venerdì, Maggio 24

Thailandia: un Re avvolto da celebrazioni fastose e da molti dubbi Tre giorni di celebrazioni per l’investitura ufficiale di Re Rama X. Ma molti si chiedono cosa ci sarà da aspettarsi

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Nella giornata di sabato 4 maggio, la Storia della Thailandia e della sua Corona ha trovato il suo appuntamento con il Tempo. Il passaggio di Maha Vajiralongkorn nella forma di Re Rama X, attraverso elaborate e complesse cerimonie ricche di rimandi, citazioni e codificate forme completamente incluse nella tradizione thailandese, hanno coinvolto tutto il popolo del Regno del Siam ma – allo stesso tempo – ha impressionato tutto il mondo ‘di fuori’, tutto ciò che è extra moenia rispetto al mondo thailandese, alla sua gente, alle sue tradizioni.

E’ la prima incoronazione celebratasi in Thailandia da 69 anni a questa parte. Il predecessore, il padre di Maha Vajiralongkorn, cioé Bhumibol Adulyadej, nono Sovrano della Dinastia Chakri, amatissimo dal popolo, vicino al cuore della sua gente ma anche aperto alla comprensione dei mutamenti introdotti dalle modernità, è stato il sovrano più longevo in quanto è stato Sovrano di Thailandia per 70 anni. Ma non è stato solo il più longevo monarca nel suo Paese, è stato anche il 18° più longevo a livello mondiale, tra i più longevi in Asia. Deceduto il 1° dicembre 2016. E’ intercorso un tempo di attesa pari a quello del mantenimento del lutto ufficiale, cioè tre anni. Così, il 4 maggio 2019, dopo aver sposato l’ex capo delle guardie di servizio di sicurezza del Re, Suthida Tidjai il 1° maggio 2019, Maha Vajiralongkorn è stato incoronato Sovrano col nome di Rama X.

E qui vengono i dubbi e le incertezze che si sollevano sia in Patria sia all’estero. Riuscirà Maha Vajiralongkorn a seguire le orme del venerato padre Bhumibol Adulyadej? Entrambi hanno visto coltivate le proprie aspirazioni e formazioni culturali in contesti europei, il Sovrano padre in Svizzera, il figlio in Germania. Le esigenze della Corona, in entrambi i casi, li hanno condotti al ritorno nella terra d’origine ed assolvere i compiti che spettano al Re di Thailandia.

Le immagini di Maha Vajiralongkorn in canottiera e jeans un po’ troppo attillati, spalle quasi interamente segnate da tatuaggi, con un amato cagnolino in braccio al cospetto della rappresentanza militare schierata sotto la scaletta dell’aereo, le immagini del matrimonio svoltosi a Bangkok, nella sede dei Palazzi Reali, a poca distanza dalla incoronazione ufficiale, low profile e in veste dimessa rispetto a quanto accade normalmente in specie a livello televisivo quando a sposarsi sono altre Case Reali nel Mondo, hanno creato strane aspettative soprattutto all’estero.

Quattro matrimoni, sette figli, un passato recente svoltosi nel Regno Unito, in Australia e più recentemente in Germania Maha Vajiralongkorn ha utilizzato i tre anni prima della incoronazione in modo defilato. Il popolo thailandese ha vissuto il lutto dopo la scomparsa di Bhumibol Adulyadej nell’attesa certamente del 4 maggio 2019 e della tre giorni di celebrazioni seguite da tutta la Nazione ma soprattutto in attesa di vedere quel che accadrà da adesso in poi, quando ormai il Sovrano Rama IX è assurto definitivamente ed ufficialmente al soglio regale thailandese.

Bhumibol Adulyadej in 70 anni di Regno ha avuto modo di intervenire spesso nella vita sociale e soprattutto politica della Thailandia. Non sono mancati i colpi di stato militari, ogni volta giunti a sanare ferite che la scena politica thailandese non riesce a curare. Ma il Re è diventato, nel Tempo, una figura garante del mantenimento della pace all’interno dei confini del Regno del Siam. Quello che oggi ci si chiede è se anche il figlio, Maha Vajiralongkorn, riuscirà a fare altrettanto.

Siamo appena fuoriusciti dalle prime elezioni democratiche dalla presa del potere da parte della dittatura militare della Giunta guidata da Prayuth Chan-o-cha avvenuta il 22 maggio 2014. Ma ancora non s’è riuscito a comporre un chiaro quadro parlamentare, vista la sostanziale parità raggiunta dai due schieramenti, quello della coalizione delle formazioni politiche che ruotano intorno alla Giunta militare e quello dei partiti popolari che derivano, attraverso differenti filiazioni, dai movimenti affini alle cosiddette ‘Magliette Rosse’, il fronte popolare vicino alla famiglia Shinawatra che con i due fratelli, prima Thaksin e poi la sorella Yingluck ha guidato il Paese inframmezzandosi proprio coi militari.

In Thailandia spesso si è indicata una certa distanza tra la famiglia Shinawatra e la Corona thailandese, non tanto per scelta effettuata da parte della stessa famiglia Shinawatra. Una distanza certo superiore rispetto a quella che c’è o dovrebbe esserci tra la Corona ed i militari: è stata introdotta la dittatura non a caso ha reiterato la propria fedeltà alla Corona thailandese.

Anche Maha Vajiralongkorn ha fatto valere il proprio ruolo in questi tre anni di attesa della investitura ufficiale. Ha rinnovato tutti i quadri dei funzionari reali che operano all’interno delle strutture istituzionali della Corona, ha via via ‘liberato’ i seggi interni da numerose figure appartenenti all’Era di suo Padre Bhumibol. Ma non ha solo fatto una lenta e progressiva epurazione interna in Casa Reale. Due atti importanti ancora. Prima distanziandosi dai militari quanto basta per ribadire che la Corona è neutra tra i militari e la scena politica nazionale: in questo modo ha protetto la Corona da ogni potenziale ‘spinta’ da parte dei militari verso una qualche direzione favorevole all’apparato di potere dei militari stessi. In secondo luogo, Maha Vajiralongkorn ha fatto valere il proprio peso impedendo l’accesso alla politica per sua sorella maggiore Ubolratana Rajakanya Sirivadhana Varnavadi, candidata del partito Thai Raksa Chart, formazione molto vicina alla famiglia Shinawatra. Il fratello minore ha impedito quella candidatura, ha chiesto ufficialmente lo scioglimento di quel partito, ha considerato la candidatura un atto sabotatorio nei confronti delle norme che prevedono l’assoluta estraneità della Corona dalla politica nazionale, anche se Ubolratana aveva già da tempo rinunciato alle prerogative della sua appartenenza alla dinastia reale. In considerazione di tutti questi elementi, gli osservatori esperti di cose thailandesi hanno fatto due più due e hanno considerato che si trattasse di una serie di azioni volte a contrapporsi a qualsiasi tentativo della famiglia Shinawatra di tornare sulla scena politica thailandese. Cioè una aperta discesa in campo di Maha Vajiralongkorn.

In tre giorni tutta la Thailandia si è chiusa completamente dentro le proprie tradizioni, il proprio linguaggio, in modo criptico e affondando nel cuore stesso della propria cultura e delle proprie radici. Tutti elementi ai quali i thailandesi non rinunciano, ovunque essi siano, in Patria o nella diaspora economica che li conduce ad essere sparsi nel mondo. Sempre ammesso che non siano pronti a tornare nella terra d’origine, cosa che fanno in tanti, in tantissimi. Il potere di attrazione del Regno del Siam verso i propri sudditi è potente, molto potente.

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