venerdì, Ottobre 18

Taglio dei parlamentari: ora tagliate gli evasori I molti perché di un errore. E l’ipocrisia del risparmio: si risparmieranno circa 410 milioni sull’intera legislatura (5 anni), a fronte di una evasione fiscale annuale accertata circa 107,5 miliardi di euro

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Parliamoci chiaro, molto chiaro, con molta serietà.
Il Parlamento ha approvato la riduzione del numero dei parlamentari nel Parlamento italiano, che, si dice, era il più numeroso d’Europa, il che è vero fino a un certo punto, ma non ha rilevanza, dato che qualche parlamentare in più o in meno cambia poco … apparentemente.
E dunque, parliamoci chiaro.

Uno. Non si tratta di soppressione di poltrone, di satrapie o di ‘casta’. Queste sono cose da bar, al massimo da Stella, ma non nel senso del partito. I parlamentari non sono boiardi di Stato, sono ciascuno di essi rappresentanti del popolo, ognuno dei quali rappresenta, rappresentava, circa 100.000 persone. Quindi, un parlamentare è espressione di democrazia, non di furto di risorse dello Stato e dei cittadini, oltre tutto, data la cifra, è ridicolo solo a dirsi: si risparmieranno circa 500.000.000 di euro (in realtà di meno, 410 milioni sull’intera legislatura secondo l’Osservatorio dei Conti Pubblici Italiani) a fronte di una evasione fiscale annuale accertata di 107.000.000.000 di euro (precisamente: 107.522 milioni di euro (circa 107,5 miliardi di euro), secondo l’ultima ‘Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva’ del Ministero dell’Economia e delle Finanze). Basta contare gli zeri per vedere la differenza, cioè cosa sia importante fare.

Due. Appunto: il Parlamento si occupa di questo e trova il voto favorevole di quegli stessi, molti di quegli stessi, che si sono opposti e si oppongono a misure veramente antievasione -la riduzione della circolazione dei contanti, il premio a chi paga con le carte di credito, una forma soft di tassazione del contante, ecc. Tutte cose che nei Paesi civili esistono, e in quei Paesi l’evasione non c’è. E allora i boiardi sono gli evasori più che i parlamentari. Ma la lotta vera all’evasione non si vuole fare, proprio in particolare dagli stessi che fanno della riduzione ridicola dei parlamentari una bandiera.

Tre. Non si razionalizza il lavoro del Parlamento, al contrario, lo si complica. Perché i parlamentari saranno molto più occupati nelle attività delle Commissioni ecc., e quindi meno attivi nella vera politica. Avranno più lavoro, che significa più confusione, ma specialmente più tempo.

Quattro. Nel Parlamento italiano, e questo accade solo in Italia, -ma questo nessuno lo dice specie quelli che si scandalizzano per il numero eccessivo di parlamentari- i parlamentari sono continuamente alle prese con l’approvazione dei Decreti Legge, cioè degli atti legislativi del Governo. Vietati dalla nostra Costituzione, ma mai realmente impediti dall’unico che potrebbe: il, anzi, i Capi dello Stato. Sta in fatto che in ogni caso i decreti arrivano e vanno approvati in sessanta giorni: in pratica il Parlamento rischia di lavorare solo per quello.

Cinque. La minore rappresentanza democratica obbliga seriamente a riscrivere radicalmente la legge elettorale, perché occorre garantire che le elezioni assicurino la rappresentanza dei cittadini in Parlamento; diversamente la distanza tra popolo e Parlamento aumenterà. Sarà un caso, ma è l’obiettivo degli stellini, dei leghisti, dei viventi.

Sei. Si soffia sull’odio verso la politica e i politici, cioè sul populismo più bieco e incivile, che può portare solo al fascismo o a qualcosa di molto analogo.

E potrei continuare, ma mi fermo qui. Pensiamoci.

Aggiungo solo che, guarda un po’, si tratta di un tema che riguarda il Parlamento, la Corte Europea dei diritti dell’uomo ha confermato, come era ovvio, la propria sentenza contro l’ergastolo ostativo. Sorvolo sulle proteste incompetenti di vari Ministri o sedicenti tali. Ne ho parlato lunedì, aggiungo solo che una norma che tratta persone uguali in modo diverso è chiaramente illegittima e in contraddizione con i diritti dell’uomo.

Non sorvolo, invece sul fatto che a norma dell’art. 46 del Trattato sui diritti dell’uomo in Europa, il Consiglio dei Ministri del Consiglio d’Europa può adottare atti destinati a costringere i Paesi che non lo fanno ad ottemperare alle sentenze della Corte. Atti, certamente, solo politici e dissuasivi, ma certo rischiamo di fare l’ennesima figura barbina a livello internazionale.

Infine, a beneficio di chi mi legga, ma a marcio dispetto dei nostri ipocriti e falsi politici -e sorvolo su molti ‘giornalisti’-, la sentenza non impedisce in nulla la condanna dei mafiosi, né fa venire meno una pena fondamentale o mette in strada pericolosi delinquenti: questa è una balla colossale, anzi, una bugia deliberata, infame. La sentenza, infatti, dice solo che se a un mafioso recluso ai termini del famoso 41 bis o altro è consentito avere in prospettiva sconti di pena, qualche maggiore possibilità di vedere i parenti, ecc., non è ammissibile che invece vengano privati di questi minimi vantaggi altri mafiosi in 41 bis, solo perché non hanno ‘collaborato’ con la giustizia. Questo è tutto.
Cosa incomprensibile ai nostri politicanti e alla gran parte dei nostri ‘giornalisti’ (ne ho sentiti molti, tutti concordi nel dire quella sciocchezza), ma spero chiara a chi mi legge.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.