sabato, Agosto 15

Terrorismo allenta la presa sul pianeta The National Consortium for the Study of Terrorism and Responses to Terrorism (START) ha pubblicato una nuova panoramica sul terrorismo globale che continua perdere mordente, meno 50% tra il 2014 e il 2019

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The National Consortium for the Study of Terrorism and Responses to Terrorism (START) ha pubblicato una nuova panoramica sul terrorismo globale, ‘Global Terrorism DatabaseTM (GTD)’ che evidenzia le tendenze del terrorismo mondiale nel 2019.

I dati nudi e crudi ci dicono che nel 2019, ci sono stati quasi 8.500 attacchi terroristici in tutto il mondo, che hanno ucciso oltre 20.300 persone, tra cui 5.460 autori e 14.840 vittime.

L’analisi dei dati riferisce elementi importanti e che ispirano fiducia. Il 2019 è stato il quinto anno consecutivo di declino del terrorismo globale da quando la violenza terroristica ha raggiunto il picco nel 2014 con quasi 17.000 attacchi e oltre 44.000 morti totali. Il numero totale di attacchi terroristici in tutto il mondo è diminuito del 50 percento tra il 2014 e il 2019 e il numero totale di morti è diminuito del 54 percento.

Entrando nel dettaglio si rilevano gli elementi più interessanti e importanti in riferimento a quanto sta accadendo nel contesto dell’ordine mondiale.

La violenza terroristica è rimasta fortemente concentrata in alcuni luoghi e ha coinciso con altri tipi di violenza politica. Più della metà di tutti gli attacchi ha avuto luogo in cinque Paesi: Afghanistan (21%), Yemen (9%), Iraq (8%), India (7%) e Nigeria (6%). Come nel 2018, la metà di tutti i decessi causati da attacchi terroristici nel 2019 è avvenuta in due Paesi: Afghanistan (41%) eNigeria (8%).

Per quanto i talebani si siano impegnati in colloqui di pace con gli Stati Uniti, nel 2019 l’Afghanistan ha subito il 21% di tutti gli attacchi terroristici in tutto il mondo e il 41% di tutte le persone uccise. I talebani restano il gruppo che nel 2019 ha realizzato il maggior numero di attacchi, 1.375.

In Iraq, il numero di attacchi terroristici è diminuito del 53% tra il 2018 e il 2019 e il numero di persone uccise in attacchi terroristici è diminuito del 44%. Tuttavia, tendenze mensili

in Iraq nel 2019 indicano che la violenza terroristica persiste e che il tasso di diminuzione potrebbe rallentare. Più di 350 attacchi dello Stato islamico in Iraq hanno ucciso oltre 500 vittime e 70 autori nel 2019. E lo Stato islamico ha causato centinaia di vittime in Siria e in altre località.

Il Pakistan, dove era stato raggiunto il picco di oltre 2.200 attacchi nel 2013 (con 2.800 persone uccise), ha continuato a vedere riduzioni importanti della violenza terroristica. Ci sono stati 362 attacchi, con una riduzione del 25% dal 2018.

Nel 2019, riferisce l’analisi di START, sono emerse diverse importanti tendenze nei Paesi africani, tra cui in Nigeria, dove la violenza terroristica è complessivamente diminuita a causa della riduzione degli attacchi degli estremisti fulani, ma è aumentata la violenza terroristica condotta da Boko Haram. Boko Haram ha anche aumentato l’attività terroristica in Camerun, Ciad e Niger.

Nella classifica dei gruppi terroristici più letali, Boko Haram è al 4° posto -preceduto al 3° da Islamic State of Iraq and the Levant (ISIL), al 2° da Houthi extremists (Ansar Allah), in testa alla classifica, come detto, i talebani.

