sabato, Ottobre 24

Telefoni come armi

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Recentemente, il governo israeliano ha proibito a uomini e donne inquadrati nelle forze armate di giocare, tramite i propri telefoni, con l’ormai popolarissima applicazione Pokémon Go entro il perimetro delle basi militari dello Stato ebraico. La preoccupazione delle autorità di Tel Aviv si concentra sul funzionamento di questa applicazione, che attivando le fotocamere e i sistemi di localizzazione dei telefoni cellulari può rivelarsi uno strumento perfetto e a suo modo ’insospettabile’ per carpire informazioni sensibili circa le specifiche delle strutture militari, il loro equipaggiamento interno e il loro posizionamento geografico. Nel peggiore dei casi, spiega il sempre ben informato sito ’Debka File’ (vicino al Mossad), l’applicazione potrebbe essere hackerata ed usata da gruppi estremisti o servizi segreti ostili per ’guidare’ i soldati israeliani a proprio piacimento, inducendoli magari a recarsi in luoghi in cui sono previsti attentati terroristici.

Timori di questo genere non si registrano soltanto in Israele: Paesi come l’Indonesia, la Federazione Russa e la Repubblica Popolare Cinese hanno introdotto misure atte a disciplinare in maniera ferrea la fruizione di Pokémon Go da parte di personale appartenente alle forze armate o ai servizi di intelligence e sicurezza. Il generale e funzionario dell’Fsb Aleksandr Mikhailov ha mosso le accuse più dure riguardo alla minaccia portata alla sicurezza nazionale dall’uso disinvolto di applicazioni del genere. «Basta immaginare – ha dichiarato Mikhailov in un’intervista – cosa accadrebbe nel caso in cui questi mostriciattoli comparissero non in un parco pubblico, ma in un’installazione militare segreta. Il giocatore rivelerebbe spontaneamente informazioni più che sensibili e senza neanche accorgersene, non essendo passato al sevizio del nemico né tantomeno sottoposto a coercizione. Siamo davanti a un sistema ideale a consentire ai servizi segreti di raccogliere dati confidenziali, perché a una prima occhiata appare innocuo alla maggior parte dei giocatori».

Cina ed Iran hanno addirittura vietato ai propri cittadini di scaricare l’applicazione sui propri cellulari, allo scopo ufficiale che Pokémon Go possa essere sfruttata a fini spionistici dai servizi di intelligence statunitensi. Non va infatti dimenticato che l’applicazione è stata sviluppata dalla compagnia Niantic di San Francisco. John Hanke, fondatore della società, era salito agli onori della cronaca per aver creato la start-up che Google ha utilizzato per mettere a punto Google Maps e Google Earth. Tale start-up era stata realizzata anche grazie al denaro messo a disposizione da In-Q-Tel, società riconducibile alla Cia incaricata di tenere i rapporti con le aziende della Silicon Valley che sviluppano tecnologie ritenute riciclabili a fini spionistici.

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