sabato, Ottobre 24

Teinanmen, tornano le tensioni Cina-Usa Possibile incontro a settembre tra Putin e Kim Jong-un. Castaner, fedele di Macron, attacca l'Italia: 'Il popolo vota con i piedi'

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E’ ancora scontro tra Cina e Usa. Il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha invitato infatti Pechino a rendere pubblico il numero delle persone uccise, detenute o scomparse durante il sanguinoso scontro delle proteste pro democrazia di Tienanmen, avvenute 29 anni fa.

Dalla Cina però non si è fatta attendere la replica, con la portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying che ha avanzato una protesta formale contro Washington, che sembra non voler diminuire la tensione, salita già dopo le querelle commerciali tra i due Paesi.

Il presidente russo Vladimir Putin e il leader nord coreano Kim Jong-un potrebbero incontrarsi a settembre a margine del forum economico di Vladivostok, in programma dall’11 al 13 di settembre. A dirlo a ‘RIA Novosti’ una fonte anonima: «Stiamo aspettando la riposta alla lettera di Putin a Kim». L’avvicinamento tra Russia e Corea del Nord è confermato dal fatto che il regime di Pyongyang ha invitato il presidente della Duma Viaceslav Volodin per le celebrazioni della fondazione dello Stato, in programma il 9 settembre, e per l’anniversario dell’inizio delle relazioni diplomatiche con la Russia, il 12 ottobre.

Nel frattempo alla rete televisiva austriaca ORF Putin dice: «Per noi non esiste l’obiettivo di creare un cuneo tra paesi dell’Unione Europea, al contrario, siamo interessati a un’Unione unita e prospera, in quanto l’UE è il nostro partner economico e commerciale più importante».

«Non è stato un colloquio approfondito su temi concreti, ma c’è questo appuntamento al G7. L’Italia conosce la posizione del governo tedesco». A dirlo Steffen Seibert, rispondendo a una domanda sulla telefonata con il nuovo premier italiano, Giuseppe Conte dei giorni scorsi. Secondo Seibert, la cancelliera «ha detto molto chiaramente che l’Europa è sempre stata pronta alla solidarietà, ma che questo non può portare a una unione dei debiti». Intanto dalla Francia il delegato generale de La République En Marche e fedelissimo di Macron, Christophe Castaner la spare grossa sull’Italia: «L’esito elettorale in Italia è anche il risultato dell’abbandono da parte dell’Europa rispetto alla questione dei migranti. L’Italia, a causa della vicinanza con la Libia, si è ritrovata a dover gestire una quantità enorme di migranti senza averne i mezzi e senza avere la solidarietà.
Risultato: il popolo vota con i piedi, quindi bisogna ascoltarlo».

Il premier israeliano Benyamin Netanyahu è in missione diplomatica in Europa per parlare della questione iraniana. Ne parlerà con la cancelliera tedesca Angela Merkel, poi con il presidente francese Emmanuel Macron ed infine con la premier britannica Theresa May e col ministro degli esteri Boris Johnson. «Parlerò della necessità di continuare ad esercitare pressioni contro i suoi progetti nucleari. E poi anche  della necessità di bloccare la aggressività iraniana nella Regione, innanzitutto in Siria».

Intanto l’esercito israeliano ha sventato un tentativo di infiltrazione nel Paese di due terroristi da Gaza, uccidendo uno dei due palestinesi. Lo ha confermato il portavoce militare israeliano. Mentre per domani proprio a Gaza è stata confermata una manifestazione popolare contro l’occupazione israeliana. Il corteo partirà in mattinata da una piazza centrale della città e arriverà fino al valico di Erez. Per venerdì invece è confermata la ‘Marcia del Ritorno’, sponsorizzata da Hamas, che da 10 settimane si svolge in più punti della Striscia lungo la frontiera con Israele.

Passiamo all’Iraq, perché il Paese rischia di non avere acqua a sufficienza nei mesi estivi per le irrigazioni agricole e per gli usi civili a causa di una diga che la Turchia sta costruendo sul fiume Tigri e della scarsità di precipitazioni. Secondo il ministero per le Risorse idriche, la situazione è in gran parte peggiorata a causa della sottrazione di acqua dal Tigri per la costruzione della diga da parte di Ankara.

Un attentatore suicida si è lanciato stamani contro una riunione del Consiglio degli ulema a Kabul provocando la morte di almeno sette persone e il ferimento di altre nove. L’attacco, che ancora non è stato rivendicato, è stato messo a segno davanti alla tenda dove si era tenuta una vasta loya jirga dei religiosi, che volevano condannare la violenza e promuovere la necessità di promuovere il dialogo e i negoziati per porre fine alla guerra.

In Slovenia, si conferma la vittoria del leader conservatore Janez Jansa e del suo Partito democratico sloveno (SDS) al quale è andato il 24,96% dei voti. Al secondo posto la Lista di Marjan Šarec, ex attore e comico che si presentava per la prima volta a una consultazione elettorale, che ha ottenuto il 12,66% e 13 seggi.

In GiordaniaRe Abdallah II ha incaricato Omar Razzaz, già ministro dell’educazione ed economista, come nuovo premier, dopo che il suo predecessore è stato costretto a dimettersi in seguito all’ondata di proteste per il carovita.

Chiudiamo con la Gran Bretagna, dove dopo Oxford anche a Cambridge si defila un sostanziale flop degli impegni presi per una maggiore integrazione e per l’abbattimento di barriere sociali e razziali che continuano a precludere l’accesso delle minoranze alle più illustri università del Paese. A dirlo il ‘Financial Times‘, che ha ottenuto i dati sulle iscrizioni registrate alla Cambridge University fra il 2012 e il 2016, che evidenziano come alcuni college dell’ateneo non abbiano trovato il modo di accettare neppure uno studente o una studentessa con la pelle scura.

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