sabato, Giugno 6

Tensione Ucraina-Russia, Ue valuta nuove sanzioni contro Mosca Francia, Macron: '14 reattori nucleari saranno chiusi entro il 2035'

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L’Ue sta valutando nuove sanzioni verso la Russia e invita tutte le parti alla «massima moderazione per un allentamento» della tensione dopo quanto avvenuto nel mar d’Azov. A dirlo un portavoce della Commissione europea esprimendo grande preoccupazione per la situazione.

Nel frattempo le navi della Marina ucraina sono entrate nelle acque territoriali della Russia su esplicite istruzioni delle autorità di Kiev e due agenti dell’Sbu, i servizi di sicurezza ucraini, erano a bordo per coordinare la provocazione. E’ quanto sostiene l’Fsb, il servizio di sicurezza interno russo. Un militare ucraino, arrestato in seguito all’incidente nello stretto di Kerch, avrebbe poi confessato la natura provocatoria dell’incidente.

Passiamo agli Usa, perché Paul Manafort, l’ex presidente della campagna di Donald Trump, ha violato l’accordo siglato due mesi fa con cui si impegnava a cooperare con il procuratore speciale per il Russiagate, Robert Mueller. E lo ha fatto mentendo ripetutamente agli investigatori. Intanto Beto O’Rourke, astro nascente del partito democratico, non esclude di candidarsi alle presidenziali 2020 per sfidare il presidente.

In Francia, il presidente Emmanuel Macron ha annunciato che «14 reattori nucleari saranno chiusi entro il 2035, 12 dei quali fra il 2025 e il 2035», nell’ambito dell’annuncio della strategia di transizione energetica. La centrale più discussa e più obsoleta, quella di Fessenheim, «sarà fermata nell’estate 2020», ha confermato. Macron ha annunciato «una grande concertazione sulla transizione ecologica e sociale con la missione di costruire un nuovo modello economico, sociale e territoriale di cui abbiamo bisogno». Ed ha fissato «tre mesi per costruire soluzioni accettabili e accessibili a tutti».  Intanto un alto funzionario del Senato è stato arrestato dai servizi di informazione perché sospettato di spionaggio in favore della Corea del Nord. L’uomo è stato fermato domenica sera nell’ambito di un’inchiesta aperta a marzo dalla procura di Parigi per «raccolta e consegna di informazioni potenzialmente in grado di recare danno agli interessi fondamentali della Nazione a una potenza straniera».

L’India ha nominato Pemmaraju Sreenivasa Rao come nuovo arbitro per il caso marò al Tribunale arbitrale, dopo la morte del giudice P. Chandrasekhara Rao lo scorso ottobre. Ora la nomina del nuovo arbitro di parte indiana consentirà di fissare una nuova data, dopo consultazioni tra le parti.

Per quanto riguarda invece la vicenda di Silvia Romano, la volontaria rapita in Africa, all’Ansa un testimone ha raccontato che i rapitori volevano un riscatto lampo, «ma Silvia non aveva soldi né il telefono. Qualcuno allora voleva lasciarla libera, ma gli altri si sono rifiutati». E ha specificato: «Silvia piangeva disperata, urlava ‘aiutatemi’ mentre veniva trascinata via dagli uomini armati. Erano almeno in 4, li abbiamo seguiti ma hanno iniziato a sparare per tenerci lontano. Noi avevamo solo i coltelli».

In Gran Bretagna, Theresa May è decisa a spiegare al Paese l’accordo raggiunto con l’Ue sulla Brexit con un tour. E apre così la sfida al leader laburista, Jeremy Corbyn, addirittura con un dibattito in tv. «Perché io ho un piano e lui un piano non lo ha», ha detto al Sun. Immediata la replica di un portavoce del leader dell’opposizione: «Jeremy già pregusta di poter dibattere faccia a faccia con Theresa May del suo accordo-pasticcio sulla Brexit e del futuro del Paese».

Tre militari americani sono stati uccisi dall’esplosione di un ordigno sul ciglio della strada nella provincia afghana di Ghazni. Altri tre sono rimasti feriti. L’attacco non è stato al momento rivendicato. In Siria invece circa 500 cadaveri sono stati esumati da una delle più grandi fosse comuni mai trovate, vicino alla città di Raqqa. Human Rights Watch ha lanciato un appello affinchè alla ricerca siano destinati più risorse e più personale.

In Venezuela, fa fronte comune l’opposizione contro quella che definisce l’usurpazione di potere politico da parte del presidente della Repubblica in carica, Nicolás Maduro: nuove iniziative unitarie, tra cui una grande protesta nazionale pacifica, ci saranno a partire dal 10 gennaio 2019, quando l’attuale capo di Stato inizierà il suo secondo mandato di sei anni.

Chiudiamo ancora con la Russia, perché la Corte europea dei diritti umani ha condannato Mosca per aver violato i diritti a manifestare e a non essere discriminati di sette persone a cui tra il 2009 e il 2014 varie autorità locali hanno impedito di dimostrare pacificamente in favore dei diritti delle persone Lgbt. La Russia deve «fare grandi sforzi a lungo termine per adottare misure generali, in particolare per assicurare la libertà di manifestare e di non essere discriminati delle persone Lgbt» e risolvere il problema diffuso e ricorrente del divieto a dimostrare in loro favore, ha detto la Corte.

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