Sempre per quanto attiene all’area calda africana, il Maliha visto un calo del 16% degli attacchi nel 2019, ma un aumento del 41% dei decessi totali a causa di più (6 in più) attacchi terroristici di massa, in cui sono state uccise più di 30 persone, rispetto a zero di tali attacchi negli anni precedenti. E questi attacchi terroristici di massa, in particolare esplosi dal nulla nel corso di un solo anno saranno certamente oggetto di attenzione da parte degli analisti politici locali.

Anche in Libia, dopo il picco di 729 attacchi nel 2014, la violenza terroristica è diminuita, infatti si sono registrati 70 attacchi e 90 morti.

Il Burkina Faso, dove la violenza terroristica è in costante aumento dal 2015, ha registrato un aumento del 127% del numero di attacchi terroristici nel 2019 e un aumento del 587% del numero totale di morti nel 2019. Questo forte aumento della mortalità è dovuto in gran parte all’aumento del numero di attacchi in cui sono state uccise 10 o più persone, da due nel 2018 a 25 nel 2019. Almeno nove di questi attacchi eccezionalmente letali sono stati effettuati da Jamaat Nusrat al-Islam wal Muslimin (JNIM) o Stato islamico nel Grande Sahara (ISGS).

In Camerun, dove la violenza è scoppiata dopo che i separatisti anglofoni hanno dichiarato l’indipendenza nel 2017, sebbene il il numero di attacchi (che era più che raddoppiato nel 2018) sia diminuito del 38% nel 2019, il numero di uccisi in attacchi terroristici sono aumentate del 28% tra il 2018 e il 2019, da 167 morti a 214.

Mentre la violenza perpetrata dagli agenti dello Stato Islamico è diminuita in Iraq, il movimento più ampio ha continuato ad espandersi geograficamente. Gli attacchi compiuti da predecessori dello Stato Islamico, agenti,organizzazioni affiliate o persone non affiliate che hanno indicato fedeltà allo Stato Islamico, hanno avuto luogo in 31 Paesi nel 2019 rispetto ai 35 del 2018. Tre nuovi Paesi sono stati vittime dell’organizzazione: Mozambico, Paesi Bassi e Sri Lanka.

Altro dato che spicca dall’analisi è quello relativo agli attacchi mortali contro gli ispanici americani negli Stati Uniti e i musulmani in Nuova Zelanda. Nel 2019 si è avuto un forte aumento della mortalità determinata daattacchi terroristici a motivazione razziale ed etnica’ (REMT), molti dei quali motivati da supremazia bianca, xenofobia e fobia per gli immigranti. Almeno 86 persone sono state uccise in tali attacchi in Australasia, Nord America ed Europa occidentale nel 2019, rispetto alle 52 del 2018. Numeri ancora piccoli, ma tendenza grandemente preoccupante.

In totale, nel 2019, ci sono stati 64 attacchi terroristici, che hanno ucciso 51 persone negli Stati Uniti. Il terrorismo negli Stati Uniti, fanno notare gli analisti START, è continuato essere caratterizzato da «influenze ideologiche diverse, a volte complesse e spesso ambigue, in genere senza chiari legami con organizzazioni formali».

In 10 degli attacchi terroristici letali si sono visti coinvolti bianchi suprematisti / nazionalisti, estremisti antisemiti legati al movimento israelita ebraico nero, così come al-Qaida nella penisola arabica, estremisti della teoria della cospirazione.

La stragrande maggioranza degli attacchi terroristici negli Stati Uniti non è stata letale (circa l’84%), e questi attacchi sono stati motivati da diverse influenze ideologiche, tra cui antifascista, antigovernativi, anti-LGBT, anti-musulmani, antisemiti, anti-bianco, di sinistra, bianchi suprematisti / nazionalisti.

Il numero di attacchi terroristici nell’Europa occidentale è diminuito del 6% dal 2018 (quando erano stati 203 gli attacchi) al 2019, quando si sono registrati 191 attacchi e 18 morti. Una tendenza al ribasso che continua dal 2015.

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