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Elezioni in Messico: le mille e una notte del futuro presidente In Messico, Obrador, Meade ed Anaya: i candidati si scontreranno domenica per delle elezioni che promettono tanto
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La sfida delle sfide cui andrà incontro il nuovo Governo del Messico sarà l’affronto della violenza. Un’emergenza vera e propria che non sembra avere argine. Basti pensare che ogni giorno in Messico vengono uccise più di 90 persone. Vediamo i problemi del Paese ed i candidati che si affronteranno questo 1 Luglio.

Elezioni in Messico: chi è Obrador? Andres Manuel Lopez Obrador: tutto sul favorito alle elezioni presidenziali del prossimo 1 Luglio in Messico
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Le elezioni in Messico si avvicinano. Obrador, il favorito, si propone come la soluzione. La soluzione al sistema, una ‘mafia del poder’ che ha sottratto l’apparato statale al popolo stesso. Lopez dovrà fare i conti con una retorica politica, la sua, che fino ad ora, si è scagliata contro un ‘concetto’. Dovrà rimboccarsi le maniche e dare sostanza a tutte queste idee. 

Salvini in Libia: la politica estera italiana incapace di suggerire qualcosa Libia: la rivalità tra Italia e Francia è più evidente. L'intervsta a Francesco Strazzari, professore alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa
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Il fermare sulla linea del deserto vuol dire proiettare il confine europeo ed alterare completamente le dinamiche della regione. Ci sono tante altre partite che vanno in questa direzione e non possono essere risolte dal buco della serratura della questione migratoria. L’intervista a Francesco Strazzari

Stati Uniti e Russia: ma quale corsa alla conquista dello spazio?! Trump vuole dominare lo spazio e la Russia si dice preoccupata: ma siamo certi che sia davvero così? La parola a Stefano Fait
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Donald Trump ha ordinato al Dipartimento della Difesa e al Pentagono di iniziare il cammino che porterà alla creazione della US Space Force. Per «difendere l’America, una semplice presenza nello spazio non è più sufficiente, noi dobbiamo dominare lo spazio». 
E la Russia esprime preoccupazione. Ma siamo sicuri che ci sia una corsa alle armi e che i due paesi siano davvero rivali? La parola a Stefano Fait, consulente di orientamento strategico e analista di tendenze

Mercosur: stallo con l’UE? Vazquez: noi apriamo alla Cina Uruguay: troppa attesa con l’UE; anche se i leader del Mercosur non concordano, noi procederemo con la Cina
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I leader del Mercosur, il blocco commerciale sudamericano di Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, si sono incontrati ieri ad Asuncion. L’Uruguay, il protagonista per rotazione del 52esimo Vertice dei capi di Stato del Mercosur. Tra i presenti, il brasiliano Michel Temer, l’uruguaiano Tabare Vazquez, il paraguaiano Horacio Cartes e, in rappresentanza dell’Argentina, la vicepresidente Gabriela Michetti. A tavolino, gli accordi commerciali con i paesi asiatici e gli altri stati dell’emisfero occidentale, ma anche le chiacchierate quanto attese trattative con l’Unione Europea.

Addio Ceta? L’Italia non ci sta: parola di Centinaio Centinaio: l'Italia non ratificherà il Ceta. L’intervista ad Elena Mazzoni di Stop TTIP-Italia
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Questo è un accordo che deve passare per i parlamenti nazionali, è un accordo misto, non semplicemente commerciale, poiché se fosse solo una questione di tariffe non servirebbe un bilaterale tra noi ed il Canada, visto il regime di WTO. In altre parole, per le tariffe e per i dazi rimale il WTO, mentre, per questi accordi occorre passare per tutti i parlamenti nazionali anche nel Regno Unito. Basta un singolo Paese per bloccarlo. Ci auguriamo di essere quel Paese. Perché da un punto di vista dell’agroalimentare e dell’ambiente saremmo penalizzati maggiormente.

Italia? Più che un medioevo, una Palestina dell’epoca romana -sperando nel Rinascimento- La crisi politica italiana: prospettive e riflessi. La parola a Stefano Fait, analista di macrotendenze
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Il voto del 4 marzo ha lo stesso potenziale di riverbero globale del Brexit. Ha stabilito che, per la prima volta, nell’Europa occidentale (quella che si considera più civile) una grande nazione con un peso specifico sufficiente a far cambiare rotta all’intero continente è nella posizione di poterlo fare. Molti hanno notato che i rappresentanti più in vista del partito democratico esternano opinioni e valutazioni che sembrano far trasparire un malcelato auspicio che una catastrofe economico-finanziaria si abbatta sugli elettori italiani, a fini pavlovianamente rieducativi: devono imparare a votare come si conviene.

Canapa e Canada: il binomio è vincente L’industria della canapa è destinata a raggiungere 1 miliardo di dollari nelle vendite entro il 2023 e 3.000 nuovi posti di lavoro
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L’industria canadese della canapa continua a crescere. Attesi i cambiamenti nella normativa canadese che dovrebbero dare una svecchiata alla legislazione. Secondo gli studi, con un regime normativo modernizzato, l’industria della canapa agricola è destinata a raggiungere fino ad 1 miliardo di dollari nelle vendite entro il 2023, creando 3.000 nuovi posti di lavoro nei prossimi cinque anni. Poco fa, Aurora Cannabis di Vancouver ha offerto circa 3 miliardi di dollari per acquisire il produttore rivale MedReleaf, una mossa che gli consentirà di avere una posizione in cima alla produzione mondiale.

Stati Uniti: la canapa non è marijuana. Ed il mercato decolla… forse Un’industria che vale milioni di dollari. Una normativa che tarpa le ali. Tutti i perché della produzione di canapa negli Stati Uniti
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Negli Stati Uniti aperta la strada alla legalizzazione della canapa industriale. Ad oggi, la canapa è usata negli alimenti, nel tessile, nei prodotti di carta, come materiale da costruzione, come carburante, ma anche per fornire sollievo per una lunga lista di malattie. Un mercato dalle potenzialità enormi e la nuova probabile svolta con l’Hemp Farming Act del 2018.

Immigrazione e sicurezza: e se Trump avesse torto? E' davvero efficace la ‘migration policy’ di Trump? Ne parliamo con David Bier, analista del Cato Institute
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Trump continua con l’idea del controllo «estremo» nei confronti di immigrati e viaggiatori stranieri, convinto che, a causare gli atti terroristici, siano stati proprio i fallimenti nel controllo di determinati soggetti ‘ad alto rischio’. Ma i dati dimostrano esattamente il contrario. Ce lo conferma David Bier, analista del Cato Institute.