mercoledì, Gennaio 20

Terrorismo: vicini ad un attacco chimico-nucleare?

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Lo scorso 16 Giugno, a ChassesurRhone, vicino a Lione, sono state ritrovate ben 14 bombole di gas in un’auto vicino ad uno stabilimento farmaceutico. E’ scattato immediatamente l’allarme terrorismo. La zona è stata evacuata e gli artificieri sono subito arrivati in soccorso. Fortunatamente si è trattato di un falso allarme; nessun sistema d’innesco e nessun rischio di esplosione. Quell’auto non apparteneva ad un terrorista. Anche nello sventato attacco di ieri a Bruxelles, tra gli ‘strumenti’ dell’uomo, anche delle bombolette di gas. Stavolta pericolo scampato, ma questo non fa abbassare la guardia alle autorità competenti.

Si inizia a parlare sempre più dell’eventualità di attacchi CBRN, ovvero, con l’utilizzo di agenti chimici, batteriologici, radiologici, nucleari. Attacchi inusuali, ancora. Pochissimi i casi in cui simili armamenti sono stati usati e, comunque, in piccolo ed artigianalmente. La comunità internazionale e gli organismi di intelligence monitorano costantemente la situazione. Il terrorismo è un fenomeno dinamico ed è doveroso prospettare un’evoluzione dell’organizzazione e dei possibili attacchi. Se fino ad ora ci siamo abituati ad assistere ad un certo tipo di atti, questo non esclude che i militanti si stiano mobilitando per qualcosa di diverso e, certamente, ignoto e, quindi, spaventoso.

Abbiamo parlato con Marco Serale, analista ed esperto di difesa e sicurezza presso l’Alpha Institute of Geopolitics and Intelligence, del rischio effettivo di questi attacchi non convenzionali e del nostro apparato di sicurezza.

Può parlarmi degli attacchi CBRN?

Come si è detto già nei principali mezzi di informazione, anche l’Europol negli ultimi mesi sta alzando un po’ l’asticella sul problema nell’area europea; questo tipo di attacco non è escluso visto che sono già stati utilizzati nel lato mediorientale. Anche qui in Europa c’è la possibilità che possano avvenire degli attacchi terroristici di stampo non convenzionale, cioè, con agenti nucleari, chimici o biologici (da qui la sigla CBRN); anche il livello di guardia si sta alzando dopo i fatti di Lione della scorsa settimana nel quale sono stati ritrovati delle bombole di gas all’interno di un autocarro vicino a degli impianti industriali.

Perché questo livello di allarme sta aumentando specialmente vicino a questi impianti?

Perché il livello di attacchi terroristici in Europa, al momento, non è ancora così pericoloso come si immagina, come da film; testate nucleari o armi chimiche sono al momento ancora al di fuori delle capacità tecniche dei terroristi. Ma dobbiamo dire che, a livello europeo, sono presenti moltissimi obiettivi che possono essere utilizzati in maniera ‘secondaria’ come armi di distruzione di massa: parliamo degli impianti industriali che possono produrre dei precursori di armi chimiche. Questo perché molti dei componenti che si utilizzano tutti i giorni nell’industria chimica, farmaceutica e petrolchimica, possono essere utilizzati anche come armi chimiche. Comunque tutto viene tenuto sotto controllo dalle organizzazioni internazionali, dai protocolli di emergenza. Infatti, dopo l’incidente industriale di Seveso, in Lombardia, che aveva prodotto un rilasciamento di diossina inquinando la maggior parte della provincia, prodotto delle vittime ed un danno industriale ed ecologico molto ampio, a livello di Unione Europea è stato redatto un protocollo che impegna tutte le lavorazioni industriali pericolose ad avere dei determinati standard di sicurezza, ovvero, dei piani di emergenza e, in collaborazione con gli enti locali, dei protocolli di sicurezza che impediscano gli incidenti. Tutto questo per evitare ogni possibile incidente di tipo chimico con materiali pericolosi.

