martedì, Agosto 11

Terrorismo islamico: dall'11 settembre 2001 ad oggi Oggi l’obiettivo principale non è più colpire l'Occidente ma mantenere il controllo dei territori assoggettati

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L’11 settembre 2001 è stato uno spartiacque. Quel giorno -precisamente alle 9:03, ora di New York, quando il volo United Airlines 175 colpì la Torre Sud del World Trade Center- ha chiuso la cosiddettaera unipolare’, iniziata con la caduta del Muro di Berlino e che aveva consacrato gli Stati Uniti come unica superpotenza planetaria, per dare inizio al Medioevo del Duemila.
L’illusione della ‘pax americana sorta alla fine della Guerra Fredda aveva rimosso sotto il tappeto la polvere tossica dei numerosi conflitti in corso su scala locale, quelli troppo piccoli per apparire al telegiornale, ma potenzialmente in grado da propagare l’onda lunga dei loro effetti su scala globale. Conflitti che daapertie convenzionali sono diventati occulti e asimmetrici, caratterizzati dalla presenza di nemici evanescenti che non attaccano mai frontalmente ma s’insinuano nel tessuto quotidiano, mettendo seriamente in crisi la nostra percezione della sicurezza.
Prima di quel martedì mattina eravamo preparati ad affrontare qualsiasi minaccia condotta con mezzi ordinari e straordinari: sapevamo difenderci da un’invasione di carri armati, dalle testate nucleari e dalle armi batteriologiche. Ma non da azioni più semplici come i dirottamenti aerei. E’ questa la lezione dell’11 settembre: il terrorista ha sempre l’iniziativa, può colpire dove e quando vuole e con i mezzi che vuole. Messi in sicurezza gli aeroporti, potrà agire sui treni (Amsterdam-Parigi nello scorso agosto), nei negozi (l’Hypercacher a Porte de Vincennes, in gennaio) e perfino nelle redazioni dei giornali (‘Charlie Hebdo‘). Ovunque. Ogni elemento della nostra quotidianità può essere una fonte potenziale di morte e, paradossalmente, l’elevato livello di benessere che caratterizza la nostra realtà ha ampliato la gamma degli obiettivi sensibili. L’attentato alle Torri gemelle ha colpito non solo due grattacieli, ma la nostra stessa fiducia nei rapporti umani e nelle altre civiltà, trasformando nell’altro, nel diverso da noi, in un potenziale nemico. È questo l’incubo del terrorismo.
Un incubo che col tempo ha cambiato pelle. Nei 14 anni in cui è mutata la nostra percezione del terrorismo, è mutato anche il terrorismo: ieri il nemico invisibile era Al Qaeda; oggi è lo Stato Islamico (Is / ISIS / Daesh). Due realtà molto diverse, benché entrambe figlie di invasioni straniere. Al Qaeda (in arabo, ‘la base’) è un’organizzazione nata e cresciuta all’ombra dell’invasione di Mosca in Afghanistan, fondata attorno alla fine degli anni ’80 da Osama bin Laden, mentre l’Is è un camaleontico gruppo che, dalla campagna americana in Iraq del 2003, ha cambiato più volte nome e struttura passando da gruppo insurrezionale a forza d’occupazione.

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