mercoledì, Luglio 24

Tempo, spazio e meraviglie

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Dice Alice nel suoPaese delle meraviglie’: «Tutto il mondo, oggi, è roba dell’altro mondo! E pensare che fino a ieri le cose avevano un capo e una coda! E se mi avessero scambiata stanotte? Ma se non sono la stessa, allora domando e dico: ‘Chi cavolo sono?’. Ah, questa sì che è una domanda da centoventidue milioni!». Domanda e risposta sono soggettive, così come il rapporto con la fondamentale domanda lacaniana «Chi è io». Cui rifarci anche in questo nostro strapaese delle meraviglie, sia come posto in cui viviamo che come rubrica, pure in relazione all’epocale scoperta appena resa pubblica e che incrocia appunto tempo, spazio e meraviglie.

E’ la individuazione fattuale delle onde gravitazionali, appena ufficializzata a Washington dagli scienziati del progetto LIGO, momento epocale non solo per il mondo della fisica. Albert Einstein ne parlò per la prima volta esattamente un secolo fa, nel 1916, quando formulò la teoria della relatività generale (dopo quella ristretta del 1905). Aveva immaginato l’Universo come una sorta di ‘trampolino’, un tessuto dello spaziotempo di cui le onde fossero increspature. Un corpo con massa che si muove nell’acqua, nell’aria o nel vuoto, genera onde, marine, sonore, elettromagnetiche: se si muove nello spaziotempo ne crea di gravitazionali. Il tutto però sinora rimaneva una pur fondata teoria, una funzione matematica. Adesso, osservando l’antico ‘abbraccio’ di due buchi neri con quell’’onda’ generatasi ed infine arrivata a noi, stiamo verificando e capendo molte cose. Gli studiosi parlano anche di ponti di Einstein-Rosen che potrebbero persino condurci ad un’altra terra, un’altra casa, come fossero scorciatoie.

Se non avete capito granché non importa, basta pensare che una mattina inseguendo un coniglio nella sua tana potreste davvero arrivare dall’altra parte, dove il tempo è relativo e c’è una regina di cuori che vuole tagliarvi la testa, ma solo dopo avervi invitato ad una partita di croquet. Paese e strapaese delle meraviglie appunto, descritto da Charles Lutwidge Dodgson, per tutti Lewis Carrol, con l’intelligenza della fantasia nell’ottocento, e da Einstein con l’intelligenza della scienza nel novecento. E con uno stratosferico volo intellettuale lo ricolleghiamo nel giorno dell’incontro tra il Papa dei cattolici ed il Primate della Chiesa ortodossa russa con quanto scritto da Gianni Valente su ‘Vatican insider’: «Papa Francesco abbraccia i fratelli ortodossi così come sono: coi loro limiti, le loro ricchezze, le loro conflittualità e inclinazioni non sempre collimanti». E sopra a tutto sta «il principio bergogliano che il tempo è superiore allo spazio», l’importante è «avviare processi, più che occupare spazi». Tempo, tanto tempo dunque davanti «per mille secoli almeno». Anche se, magari, noi non ci Sanremo.

 

E, dunque, in questo Febbraio 2016

da Lunedì 8 a Venerdì 12

 

Lunedì 8

Comincia la settimana. E già esserci anche a questa non è male.

Martedì 9

Iniziano i voti al Senato sulle Unioni delle persone, le Primarie presidenziali USA in New Hampshire ed il Festival di Sanremo. L’ordine di importanza è a scelta.

Mercoledì 10

Niente di particolare, almeno in tema.

Giovedì 11

Annunciata l’esistenza delle onde gravitazionali. L’aveva preconizzata Einstein, ora la conferma. L’evento è stato registrato lo scorso 14 settembre 2015 alle 10:50:45 ora italiana. Sono il prodotto dell’ultima frazione di secondo del processo di fusione di due buchi neri.

Venerdì 12

Francesco e il Patriarca ortodosso ‘di Mosca e di tutte le Russie’, Kirill, si incontrano a Cuba. Evento epocale, dalle conseguenze ancora indelineabili.

E poi

Sabato 13 e Domenica 14

Sabato e Domenica, chissà, e in fondo sta proprio lì il loro bello.

E la prossima settimana

da Lunedì 15 a Domenica 21 Febbraio

Voti e voto finale (almeno in prima lettura) sulle Unioni Civili in Senato. O almeno così dovrebbe essere, giunti ormai alla terza settimana. Per il resto…

 

E così eccoci in pieno anche in questo Febbraio 2016, che non tornerà mai più. Purtroppo o per fortuna che sia ci siamo, chissà se la prossima volta noi ci saremo.

 

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