Lo stesso protocollo può essere visto come uno strumento per un aumento di sicurezza degli obiettivi che potrebbero diventare ‘sensibili’ per un’organizzazione terroristica. Immaginiamo cosa potrebbe capitare se un autocarro pieno di benzina, di gas esplosivo o di sostanze chimiche venisse utilizzato in un’area densamente abitata o all’interno di uno di questi stabilimenti. Si avrebbero dei danni non ‘diretti’ come in un attentato chimico ma con gli stessi effetti. Questo è il grosso del pericolo, perché, al momento, come dicevo, non reputiamo che le organizzazioni terroristiche siano in grado di portare questo tipo di minaccia sul suolo europeo.

Le competenze tecniche non sono facilmente attribuibili, importare gli ordigni non è facile, nonostante quello che si dice, perché, una cosa è utilizzare un’arma chimica improvvisata a Mosul, in un posto dove non ci sono controlli e un esercito, una cosa è portarla sul suolo europeo ed utilizzarla per un attentato terroristico. Al momento l’ipotesi di utilizzo di sostanze non convenzionali la reputiamo statisticamente rilevante più nella maniera ‘secondaria’, ovvero, con tecniche terroristiche usuali ma su impianti industriali.

Quali sono le possibilità future che ci siano questi tipi di attacchi in Europa e in Italia?

Guardando il livello di allerta presente, ed il livello degli attentati che sono già stati fatti in Europa, li riteniamo un’ipotesi fondata ma non così imminente e non così facile da attuare. L’arma non convenzionale è un ‘livello successivo’ rispetto all’attentato terroristico normale; non abbiamo ancora avuto in Europa grandi autobombe, grandi utilizzi di esplosivo, ma solo azioni individuali. Quando c’è stato l’utilizzo di esplosivo, le quantità non erano altissime ed erano esplosivi molto instabili ed auto costruiti.

L’Italia, d’altra parte, al momento non è stata investita da questa campagna terroristica in maniera importante, forse grazie ai risultati della nostra intelligence o forse per la tipologia di personaggi che gravitano all’interno del terrorismo internazionale sul suolo italiano. Ovvio, bisogna mantenere sempre alta la vigilanza, però, non riteniamo che sia una probabilità immediata. Queste sono modalità terroristiche che possono causare grandi danni ed una grossa impressione sull’opinione pubblica che è molto attenta a tutto quello che è diverso dal solito; fa molto più impressione vedere una decina di bambini colpiti da armi chimiche, piuttosto che lo stesso numero colpito da una classica esplosione, come abbiamo visto in Siria nei mesi scorsi. Quindi, a livello sia italiano che europeo direi che è un’ipotesi plausibile ma al momento non imminente.

Perché?

Innanzitutto per l’oggettiva difficoltà di utilizzo di questi agenti non convenzionali, perché, per poterli produrre a livello artigianale, c’è bisogno di una professionalità nella produzione che non è detto che sia presente nei lupi solitari o nelle organizzazioni terroristiche; poi c’è la difficoltà nello stoccaggio e nell’utilizzo. E’ già difficile maneggiare un esplosivo fatto in un sottoscala, come abbiamo visto negli attentati di Parigi dove ci sono stati malfunzionamenti ed esplosioni accidentali dagli artificieri che hanno prodotto l’esplosivo, ed è ancora più difficile usare sostanze chimiche, ad esempio. Infatti, ad oggi, nella storia del terrorismo, l’unico attacco che conosciamo del genere è stato quello alla metropolitana di Tokyo negli anni ’90 ma quello era molto differente rispetto al livello del terrorismo presente sul suolo italiano ed europeo negli ultimi mesi.

Riguardo, quindi, agli attacchi di ‘secondo tipo’?

Al momento li riteniamo più plausibili rispetto agli attacchi chimici primari, perché, possono essere effettuati con tecnologie e modalità che sono già presenti e già alla portata. Come abbiamo visto negli attentati di Berlino o di Nizza dove sono stati dirottati camion o autocarri, potrebbe essere usato proprio un camion o un autocarro con sostanze. Questo è forse il rischio più plausibile nel terrorismo europeo. Il rischio c’è ed è qualcosa di attuabile, ma, fortunatamente, questi trasporti sono monitorati e tenuti sotto controllo sia dalla normativa che dalle forze dell’ordine. E’ un’ipotesi plausibile ma non così preoccupante, ma la possibilità c’è poiché l’asta del terrorismo si sta alzando sempre di più. Prima o poi succederà, quando, rimane una cosa molto aleatoria.

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