martedì, Novembre 12

Thailandia: giunta militare vira a sinistra? In un giorno approvata la legalizzazione della marijuana medicale e la normativa sull’adozione per coppie di appartenenti allo stesso sesso, via veloce per consentire successivamente il matrimonio tra coppie LGBT

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Chi si immagina la Thailandia delle mete turistiche di interesse internazionale, dei gogo bar e delle esotiche attrazioni, oggi dovrà ricredersi più che mai e rivedere i propri canoni concettuali, o per meglio dire, dovrà profondamente rivedere i propri pre-concetti. Infatti, proprio in questi ultimi giorni dal sapore natalizio presso le lande occidentali, – in un paio di settori della convivenza civile – è stato  assestato un paio di colpi la cui rilevanza è certamente fuor di dubbio e che altrettanto certamente riscuoteranno effetti vistosi a breve nella vita della Nazione Sud Est asiatica. marijuana a scopo curativo approvata e legalizzata in Thailandia. Ma non è tutto. Raggiunto questo traguardo, ampiamente pubblicizzato anzitempo e scatenando una specie di guerra sul filo di lana con la Corea del Sud e la Malaysia, la Thailandia si pone come Paese capofila anche nella adozione di un sistema legale che consenta alle coppie di appartenenti allo stesso sesso di poter adottare bambini. In coda al 2018, insomma, la Giunta militare di Prayuth Chan-ocha (che nel frattempo ha smesso le vesti di generale ed ha adottato l’abito civile in un più sobrio ed accettabile sobrio giacca-cravatta) ha voluto dare una immagine di modernismo alla propria azione politica fino ad oggi caratterizzata, in verità, ad un più pragmatico mantenimento dello status quo.

In vicinanza delle ormai prossime elezioni nazionali thailandesi, ultima data ufficiale il 24 febbraio 2019, stante la soporifera situazione nella quale viene mantenuta la scena politica nazionale a causa della dittatura militare che detiene il potere dal colpo di stato del 22 Maggio 2014, i militari continuano ad operare in ogni direzione a proprio favore. Ridisegnata la Costituzione con approvazione tramite Referendum nell’Agosto del 2016 in modo tale da mantenere in sicurezza una cospicua quota parte nel Parlamento thailandese, oggi i militari procedono lungo la strada di una più ampia liberalizzazione anche in settori della vita pubblica dove la Giunta, nel momento in cui sarà varato il prossimo Parlamento, possa avere l’appoggio pure di frange della popolazione che – in precedenza – erano collocate tradizionalmente nell’alveo popolare dei movimenti vicini alla famiglia dell’ex Premier – oggi esule – Thaksin Shinawatra oppure nel contesto più congeniale ai cosiddetti ‘Democrats’. Sia in una direzione sia nell’altra, in ogni caso, gli attuali vertici di Governo stanno operando alacremente per mettere in sicuro tutto quel che è possibile portare a casa.

Per quanto riguarda la possibilità di avere in adozione bambini anche nel caso in cui si tratti di coppie dello stesso sesso, se si hanno almeno 20 anni e se si è di nazionalità thailandese, presto si potrà avere una legge apposita che consentirà la realizzazione di questo progetto civile ed esistenziale sul quale in Occidente si dibatte ferocemente e da lungo tempo. Il Gabinetto di Governo, infatti, ha approvato la Carta delle Unione Civili creando così una autostrada che permetterà alla Thailandia di essere la prima Nazione in Asia a concedere il matrimonio tra appartenenti allo stesso sesso. La attuale Carta, approvata dal Gabinetto di Governo nella giornata del 26 Dicembre, consente a coppie di appartenenti allo stesso sesso di poter adottare bambini, come peraltro confermato da Nathporn Chatusripitak, un consigliere presso l’Ufficio del Primo Ministro. E tutto questo nello stesso giorno in cui viene legalizzata la normativa riguardante la Marijuana a scopo curativo.

I proponenti della legge sul matrimonio tra appartenenti allo stesso sesso si sono detti particolarmente felici al momento del ricevimento della notizia ed hanno brindato tutta la notte e in tutta la Nazione.

Per quanto riguarda, invece, la legalizzazione della marijuana a scopo curativo, l’approvazione avvenuta nella giornata di Martedì 25 Dicembre è la prima legalizzazione circa il settore delle droghe in una regione del Pianeta dove vigono tra le più restrittive legislazioni di settore a livello mondiale. Il Parlamento ancor oggi a guida della Giunta militare, opera in una Nazione dove la Marijuana è adottata fin dal 1930 nell’alleviare il dolore e la fatica. Proprio sulla base di quella tradizione culturale affonda le radici la approvazione in merito alla riforma dell’Atto sui Narcotici del 1979, attraverso una sessione parlamentare straordinaria nella quale peraltro sono stati sottoposti a discussione numerosi provvedimenti di legge e vari testi di revisione giuridico-legale prima delle vacanze connesse al Nuovo Anno. Il Presidente della Commissione di Riforma della Legge, Somchai Sawangkarn non ha nascosto la sua emozione: «Questo è un regalo per l’anno nuovo da parte della Assemblea Legislativa Nazionale al Governo ed al popolo thailandese» ha affermato nel corso di una sessione parlamentare trasmessa in tv.

Mentre Nazioni che vanno dalla Colombia al Canada hanno legalizzato la Marijuana per uso medicale o anche per uso ricreativo, le droghe restano ancor oggi illegali, anzi, sono una specie di tabù in molte delle Nazioni del Sud Est Asia, dove spesso si riscontrano alcune tra le legislazioni più oppressive nella lotta contro le sostanze stupefacenti e contro i reati connessi. Si tenga conto che i trafficanti di marijuana possono essere soggetti alla pena capitale a Singapore, in Indonesia e in Malaysia. Ma in Thailandia. la controversia principale in ambito legislativo ha riguardato le richieste di brevetti per Marchi stranieri che avrebbe potuto conceder loro il dominio del mercato, rendendo più difficile ai pazienti thailandesi di accedere a medicine ed ai ricercatori thailandesi di accedere agli estratti di marijuana. «Stiamo meditando di chiedere che il Governo revochi tutte queste richieste prima che la legge entri in vigore», ha affermato Panthep Puapongpan, Rettore del Rangsit Institute of Integrative Medicine and Anti-Aging.

Alcuni in Thailandia, alla luce della approvazione di Martedì scorso, sperano con maggiore positività in una potenziale estensione di legge nel futuro a favore della legalizzazione pure della marijuana a uso ricreativo. «Questo è solo un primo piccolo passo in avanti», ha affermato Chokwan Chopaka, un attivista che opera con Higland Network, un gruppo thailandese di supporto alla piena legalizzazione.

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