venerdì, Ottobre 18

Tanzania: il governo nasconde i casi di ebola Dure condanne da USA e OMS. La mancata collaborazione dimostrata dal governo tanzaniano mette a rischio la sicurezza sanitaria regionale

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L’epidemia di ebola scoppiata un anno fa all’est della Repubblica Democratica del Congo ha la potenzialità di diffondersi in tutta l’Africa Orientale a causa della interconnettività dei vari Paesi e dei flussi migratori regionali dettati dal commercio. Per oltre otto mesi il governo di Kinshasa non è riuscito a controllare l’espandersi del contagio a causa della disastrosa gestione della crisi sanitaria da parte del Ministro della Sanità Oly Ilunga, ora indagato per appropriazione indebita dei fondi destinati a contenere l’epidemia. Dai distretti nord est di Beni, Bunia, Butembo e Lubero, l’Ebola aveva raggiunto il capoluogo della Provincia del Nord Kivu, Goma, crocevia per gli scambi commerciali con Rwanda, Uganda e Tanzania. Il pericolo è stato contenuto grazie al dottore Jean-Jacques Muyembe che ha saputo gestire in modo efficace la crisi: è riuscito a combattere il fanatismo religioso che impediva le vaccinazioni di massa e a gestire al meglio i mezzi logistici e finanziari a disposizione, rafforzando la collaborazione con attori sanitari regionali e internazionali tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). 

A livello regionale l’epidemia è stata contenuta grazie alla trasparenza delle informazioni, al costante monitoraggio sanitario e alla collaborazione tra i vari Ministeri della Sanità di Kenya, Uganda e Rwanda che ha permesso di intervenire tempestivamente nel individuare i casi di contagio, isolandoli. Un successo, considerando la mobilità delle popolazioni legata agli scambi commerciali nelle frontiere con Uganda e Rwanda. Ogni caso sospetto è stato individuato  e sottoposto alla quarantena. Le popolazioni sensibilizzate e le unità sanitarie messe in permanente stato di allerta. 

Il meccanismo di collaborazione e monitoraggio regionale si è inceppato, mettendo a rischio l’intera Regione dei Grandi Laghi, a causa della autorità sanitarie della Tanzania. Lo scorso 10 settembre l’OMS è venuto a conoscenza di 3 casi di contagio individuati nella capitale economica Dar Es Salam. I soggetti erano stati posti sotto quarantena in quanto positivi al test dell’Ebola. Le vittime erano commercianti che regolarmente si recavano nei distretti nord est del Congo per effettuare scambi commerciali. I tre casi di contagio invece di far scattare il meccanismo di collaborazione regionale, hanno creato una vera e propria crisi diplomatica tra il Ministero della Sanità tanzaniano e l’OMS

Il 14 settembre le autorità tanzaniane hanno negato l’evidenza dei tre casi di contagio affermando che una seconda serie di test non avevano confermato nei pazienti la pericolosa malattia. Il Ministero della Sanità ha rifiutato la richiesta sottoposta dall’OMS di condividere i risultati di questa seconda serie di test e di permettere che esperti internazionali esaminassero i pazientiSui tre pazienti è calato un segreto di Stato. Si parla di un primo decesso per cause ignote. Altri sospetti casi di Ebola sono stati segnalati nelle città di Songea, Njombe e Mbeya, situate sull’asse stradale che porta in Congo. 

«La mancata collaborazione dimostrata dal governo tanzaniano mette a rischio la sicurezza sanitaria regionale. La Tanzania condivide 300 posti di frontiera con le zone infette della Repubblica Democratica del Congo dove transitano ogni giorno centinaia di persone e merci. Le autorità sanitarie della Tanzania non stanno fornendo informazioni adeguate sui vari casi di presunto contagio. Solo accurate e condivise analisi di laboratorio potrebbero fornire una corretta diagnosi ed attivare i meccanismi di contenimento dell’epidemia qualora i casi di Ebola fossero confermati» ha dichiarato Tigest Ketsela Mengestu, rappresentante nazionale dell’OMS. 

A seguito delle sue affermazioni pubbliche Mengestu è stato convocato dal vice Ministro degli Affari Esteri, Damas Ndumbaro, che ha espresso tutto il suo disappunto per le dichiarazioni pubbliche. Secondo il Ministro Ndumbaro, le accuse dell’OMS rivolte al governo di Dodoma sono insensate e danneggiano l’immagine internazionale del Paese. Convocando Ndumbaro, il governo evidenzia la volontà di fare forti pressioni contro l’OMS colpendo il suo rappresentante che ha cittadinanza tanzaniana

In una intervista rilasciata al settimanale ‘The East African’, il Dottore Chaula Zaina, Segretario Permanente del Ministero della Sanità, ha affermato che gli ipotetici casi di contagio di cui parla l’OMS non sono stati confermati dai test di laboratorio. Zaina ha duramente criticato i responsabili nazionali e internazionali dell’OMS e ha chiesto ai media nazionali di interrompere la diffusione di false e allarmanti notizie di contagio Ebola in Tanzania. Incalzato dalle domande del reporter del ‘The East African’, Zaina si è rifiutato di rivelare le malattie che soffrono i pazienti sospettati di contagio e le cause del decesso di uno di loro

In modo discreto, i Paesi africani confinanti con la Tanzania hanno aumentato i controlli sanitari presso le frontiere in comune inviando personale sanitario dotato di attrezzature a scansione termica per diagnosticare febbri anomale delle persone in transito. Il sistema di scansione, utilizzato anche nei maggiori aeroporti della regione (esclusi quelli tanzaniani) permette in modo non invasivo di individuare eventuali soggetti malati che vengono cortesemente messi in osservazione per diagnosticare le cause della loro febbre, che puó essere un sintomo di contagio. 

La mancata collaborazione del governo tanzaniano con l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha provocato dure critiche da parte del Dipartimento di Stato Americano. Invitando i cittadini a non recarsi in Tanzania se non per urgenti necessità, il Dipartimento di Stato ha sottolineato la sua preoccupazione per l’atteggiamento incomprensibile delle autorità sanitarie tanzaniane sottolineando che la mancata collaborazione con l’OMS aggrava il deterioramento della situazione all’interno della Tanzania. L’amministrazione Trump ha duramente condannato le recenti persecuzioni delle minoranze sessuali, le espulsioni forzate dei rifugiati burundesi, le minacce rivolte all’opposizione e ai media indipendenti e la preoccupante riduzione degli spazi democratici e di libera espressione. Simile posizione è stata adottata dalla Gran Bretagna, mentre l’Unione Europea ha preferito non pronunciarsi al momento

Una prova indiretta dell’esistenza di casi di Ebola in Tanzania viene dalla richiesta del Minisero della Sanità rivolta al OMS, alla agenzia di cooperazione tedesca Deutsche Gesellschaft fur Internationale Zusammenarbeit (GIZ), alla cooperazione inglese UK Departement for International Deveolopment (DfiD) e al Programma Alimentare Mondiale di un finanziamento straordinario pari a 9,5 milioni di dollari per fronteggiare eventuali epidemia di Ebola nel Paese. La richiesta ha suscitato reazioni negative in quanto il governo di Dodoma ha sottolineato nella richiesta ufficiale le sue aspettative che i fondi richiesti vengano stanziati al più presto, nonostante la mancata collaborazione con l’OMS. Fonti nazionali informano che il Ministero della Sanità sta svolgendo in maniera discreta dei corsi di aggiornamento sulla gestione dell’epidemia Ebola rivolti al personale sanitario nazionale

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