lunedì, Maggio 27

Thailandia: nuovo cambio di data, si va a votare il 24 Marzo E’ la quinta volta che la dittatura militare cambia la data delle elezioni democratiche da quando ha preso il potere. I corpi di due attivisti critici verso il regime militare e la Corona, trovati morti

0

Altro giro, altra corsa. La data per le elezioni generali per il rinnovo del Parlamento e quindi per il ripristino della democrazia in Thailandia, è stata fissata al 24 Marzo. In verità, la Giunta militare che detiene il potere dal 2014 dopo un incruento colpo di stato, ha già spostato quella data cinque volte. A questo punto «di domani non c’è certezza». In molti hanno fatto spallucce, altri hanno apertamente dimostrato delusione. Soprattutto gli attivisti che nelle ultime tre settimane, prima a Bangkok e poi nelle principali città del Paese, Chiang Mai in primis, hanno manifestato coraggiosamente in strada per chiedere il rispetto della data che era stata ufficializzata in precedenza, ovvero il 24 Febbraio dell’anno corrente. Coraggiosamente perché finora le manifestazioni erano state tutte annullate, non si vedevano cartelli in strada e nessuno ha potuto proclamare slogan di alcun genere, stante la dittatura militare che, nella vita reale e persino nel web e nei social, si è particolarmente focalizzata nel controllare tutto. Coraggiosamente perché la Giunta militare, utilizzando strumentalmente l’Articolo 44 ha chirurgicamente represso ogni tipo di critica, rimosso membri di organizzazioni indipendenti e vietato ogni tipo di assembramento o riunione. I gruppi di attivisti che hanno operato a favore delle elezioni, scesi in strada per le ultime tre settimane, hanno accusato la Giunta di aver defraudato il popolo thailandese, derubandolo dei suoi diritti, la data del 24 Febbraio era stata ufficializzata dalla Commissione Elettorale ed era stata pure avallata dagli stessi militari. Prima che si rimangiassero la parola data per la quinta volta. Coraggiosamente perché i reati d’opinione -in epoca di dittatura militare- sono repressi anche con la detenzione dura. Ed il fatto che i corpi di due attivisti anti-giunta e critici verso la Corona, esuli all’estero, siano stati ritrovati entrambi «con lo stomaco aperto con una lama e riempito di cemento», affondati nel Fiume Mekong al confine col Laos, come ha riferito il General Maggiore di Polizia Thanachart Rodklongtan alle agenzie stampa internazionali che chiedevano particolari sul macabro ritrovamento, lasciava chiaramente intendere a cosa si vada incontro quando «si oltrepassa la linea», secondo il vocabolario utilizzato in questi ultimi giorni dal vertice militare in occasione delle recenti manifestazioni pro-elezioni che avevano fatto sentire la propria voce dopo più di quattro anni e mezzo di dittatura e di censura asfissiante. I militari, infatti, avevano già cominciato a manifestare irritazione e surriscaldamento dopo le tre settimane di proteste degli attivisti pro-elezioni. I corpi dei due esuli erano deteriorati e martoriati dall’azione dell’acqua, è stato necessario effettuare il Test del DNA. Chatcharn Buppawan, 56 anni e Kraidej Luelert, 46, erano noti attivisti vicini alle posizioni di Surachai Danwattananusorn, 78 anni, che da tempo va in onda via radio su programmi particolarmente critici verso i militari e la Casa Reale trasmettendo dal territorio del Laos. Anch’egli è scomparso e tutt’ora è dato per disperso. Alquanto lapidario il Tenente Generale Tharakorn Thamwinthorn, Comandante della Seconda Armata Regionale, interpellato dai media: «Questo gruppo di persone vive fuori dai confini della nostra area di responsabilità, non ci possiamo far niente».

La Giunta, nelle ultime settimane aveva indicato come possibili date per le elezioni quella del 10 Marzo, del 24 o persino quella del 9 Maggio ma «fino a quando il Governo non ufficializzi la data con l’apposito Decreto Reale dove si annuncia ufficialmente il giorno prefissato, tutti i discorsi sulla data delle elezioni sono semplicemente una perdita di tempo», aveva detto l’avvocato Anin Nampa, uno degli attivisti dei gruppi pro-elezioni. «Non è tanto ciò che riguarda la data in cui si terranno le elezioni ad essere importante quanto piuttosto quando le elezioni saranno annunciate e trasformate in legge».

La Giunta, che aveva preso il potere con un colpo di stato nel 2014, ha insistito sempre sul fatto che le elezioni non possono tenersi in eccessiva vicinanza alla Incoronazione del nuovo Re Maha Vajiralongkorn prevista nei giorni dal 4 al 6 Maggio. Coloro che criticano la Giunta affermano che i militari stiano usando la data della investitura del nuovo Sovrano come una scusa per continuare a posporre le elezioni.

Il Generale Capo dell’Esercito Apirat Kongsompong, un fedele lealista, quello che aveva definito i rivoltosi come ‘disturbatori’ apportatori di problemi è anche quello che li aveva messi in guardia sul «non attraversare la linea», un eufemismo per mettere pressione sul non infrangere la legge riguardante la «lesa maestà» che proibisce alcun «insulto verso i reali». In Thailandia, dove la Casa Reale è grandemente riverita e rispettata, l’accusa -particolarmente grave- può distogliere l’attenzione dai veri contenuti della protesta democratica a favore del ripristino della normale vita politica e della Democrazia thailandese intesa nella sua integrità e interezza. Ancor peggio -per gli attivisti democratici- può condurli dritti in carcere. Nonostante la nemmeno troppo velata minaccia, però, sabato scorso gruppi di attivisti si sono riuniti alla prestigiosa Thammasat University lo scorso sabato.

Se le elezioni generali si terranno quest’anno (a questo punto il dubitativo è d’obbligo), esse saranno le prime da quando Yingluck Shinawatra -oggi esule all’estero poco tempo prima di una quasi certa condanna per scandali connessi a corruzione- salì al soglio di Premier thailandese nel 2011. A conti fatti, dopo che suo fratello Thaksin nel 2016 fu estromesso con un colpo di mano giudiziario (in sua assenza per la lettura di un discorso all’ONU), a causa di una condanna per conflitto di interessi e dopo lo spodestamento dal ruolo di Premier di sua sorella Yingluck nel 2014 per accuse relative al piano di finanziamenti statali a sostegno degli agricoltori che coltivano la risorsa principale del Paese cioè il riso, la Thailandia ha vissuto lunghi periodi di instabilità politica, di grande rissosità nell’agone politico. E questa fragilità della Democrazia thailandese è l’aspetto principale per il quale la scena politica, economica e sociale è stata ‘occupata’ da giunte militari per più di una quindicina di volte nella Storia Moderna e Contemporanea. Nel 2017, dopo una revisione della Carta Costituzionale -passata al vaglio di un referendum- progettata e pianificata dai militari in proprio aperto favore, il Primo Ministro può essere anche un soggetto che non sia membro del Parlamento e consente pure -per la prima volta- la costituzione di un Senato con 250 seggi che votano a favore del Primo Ministro. Il Senato sarà nominato dalla Giunta militare. I giochi sono fatti. Ed è ulteriormente dimostrato dal fatto che il Generale Prayuth Chan-ocha che aveva guidato il golpe militare del 2014, nel frattempo ha smesso la divisa, è stato costituito un partito che lo sostiene e si è candidato per le elezioni.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore