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Gerusalemme: tutto sulla decisione di Donald Trump Gerusalemme: le promesse mantenute di Trump ed i rischi connessi: la parola al giornalista Luca Marfé
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Questa volta c’è qualcosa in più della solita trovata per far parlare di sé. Come ho già sottolineato, Trump si è schierato apertamente dal lato di Israele prima ancora di diventare presidente. È, senza esagerare, uno dei motivi per cui tanti conservatori, e naturalmente tanti ebrei, lo hanno votato. Cosa fa, dunque? Mantiene l’ennesima promessa.

Sudafrica: e se dovesse andare ancora peggio? Povertà, disuguaglianza e disoccupazione: ecco le cause del male. Ma se non fosse semplicemente così?
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La politica e la leadership, certo, vanno di pari passo. Se pensiamo a questo collegamento, forse dovremmo riflettere sul fatto che economia, istruzione, disuguaglianze, povertà, posti di lavoro, cattiva amministrazione e corruzione, erogazione dei servizi ed inefficienza del Governo sono tutti fattori connessi al fallimento della leadership in Sudafrica

India: ecco le nuove opportunità al femminile L'India delle donne: imprese sociali ed e-commerce per combattere la povertà
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L’India ha la più alta percentuale di lavoratori informali nelle economie dell’Asia, l’84% dell’occupazione totale non agricola. Nel quadro di un Paese in via di sviluppo come l’India, stanno mostrando di avere un grosso potenziale proprio le imprese sociali, specie quelle collettive. Il lavoro collettivo ed il focus sul lavoratore, sono una soluzione alternativa potente per migliorare le opzioni occupazionali disponibili.

Donald Trump: che bello essere sulla bocca di tutti Quella di Trump è strategia politica? Ne abbiamo parlato con il giornalista Luca Marfé
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Per quanto possa sembrare impulsivo e inesperto, infatti, Trump ha imparato i segreti della comunicazione, che oggigiorno tendono a coincidere con quelli della politica, molto bene e molto in fretta. Un vero maestro, per quanto lo si possa amare o odiare. Ci si è dimenticati di quella spina dorsale fatta di operai, contadini e, inutile girarci troppo intorno, cittadini bianchi.

Yemen: il report sulla peggiore crisi umanitaria al mondo 'Yemen Crisis Situation Report 2017': tutto fa presumere che l'emergenza continuerà a peggiorare
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L’economia di guerra e le politiche reazionarie dell’Arabia Saudita stanno preservando le condizioni che incentivano gli attori locali a perpetuare la guerra. Gli Stati Uniti devono lavorare per cambiare le strutture nello Yemen e nella regione per portare attori cruciali ai negoziati. La lunga guerra civile danneggia la credibilità degli Stati Uniti a livello internazionale, poiché, gli USA sono sempre più incolpati di inazione perché la peggiore crisi umanitaria del mondo continua a spirale.

Nell’inferno dei bambini di Gaza Senza elettricità, acqua, cure e strutture adeguate: prigionieri di un Paese dimenticato
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l 95% dell’acqua a Gaza non è potabile. Il tasso di povertà ha raggiunto l’80% e il 72% delle famiglie palestinesi nella striscia di Gaza soffrono per la mancanza di cibo, per non menzionare l’85% delle famiglie che dipendono totalmente dall’aiuto umanitario internazionale. La disoccupazione, inoltre, raggiunge il 50% e per i più giovani anche il 63.8%. Abbiamo solo 4 ore di elettricità al giorno e non abbiamo accesso alle cure mediche.

Partnership assicurativa ed emergenza clima: una questione di vita o di morte Clima: ufficializzato a Bonn il fondo per prevenire i danni ed aiutare i Paesi più fragili
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L’emergenza climatica è qualcosa che va affrontato ora. La partnership assicurativa ne deve far parte. «Fallire nel pianificare l’impatto climatico è un rischio enorme», ha evidenziato parlando della disabitata Barbuda dopo e della siccità nella regione africana del Sahel che contribuisce all’emergenza migratoria verso l’Europa. «E’ nel nostro interesse costruire delle società capaci di resistervi».

Ecco cosa resta dell’attentato a New York Le parole di Trump ed il racconto di quella sera direttamente dagli occhi del giornalista Luca Marfé
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Una linea di condotta e soprattutto di comunicazione mai casuale che contiene, sì, degli evidenti elementi propagandistici, ma che non ci si può limitare a bollare come tali e basta. Il presidente non fa soltanto il suo gioco, ma dà voce ad un’America stanca dei toni cauti, pacati e quasi remissivi di Barack Obama, accusato di aver tenuto nel corso del suo ottennato un atteggiamento più da segretario generale delle Nazioni Unite che non da vertice politico-militare della superpotenza mondiale per eccellenza.