Navigazione: stato islamico

Minaccia ISIS all’Italia? Probabile
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Il gruppo è disperato ed è alla ricerca di una rivalsa/compensazione, e gli attacchi dei lupi solitari non solo servono a questo scopo, ma sono anche un importante moltiplicatore di forza

Le Grandi ‘Manovre’ d’Egitto
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In pochi giorni, l’Egitto sembra essere riuscito ad uscire dall’isolamento politico e a ritrovare il ruolo di protagonista nell’aera a cui aspirava: la ragione di questi risultati sono da ricercarsi nel ruolo che Il Cairo ha saputo ritagliarsi in Libia e non solo

Nizza: la strage un anno dopo
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84 persone morte, 450 feriti, l’ingresso sulla scena europea del ‘terrorismo veicolare’, per mano di un ‘lupo solitario’ che “probabilmente non ha mai incontrato nessun uomo dello Stato Islamico, ma non ne ha avuto bisogno: ha raccolto il messaggio seduto davanti a un computer”.

Lotta alla radicalizzazione: molto da fare in Italia
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In Italia in tutti questi anni abbiamo privilegiato i vari strumenti repressivi direi soddisfacenti, nel senso che siamo l’unico grande Paese europeo che non ha avuto un attacco jihadista dopo l’11 Settembre. Però, dall’altra parte, siamo uno dei pochissimi Paesi in Europa che non ha ancora progettato e tantomeno portato a compimento dei programmi di deradicalizzazione. a nostra percezione generale del fenomeno è diversa dalla realtà e sovrastima sia la minaccia in generale che il peso che i migranti possono avere.

Estremo Oriente: lo Stato Islamico avanza?
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L’obiettivo finale è lo stesso, stabilire un Califfato e un territorio su cui far rispettare la Sharia, però, non è un gruppo direttamente controllato, né direttamente amministrato dalla leadership dello Stato Islamico. Il Sud-est asiatico, oggi, rappresenta un nuovo mercato per il radicalismo islamico, qualcosa che non si era visto prima e che garantisce un bacino per il reclutamento, nonché, una potenzialmente una via di fuga.

Stato Islamico: e ora cosa accadrà?
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Quando lo Stato Islamico, sarà ‘debellato’ dal territorio e dovrà rinunciare all’idea di controllare un territorio, sarà interessante vedere cosa succederà alla coalizione. Questo perché l’unico attore che tiene un po’ insieme le varie parti è proprio il nemico comune, quindi, una volta tolto questo, bisognerà vedere. Poi l’insistenza nel parlare dello Stato Islamico in Siria, certe volte fa passare in secondo piano gruppi come Jabhat al-Nusra o Ahrar al-Sham che sono attori da una strategia più di lungo termine, più sofisticata e pragmatica.

Isis, una seconda vita in Africa?
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Daesh, grazie all’attività dei gruppi africani, dimostra al mondo di essere diffuso in maniera capillare. I fronti locali di insorgenza grazie alla benedizione dello Stato Islamico si trasformano in fronti locali di un jihad globale