mercoledì, Giugno 3

Testimoni di Geova pedofili: la Congregazione precisa Nota dell’Ufficio Stampa della Congregazione italiana dopo la pubblicazione del servizio sui Testimoni pedofili oltre frontiera

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Lo scorso 18 settembre abbiamo pubblicato il servizio dal titolo ‘Testimoni di Geova: il paradiso (in terra) per pedofili’. Ieri 19 settembre abbiamo inoltrato, all’Ufficio Stampa della Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, formale richiesta per una composita intervista sul tema con i vertici italiani della Congregazione.
In risposta di tale richiesta abbiamo ricevuto, sempre ieri, la nota che integralmente pubblichiamo qui di seguito, e che, come richiesto, abbiamo pubblicato anche in calce all’articolo in oggetto.

«Gentile Direttore,
Vorremmo rispettosamente farle presente che la posizione dei Testimoni di Geova in materia di tutela dei minori è liberamente consultabile sul loro sito ufficiale, JW.ORG. Sarebbe probabilmente bastata un’analisi di tali informazioni per smontare la tesi diffamatoria dell’articolo pubblicato nel suo giornale. I Testimoni di Geova, noti in tutto il mondo per i loro alti valori morali, aborriscono gli abusi sui minori e li considerano un reato grave. Gli anziani delle congregazioni non proteggono dalle autorità chi commette abusi su minori. In tutti i casi di abusi su minori le vittime e i loro genitori (o chiunque altro sollevi l’accusa) hanno il diritto di sporgere denuncia alle autorità competenti. Per ulteriori informazioni, si veda il documento “La posizione dei Testimoni di Geova in materia di tutela dei minori in armonia con la Bibbia”: https://www.jw.org/it/news/sviluppi-legali-diritti-umani/risorse-legali/informazioni/materiale-posizione-testimoni-di-geova-tutela-minori/
Con preghiera di pubblicazione in calce all’articolo diffamatorio.
Cordiali saluti
Ufficio Stampa
Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova»

Fatichiamo a vedere ladiffamazione’ dell’articolo, e men che meno delle ‘tesi’, articolo che, quasi noiosamente, riprende e riporta esclusivamente fatti, non ‘tesi’.
Fatti relativi in particolare all’Australia, e, con minore rilievo, USA, Belgio, Regno Unito.
Per quanto attiene all’Italia si pongono domande. Domande che avremmo voluto porre ai vertici italiani della Congregazione. Come detto abbiamo fatto richiesta, nella nota di risposta, sopra riportata, TdG non accenna a un riscontro alla richiesta. Ci auguriamo che ciò significhi che la stanno valutando, anche perchè abbiamo letto il documento suggerito dall’Ufficio Stampa, ma non abbiamo trovato le risposte alle domande che vorremmo poter porgere. Non mancheremo di dare riscontro.

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