sabato, Ottobre 24

Thailandia, annullate le elezioni field_506ffb1d3dbe2

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Suthep Thaugsuban elezioni Thailandia

Bangkok – Che la politica thailandese fosse un paradosso, questo era chiaro da tempo. Che la politica thailandese ci “raccontasse” di una Nazione faziosamente divisa in due è anch’esso un fatto risaputo da tutti. Le elezioni dello scorso 2 Febbraio, funestate di attacchi a colpi di granate, picchetti dei cosiddetti “Democrats” sostenitori di Suthep Thaugsuban che impedivano il voto soprattutto nelle Provincie del Sud dove il monito dei “Democrats” era il Non-Voto e che erano state osteggiate in tutti i modi possibili poiché è risaputo che, nei numeri, i “Rossi” prevalgono, sono state sottoposte al veto dell’Alta Corte di Giustizia, poiché i “Democrats” hanno chiesto parere circa la costituzionalità di un voto così scarsamente rappresentativo, a loro dire, della reale volontà del Paese (proprio loro, autori dei picchetti che impedivano l’accesso al voto dei residenti all’estero nella prima elezione loro riservata e durante quella nazionale nelle Provincie del Sud dove Suthep ha le sue roccaforti).

Ebbene, oggi giunge il parere ufficiale dell’Alta Corte di Giustizia: le elezioni dello scorso 2 Febbraio sono da considerarsi invalidate poiché hanno violato l’Articolo 108(2) della Costituzione poiché nessun candidato era disponibile nelle 28 elezioni costitutive in 8 Provincie del Sud del Paese, rendendo così impossibile tenere le elezioni nello stesso giorno in cui si svolgeva la tornata elettorale nazionale. L’articolo richiede che un’elezione generale deve essere tenuta nello stesso giorno in tutta la nazione. La Corte ha poi ordinato alla Commissione Elettorale di consultarsi con il Governo nel fissare una nuova data per le elezioni.

Tanto per far capire cose l scena thailandese e i media siano apertamente schierati, basti considerare che su uno dei maggiori media thailandesi in lingua inglese, The Nation, si è voluto fare i nomi, per iscritto, dei tre giudici finiti in minoranza poiché avevano difeso il parere per il quale le elezioni potevano essere considerate valide, così che tutti potessero ben sapere chi si era opposto al parere di nullità. La cosa non è di scarso rilievo, poiché il pubblico ludibrio mediatico ha registrato che la notte precedente alla seduta dell’Alta Corte di Giustizia Thailandese, proprio uno dei giudici componenti, s’è visto scagliate nel cuore della notte alcune granate contro la sua abitazione, un giudice che non figura tra i tre minoritari, quindi lasciando presupporre nel lettore (sempre su The Nation) che qualche sostenitore del fronte dei “Rossi” (che sostengono il Governo di Yingluck Shinawatra) fosse tra i responsabili dell’attentato, danno nome cognome e persino note relative alla collocazione dell’abitazione in città. La casa è stata precchio danneggiata ma soprattutto, un cittadino di 42 anni è stato gravemente ferito. Nella stessa notte, un leader del fronte dei “Rossi” ovvero componente di spicco del Pheu Thai Party, in una regione dove essi prevalgono, cioé a Nakhon Ratchasima, s’è visto recapitare qualche sventagliata di proiettili di mitragliatrice presso la sua abitazione.

In ogni caso, comunque fosse andata circa il parere dell’Alta Corte, il fronte anti-governativo dei “Gialli” di Suthep aveva già anticipato che la protesta (quella che sta facendo scappare i turisti dalla Thailandia e sta mettendo in ginocchio la vita sociale e l’economia del Paese) proseguirà fino a quando non si otterranno “riforme”. Guarda caso, essi non vogliono nemmeno recedere su due altre accuse lanciate contro il Governo di Yingluck Shinawatra depositate presso la Commissione Nazionale Anti-Corruzione, ritenuta colpevole –secondo loro- di aver sostenuto anche con denaro pubblico, i “separatisti” del fronte dei “Rossi”.

 

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