lunedì, Settembre 28

Thomas Sankara, il sogno assassinato del Burkina Faso Intervista con Silvestro Montanaro, autore di un documentario sull’ex presidente del paese africano

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Sankara voleva liberare gli africani dal debito pubblico e dal giogo delle grandi potenze mondiali che sfruttano il loro continente. Pensa che sia un progetto concretamente realizzabile? Assolutamente si. L’aver rimandato per troppo tempo la soluzione di questo snodo della storia dell’uomo ci ha portato agli orrori del nostro oggi. Un fiume umano in piena crescente è in fuga da luoghi cui è negato ogni diritto ed ogni speranza di futuro. Gli accordi criminali tra grandi interessi del mondo sviluppato ed élite corrotte di quei paesi sono una minaccia crescente ad ogni idea minima di democrazia. I meccanismi di rapina operati ai danni dell’Africa intera, anche attraverso l’arma del debito contratto tra istituzioni finanziarie spregiudicate e satrapi locali sulla pelle di quelle popolazioni, sono gli stessi che oggi mettono in ginocchio le nostre società spingendole verso quegli stessi inferni. Quanto denaro sporco proveniente da questi traffici e da queste rapine finanzia le campagne elettorali nei nostri paesi, rende più potenti i nostri governanti, inquina le nostre democrazie?

La politica intesa come attività nobile e disinteressata a favore degli ultimi e delle persone in difficoltà è un’utopia?

Ma se la politica non è questo, cos’è? Rapina, arricchimento e potere personale, clan e potentati, miseria per i tanti e ricchezza per pochi. Altro che utopia… La politica deve essere rifondata e tornare ad essere ciò per cui è nata. Servizio agli interessi della collettività. Giustizia e pace.

Perché Sankara è stato ucciso?

Ad uccidere Sankara sono stati americani e francesi. Non era tollerabile per loro il cattivo esempio offerto dal presidente del Burkina Faso e dal suo paese. Se lo stato più povero dell’Africa, privo di ogni risorsa, rifiutava le logiche schiavistiche dell’aiuto e ce la faceva da solo, quali performance avrebbero avuto paesi ricchi di ogni bene se avessero seguito il suo modello? Sarebbe stata la fine per tanti corposi interessi che con la scusa dell’aiuto ed utilizzando l’arma del debito hanno ricolonizzato l’Africa. E poi erano insopportabili la sua onestà, le sue idee di giustizia, la sua denuncia del più grande ed oscuro dei poteri della storia dell’uomo, quello finanziario, con la sua brama di schiavizzare il mondo intero alle sue logiche.

L’accostamento tra Sankara e Che Guevara è azzardato?

Sì, e molto. I due personaggi vengono spesso uniti nella leggenda popolare, ma erano profondamente diversi. Sankara era un uomo mite, in fondo un non violento. La sua arma era il sorriso ed il lavoro faticoso di convincimento. La sua idea di cambiamento vedeva protagonisti i popoli e non le élite rivoluzionarie. Un vero democratico, con tutto il rispetto per la vicenda straordinaria del Che.

È realistico pensare che l’Africa possa avere uno sviluppo economico e sociale se non viene cancellato il debito?

Non c’è futuro per l’Africa fino a quando non scriveremo insieme, noi e gli africani, la parola fine ai meccanismi di rapina e di dominio che costringono un intero continente al degrado più totale. Un dato per tutti. In Africa, continente delle materie prime, nessuna di queste viene trasformata in loco. Come mai dovrebbe partire un processo di sviluppo? E i prezzi di queste materie prime sono tutti e sempre decisi da interessi e poteri esterni a questo continente. Questa è schiavitù, furto di vita e di futuro, dominio criminale su quasi un miliardo di esseri umani.

Quali interessi economici ruotano intorno all’Africa?

L’Africa è il continente delle materie prime, innanzitutto di quelle più rare. Uranio, coltan, rutilo e chi più ne ha, più ne metta. È il nuovo vero Medio Oriente energetico con le sue immense riserve di gas e petrolio. Ha infinite terre fertili e centrali solari enormi e naturali. Più potenze hanno dichiarato che queste risorse sono di loro interesse strategico. Innanzitutto gli Stati Uniti. Ma senza l’uranio del Niger, la Francia non potrebbe essere potenza nucleare e permettersi l’assurdo scranno detenuto nel consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Ora è arrivata anche la Cina. Lo scontro tra potenze di questa grandezza alimenta l’orrore sul suolo africano. Più milizie vengono armate. Interi paesi destabilizzati. Milioni le vittime innocenti”

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