lunedì, Agosto 10

Terremoto 2016 in Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo: viaggio sul campo. Si continua a morire, di abbandono Barnum Italia. Leoni, funamboli, ippopotami e pagliacci / 58

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«A ma’, quella fa finta di scrivere» dice il bambino il 3 novembre 2016, mentre Laura Boldrini, da Presidente della Camera, durante la sua visita a Ussita, Castelsantangelo sul Nera e Visso (tutti in Provincia di Macerata, dove è nata) continua a parlare con i terremotati, specie familiari e parenti delle vittime, chiedendo quali siano le loro situazioni necessità richieste. E prendendo appunti, o fingendo di prenderli, sul proprio telefono portatile.

Sta visitando i luoghi del sisma che mercoledì 24 agosto 2016 (dalle ore 3:36:32, magnitudo 6.0) e poi mercoledì 26 e domenica 30 ottobre (secondo evento più grave) ha colpito Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo. Epicentro lungo la Valle del Tronto, tra i comuni di Accumoli (Rieti, Lazio, geograficamente e storicamente Abruzzo) e Arquata del Tronto (Ascoli Piceno, Marche). Ipocentro alla profondità di 8 chilometri. Danni devastanti a raggiera da Accumoli e Amatrice (Rieti, Lazio) ad Arquata del Tronto, appunto. Gli eventi sismici pesanti proseguono sino a mercoledì 18 gennaio 2017. Complessivamente 303 morti, 388 feriti, 11.000 sfollati. I morti sono praticamente tutti del ‘primo evento’ di agosto, nessuno o quasi da quelli di ottobre e seguenti, con le zone già colpite completamente evacuate. Questa però è ‘solo’ la conta dei morti immediati, quelli sepolti sotto le macerie. Poi ci sono i morti da conseguenze traumatiche che si dispiegano nei mesi ed anni successivi. E i morti da ‘dopoterremoto’, vittime di dolore, stress, preoccupazione, incuria delle Amministrazioni locali e dello Stato.

Quanto alla Boldrini, è stata oggetto di una delle più sistematiche ed odiose campagne di ‘character assassination’ da parte della destra più becera (cioè, nel nostro Paese, quasi tutta), terminata o forse solo momentaneamente sospesa causa decadenza del rilevante ruolo istituzionale. E questo episodio attribuitole desta pesanti perplessità, in primo luogo perché non è donna da simili comportamenti. E poi, tanto per dire, si suppone che il ragazzino potesse vederla dal basso in alto e in ogni caso mettere in piedi una simile finzione sarebbe da perfetti imbecilli ed accorgersene ben difficile. Ma la storia, non vera sino a dimostrazione del contrario, ‘gira’ ancora e viene riproposta ghiottamente nelle zone del terremoto. Ben inventata, o attribuita. A dimostrazione del sempre crescente rifiuto della gente nei confronti di politici ed Istituzioni, tanto più in momenti drammatici quali erano i giorni, le settimane e i mesi del dopo terremoto. E quali sono quelli odierni. Nelle zone del sisma, a causa dello stesso e delle conseguenze che si trascinano tragicamente sino ad ora. In tutta Italia causa sisma politico e sociale generale. Con il rifiuto della politica, dei politici (che ci mettono ben del loro) ed il concreto rischio della crescita ulteriore di desiderio e volontà di affidarsi a qualche nuovo ‘Uomo forte’.

Anche per questo, per raccontare che succede dopo ormai oltre due anni dal 24 agosto 2016, siamo stati e saremo nelle zone del sisma. Cominciando dalle Marche e proprio da Arquata del Tronto con le sue frazioni, e dai comuni limitrofi. Dove si continua a finire sottoterra in un esasperante stillicidio quotidiano non più a causa del sussultare della medesima quanto per i morbi di ogni genere e tipo che sradicamento, mancanza di prospettive e stress causano.

1 / (continua)

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’