayi ad una monarchia africana in quanto considerava assai difficile comprenderne la veridicità in un contesto alieno agli Stati Uniti dove i documenti storici erano considerati dubbi e spesso contaminati da tradizioni orali soggette a continue revisioni storiche

Il grande affare di Francois Ayi, il ‘messia ebreo in Africa’ si interruppe, ma l’astuto impostore non subì alcuna conseguenza legale e vive tranquillamente e agiatamente negli Stati Uniti, anche se disprezzato dalla comunità ebraica americana. Nonostante il raggiro e la truffa subiti, il Rabbino David Assur continua il suo sogno di proselitismo della religione ebraica in Africa, affermando che l’azione di Francois Ayi riguarda una singola persona priva di scrupolo e non mette in discussione il progetto nel suo insieme. “Ci sono molti discendenti di Israele in Africa e non possiamo abbandonare le ricerche per colpa della blasfema opera di un uomo. La comunità ebraica mondiale e Israele hanno il dovere morale di continuare questa missione dettata da Dio”. 

La credibilità morale del Rabbino David Assur è stata intaccata dalla colossale truffa subita anche se egli continua ad essere una  tra le massime autorità dell’ebraismo mondiale. Qualcuno sussurrò che se avesse dato ascolto al Reverendo protestante Gordon White che aveva smascherato l’impostore Francois Ayi 15 anni prima, la comunità ebraica e lo Stato di Israele non sarebbero divenuti vittime del raggiro. All’epoca David Assur non prestò fede alle parole del Reverendo White convinto che agisse per ostacolare il progetto di evangelizzazione dell’Ebraismo in Africa.

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